Politica e libri: Ruspandini “Nella terra dei giganti” traccia la rotta di FdI

Il parlamentare di Ceccano e leader provinciale di Fratelli d'Italia ha presentato il suo libro ad Anagni. L'incontro è stato anche l'occasione per fare il punto sulla situazione del partito in Ciociaria. Nella Città dei Papi auspica una centralità di FdI a prescindere dai nomi degli eventuali candidati alla prossime elezioni. Difende l'ingresso di Quadrini e per la candidatura a presidente della Provincia ritiene che la rosa dei sindaci è altamente competitiva

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Adesso i libri non li brucia più, li scrive. E, tra una presentazione e l’altra, trova il tempo per dire la sua sulla realtà politica della provincia, destreggiandosi (è il caso di dire) tra le evoluzioni della destra anagnina e le polemiche scatenate dall’ingresso di Massimiliano Quadrini in Fdi ad Isola del Liri. Fedele da sempre ad un’idea: il centrodestra in provincia di Frosinone ha una storia da difendere. Anche contro chi, a destra, pensa che la Ciociaria debba restare una provincia “suddita” di Roma. 

La presentazione di “Nella terra dei Giganti”

Era il 2006 quando un giovane Massimo Ruspandini, a Ceccano, saliva agli onori della cronaca nazionale per un gesto radicale e provocatorio: il rogo pubblico del bestseller di Dan Brown, “Il Codice da Vinci”. Con il tempo i libri ha imparato prima ad amarli profondamente,e poi a scriverli, scoprendo nella stampa un’arma di narrazione e di identità ben più potente del fuoco.

Massimo Ruspandini e Giancarlo Pavat con il libro “Nella terra dei giganti”

La conferma di questa metamorfosi culturale è andata in scena ad Anagni, nella suggestiva cornice di Casa Barnekow. Davanti a una platea attenta, l’onorevole Massimo Ruspandini ha presentato la sua ultima fatica letteraria, scritta a quattro mani con il ricercatore e scrittore Giancarlo Pavat, “Nella terra dei giganti”.

Un romanzo che si muove sui binari di un fantasy storico di ampio respiro che affonda le sue radici nei misteri del Basso Lazio. La narrazione prende le mosse da uno degli eventi più drammatici ed evocativi del Medioevo italiano: il celebre schiaffo di Anagni del 1303 ai danni di Papa Bonifacio VIII.

Da questo snodo cruciale per i destini dell’Europa, l’intreccio si dipana in un viaggio affascinante che lega i segreti dell’Ordine dei Cavalieri Templari alla storia millenaria del territorio del Frusinate. Tra complotti papali, simbolismi esoterici, enigmi medievali e le imponenti mura ciclopiche della provincia, le leggendarie città fondate dal dio Saturno, il libro esplora il legame profondo tra la grande storia d’Europa e le radici magiche e misteriose della terra dei Giganti.

Un evento ad ampio respiro

Un traguardo non da poco per il parlamentare ciociaro: Diciamo che sono stato sempre attratto dalla scrittura, una cosa che mi libera, mi piace fare – ha spiegato Ruspandini, a margine della presentazione – Ho poco tempo, ma mi piace raccontare quello che vedo e penso; è un hobby che mi piace coltivare”.

Ruspandini con il suo libro “Nella terra dei giganti”

Una passione che si è tradotta in un’opera di oltre cinquecento pagine, la cui stesura ha richiesto uno sforzo non indifferente per l’onorevole e per il suo compagno di viaggio.“Sì, ha avuto una gestazione molto lunga, devo dire, non solo per colpa mia, ma anche per il mio compagno di viaggio”, ha ammesso Ruspandini riferendosi al proprio coautore.

L’evento di Anagni, tuttavia, non è rimasto confinato nell’alveo puramente letterario. La presenza di esponenti di rilievo della politica locale, di Fdi e non, ha inevitabilmente trasformato la presentazione in un termometro politico per l’intero comprensorio, a partire dalle grandi manovre in vista delle elezioni comunali anagnine previste tra due anni.

La centralità di FdI nella Città dei Papi

Davide Salvati

Interpellato sul futuro della città e sulla successione al sindaco Daniele Natalia, Ruspandini ha tracciato la rotta di Fratelli d’Italia, auspicando la centralità del proprio partito:“Speriamo proprio di sì, abbiamo all’interno del Partito personaggi molto autorevoli”. Tra i presenti in sala spiccava il presidente del consiglio comunale, Davide Salvati, il cui nome circola da tempo con insistenza tra i papabili per la candidatura a sindaco.

Riccardo Ambrosetti

Sul punto, il leader provinciale del Partito della Meloni ha preferito non scoprirsi più di tanto: “Lui, come altri all’interno di Fratelli d’Italia, può aspirare a essere candidato”Anche sul dualismo interno con il vicesindaco Riccardo Ambrosetti, un altro che avrebbe peso e titoli per aspirare alla corsa a candidato sindaco, Ruspandini ha preferito mantenere una prudenza diplomatica: “Diciamo che una discussione sui nomi è veramente prematura”.

La geopolitica del centrodestra

Massimiliano Quadrini, sindaco di Isola del Liri

Non si è, ovviamente, parlato solo di Anagni. La geopolitica della destra frusinate, come noto, vive ore calde anche per via dei nuovi ingressi in FdI. Primo tra tutti quello del sindaco di Isola del Liri Massimiliano Quadrini, che ha sollevato non pochi malumori nel Partito. Ruspandini ha colto l’occasione per blindare la linea della segreteria: “Il processo di stratificazione e di consolidamento di Fratelli d’Italia sul territorio passa anche per operazioni che fino a qualche anno fa erano impensabili, certo. Questo è il merito della forza di Giorgia Meloni e della sua capacità di attrarre”.

Una crescita che, secondo il parlamentare, va gestita bilanciando i nuovi innesti con il rispetto per la militanza storica: “Sta a noi declinarlo nel modo giusto, cercare di non penalizzare le persone che c’erano nei momenti difficili, e di utilizzare al meglio quelli che invece chiaramente stanno contribuendo a farsì che Fratelli d’Italia sia il primo partito nazionale. È chiaro che se siamo arrivati al 30 % è anche perché sono entrate persone capaci”.

Alioska Baccarini, sindaco di Fiuggi

Scenari che aprono le porte anche a futuri assetti provinciali, come la possibile candidatura dello stesso Quadrini alla presidenza di Palazzo Iacobucci al posto di Di Stefano. Anche questo è un tema su quale Ruspandini ha preferito non sbilanciarsi troppo: Se Fratelli d’Italia dovesse, come auspico, aprire una fase per una candidatura di Partito, lui è uno tra i sindaci di Fratelli d’Italia che verrà preso in considerazione”.

Una porta aperta che vale anche per altri primi cittadini del territorio, come il sindaco di Fiuggi, Alioska Baccarini, a dimostrazione di una classe dirigente locale ricca di opzioni: “Baccarini è un ottimo sindaco. Lui come altri, Fiordalisio ad esempio”.

Segnali tra le file

C’è un segnale politico che emerge con chiarezza: sia nella prima presentazione del libro avvenuta dieci giorni fa al Dream Cinema di Frosinone e sia in questa di Palazzo Barnekov ad Anagni. Massimo Ruspandini mantiene un ruolo centrale negli equilibri del Partito: punto di sintesi tra l’ala storica e quella che è nata con l’apertura ideologica fatta da Giorgia Meloni.

A Frosinone, in sala c’erano il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il presidente della Provincia di Frosinone Luca Di Stefano, il segretario generale Cisl del Lazio Enrico Coppotelli, il presidente di Ales Fabio Tagliaferri, i deputati di Fratelli d’Italia Paolo Pulciani e Aldo Mattia, il consigliere regionale Daniele Maura, il presidente di Saf Fabio De Angelis ed il commissario del Consorzio industriale del Lazio Raffaele Trequattrini.

È il segnale, come quello di Anagni, non tanto di una componente unitaria della provincia di Frosinone ma di una capacità di aggregazione e di amalgama. Come a voler dire che le scelte che riguardano la Terra dei Giganti si prendono in provincia di Frosinone.