A Isola del Liri l’ingresso di Barbara Paesano nel direttivo FdI scatena uno scontro interno sul dialogo con il sindaco Quadrini. Il coordinatore Fiorletta replica duramente e si profila l’ipotesi di provvedimenti disciplinari.
Se la politica a Isola del Liri fosse una serie Netflix, l’ultima puntata (in attesa delle altre) sarebbe una di quelle che finiscono con i protagonisti che si guardano in cagnesco mentre scorrono i titoli di coda. Al centro della scena c’è Barbara Paesano, che nel giro di 48 ore è passata dal ruolo di nuovo acquisto del Direttivo locale di Fratelli d’Italia a quello di piantagrane numero uno. Con tanto (pare) di minaccia di provvedimenti disciplinari pendente sulla testa come una spada di Damocle in salsa ciociara.
Tutto inizia qualche giorno fa, quando il coordinatore comunale Luca Fiorletta, eletto nel Congresso dello scorso marzo, ufficializza l’ingresso della Paesano nel Direttivo, al posto del dimissionario Guglielmo Napoli. Che, per inciso, non se ne era andato in punta di piedi, ma sbattendo la porta.
L’ingresso che fa saltare i nervi

Un atto tecnico, dovuto, quasi burocratico. Ma Barbara, che al Congresso di marzo aveva sostenuto lo sconfitto Tomaselli, non è entrata nel direttivo per fare tappezzeria o portare i pasticcini. Appena varcata la soglia, ha imbracciato il lanciafiamme mediatico.
L’obiettivo? Il possibile arrivo nel Partito del sindaco Massimiliano Quadrini.In realtà, al momento, solo una leggenda metropolitana. Perché se da un lato è vero che Quadrini è uscito dall’orbita di Azione, altrettanto è vero che come Civico sta costruendo relazioni con tutti i fronti politici. In particolare con il centrodestra che amministra la Regione Lazio e governa molte delle pratiche avviate dal suo Comune. Così come è vero che Quadrini abbia una sintonia molto vicina all’assessore regionale al Bilancio Giancarlo Righini. Ma da qui ad un passaggio in Fratelli d’Italia, con tanto di tesseramento e ruolo nel board dei sindaci FdI, ci passa molta molta strada.
Una sintonia così vicina che tutti erano certi di un annuncio imminente: già nella cena della scorsa settimana con i sostenitori per gli auguri di Natale. Vero il dialogo, vera la sintonia, verissimo che una parte dei suoi voti potrebbe prendere quella direzione già alle prossime Provinciali. Ma stiamo parlando di due situazioni diverse. (Leggi qui: Barbara Paesano silura Quadrini: “I mercenari della politica fuori da FdI”).
Le cose non cambiano

Ma le leggende metropolitane talvolta alimentano veri e propri incubi politici. Come nel caso dell’idea che il primo cittadino, un passato nel Pd, un presente civico e un flirt con Azione, possa sbarcare in FdI come trampolino per la Provincia, o la Regione. Ha fatto saltare i nervi alla Paesano: ha sparato a zero contro i “mercenari” della politica cittadina, e già che c’era contro l’attuale gestione del Partito.
La reazione di Luca Fiorletta non si è fatta attendere; molto vicina ad un garbato (insomma) invito a tacere. Il coordinatore ci ha tenuto a precisare che l’ingresso della Paesano “mantiene inalterato quanto emerso dal Congresso comunale svoltosi il 15 marzo scorso“. Traduzione per i non addetti ai lavori: abbiamo vinto noi, la tua mozione è stata bocciata, mettiti l’anima in pace.
Fiorletta ha poi affondato il colpo sulla nostalgia: “dispiace che determinate affermazioni appaiano rivolte ad un passato dal quale ci siamo emancipati grazie al consenso popolare. La stagione della chiusura nei discorsi di nicchia che ha condannato i movimenti di destra all’emarginazione della prima Repubblica non è più accettabile grazie alla straordinaria vittoria del Presidente Giorgia Meloni“.
Il tappeto rosso per Quadrini?

Un modo per accusare Barbara di essere rimasta alla minoranza intransigente, alle sezioni polverose, mentreil Partito ora punta al governo dei territori. Incluso il dialogo con chi fino a ieri la pensava diversamente. Anche se è il sindaco del proprio paese. Fiorletta ha infatti ricordato che un Partito “deve necessariamente venire a contatto con altre visioni presenti nell’arco costituzionale“; anche “a livello locale”. Un tappeto rosso per Quadrini? Forse. Di certo, un avviso di sfratto ideologico per chi vuole che il Partito resti tra i “pochi ma puri”.
Che la cosa non finisca qui, la fa però capire un altro passaggio del coordinatore cittadino: “le affermazioni dei singoli sono riferibili solo ed esclusivamente agli stessi; le dichiarazioni arbitrarie che impegnano il nome del Circolo e del Partito sono suscettibili di altro tipo di valutazione alla luce dello Statuto vigente laddove si venga a creare un pregiudizio per l’intera comunità“. Se non è un annuncio di sanzione disciplinare (o peggio) poco ci manca.
Sembra infatti che poche ore dopo le dichiarazioni della Paesano, il deputato Massimo Ruspandini, non esattamente noto per la pazienza infinita verso i franchi tiratori interni, abbia sacramentato in diverse lingue, invocando un immediato rasserenamento del clima politico in città.
Ed è solo la seconda puntata.



