PNRR, il Lazio è tra i peggiori d’Italia? Cosa dice in realtà la classifica

Il dato grezzo colloca il Lazio nella fascia bassa della classifica nazionale. Ma la metodologia del dossier premia i progetti conclusi per valore finanziario, non per numero. E nel Lazio i grandi appalti sanitari (frenati da iter complessi e dai timori legati ai precedenti bilanci delle ASL) stanno proprio in questi giorni tagliando il traguardo.

Il numero è ufficiale dal pomeriggio di oggi 17,3%. Lo rivela il dossier del Servizio studi di Camera e Senato. Quel diciassette e poco più è la quota dei fondi PNRR associata a progetti conclusi nel Lazio, secondo il monitoraggio di Montecitorio e Palazzo Madama, elaborato sulla banca dati ReGiS. Letto così, in isolamento, colloca il Lazio nella parte bassa della graduatoria nazionale. Se ci si limita a registrare quel 17,3% è una catastrofe: se lo si analizza e lo si interpreta, se ne ottiene una lettura ben diversa.

Come si misura davvero la performance PNRR

Prima di tutto, la metodologia. Il dossier non conta il numero di progetti conclusi rispetto al totale: misura la quota di finanziamenti associata ai progetti distinti tra conclusi e in corso.

In termini pratici, questo significa che un singolo appalto da 200 milioni di euro pesa sulla graduatoria molto più di duemila interventi da 100mila euro ciascuno. Una differenza tutt’altro che secondaria, che gli stessi estensori del rapporto sottolineano esplicitamente.

Il Lazio ha ricevuto 13,3 miliardi di euro di fondi PNRR territorializzati: terza regione italiana per volume, dopo Lombardia e Campania. Una dotazione che riflette la presenza di grandi strutture pubbliche, in particolare sanitarie, con appalti di importo rilevante. Ed è proprio qui che si trova la chiave di lettura più interessante.

Il nodo sanitario: ASL, bilanci e iter lenti

Le Aziende Sanitarie Locali del Lazio hanno affrontato un percorso particolarmente complesso nell’accesso e nell’utilizzo dei fondi PNRR. I timori legati ai precedenti bilanci (in alcuni casi gravati da disavanzi storici significativi) hanno generato cautele iniziali che hanno rallentato l’avvio delle procedure di gara. Gli iter amministrativi di molti appalti si sono prolungati, accumulando ritardi che i dati al primo luglio fotografano nella loro fase più acuta.

Ma il quadro sta cambiando. In questi giorni sono in corso le inaugurazioni di numerosi cantieri che hanno completato i propri iter e stanno tagliando il traguardo. Strutture sanitarie, Case di Comunità, Ospedali di Comunità, investimenti in tecnologia e macchinari: un volume di interventi che nelle prossime settimane si rifletterà sensibilmente sulla percentuale di progetti conclusi. Il 17,3% attuale è dunque, con ogni probabilità, la fotografia di un momento di transizione, non il ritratto definitivo della capacità di spesa laziale.

Il confronto con le altre regioni

RegioneConclusoIn corsoRisorse
Liguria10,2%89,8%5,77 miliardi
Calabria15,6%84,4%6,22 miliardi
Molise15,9%84,1%1,71 miliardi
Sicilia16,7%83,3%12,36 miliardi
Campania16,8%83,2%14,99 miliardi
Lazio17,3%82,6%13,28 miliardi
Puglia17,4%82,6%10,73 miliardi
Valle d’Aosta18,4%81,6%0,58 miliardi
Basilicata21,0%78,9%2,38 miliardi
Sardegna21,9%78,1%4,90 miliardi
Umbria24,9%75,1%2,57 miliardi
Abruzzo27,6%72,4%3,70 miliardi
Marche28,3%71,7%4,00 miliardi
Toscana29,0%71,0%7,84 miliardi
Piemonte29,4%70,6%11,10 miliardi
Veneto33,0%67,0%14,72 miliardi
Emilia-Romagna36,0%64,0%11,38 miliardi
Friuli-Venezia Giulia37,2%62,7%2,85 miliardi
Lombardia40,4%59,5%21,90 miliardi
Trentino-Alto Adige46,4%53,6%2,89 miliardi
Ambito nazionale1,5%98,5%17,34 miliardi
MEDIA NAZIONALE26,2%73,8%173,31 miliardi

La classifica nazionale conferma che le migliori performance appartengono a regioni del Nord: Trentino-Alto Adige(46,4%), Lombardia (40,4%), Friuli-Venezia Giulia (37,2%) ed Emilia-Romagna (36%).

Foto © Gary Bembridge

Ma le eccezioni sono significative. La Liguria — regione del Nord — risulta ultima in assoluto con il 10,2%, proprio per la presenza di grandi opere infrastrutturali ancora in corso. L’Abruzzo supera il 27%, la Sardegna il 21%, la Basilicata il 21%: tutte regioni che, con portafogli di progetti più piccoli o con iter avviati prima, mostrano percentuali più alte del Lazio, ma non necessariamente una capacità amministrativa superiore.

Una lettura di sistema, non una sentenza

l Lazio si colloca nella fascia bassa della graduatoria insieme alle regioni meridionali tradizionalmente indicate come meno efficienti nella capacità di spesa pubblica. Ma il dato va letto alla luce della ‘nota metodologicadove un solo maxi progetto vale più di cento progetti che messi insieme hanno lo stesso importo. Il dato conferma quello che il dossier stesso sottolinea: la performance dipende dalla tipologia e dalla dimensione dei progetti, non solo dall’efficienza della macchina amministrativa. Regioni con molti piccoli interventi già conclusi appaiono più veloci di regioni con pochi grandi appalti ancora in lavorazione.

Francesco Rocca

Il PNRR è uno strumento complesso, con scadenze rigide e un sistema di monitoraggio che fotografa istanti precisi di un processo in continuo movimento. Il 17,3% del Lazio al primo luglio 2026 è un dato reale, che indica margini di miglioramento esistenti. Ma va letto insieme ai cantieri che in questi giorni si concludono, agli appalti sanitari che escono finalmente dalle secche burocratiche, e alla metodologia che premia il valore finanziario dei progetti: non il loro numero.

La partita del PNRR nel Lazio non è chiusa. È in corso.