Il comandante Dino Padovani traccia un bilancio e soprattutto la rotta per il futuro dopo un anno e mezzo alla guida della Municipale di Frosinone. La sfida del BRT che cambierà Frosinone. I risultati raggiunti e gli obiettivi. Grande attenzione verrà data al controllo del territorio.
Un anno e mezzo, due comandi precedenti (ad Alatri ed a Sora) e un solo vero banco di prova ancora da superare: settembre, quando le scuole riaprono e il BRT smette di essere un progetto pilota per diventare, semplicemente, la città. Il comandante della Polizia Municipale di Frosinone Dino Padovani arriva a questo appuntamento con un bilancio già scritto e una scommessa ancora aperta.
È la sfida della prima mattina di scuola, con il traffico vero ed un modello basato sul BRT che promette di rivoluzionare il modo in cui ci si sposterà nel capoluogo. In altre parti del mondo ha funzionato: ma Frosinone è un’altra storia. Perché è città in cui ci si è sempre dovuti spostare con l’auto per qualunque cosa, fosse solo per andare a prendere le sigarette e poco importa che il tabaccaio sta dietro l’angolo.

Poi ti arrivano due sindaci che guardano dieci anni avanti: mentre tutto va avanti come sempre loro vedono il clima impazzito, il divieto europeo alla circolazione per le auto vecchie che formano la metà del parco veicoli di Frosinone. La soluzione? Un bus elettrico, su una corsia preferenziale, che costruisce la nuova spina dorsale dei collegamenti in città: zero traffico, fine delle code, le sigarette si possono comprare viaggiando sul BRT o se preferite Bus Rapid Transit. Al comandante Dino Padovani ora tocca il compito di fare in modo che quel bus abbia sempre la strada libera davanti a sé.
Un anno e mezzo alla guida della Polizia Locale a Frosinone, dopo Alatri e Sora: quali sono le differenze?
“Sicuramente un capoluogo di provincia ha tante criticità da affrontare e risolvere. Problematiche differenti dai centri più piccoli. Ma riceviamo anche tante soddisfazioni su un territorio che ha bisogno di una attenzione continua sotto tutti i punti di vista”.
A proposito di criticità, partiamo da quelle sulla viabilità

“Ci sono state alcune novità molto importanti, cambiamenti, criticità con i relativi aggiustamenti che in questo ultimo anno abbiamo apportato come comando di Polizia locale. E adesso c’è la novità del BRT che vedrà concentrati i nostri sforzi nei prossimi mesi”.
Finito il periodo sperimentale con il ritorno alla normalità e la riapertura delle scuole, il BRT sarà il vero banco di prova?
“Un primo test c’è stato con l’apertura della stagione calcistica: la decisione di sperimentare il sistema BRT – Navette in occasione del ritorno in grande allo stadio Stirpe si è rivelata un’intuizione geniale. Più del test in sé è stato importante come veicolo pubblicitario: ha consentito alla cittadinanza di conoscere il nuovo modello di mobilità urbana e rendersi conto di persona quanto sia efficace. Sicuramente la mole di veicoli che circolerà a settembre non è paragonabile a quella del mese di agosto. Ma il modello funziona: lo dimostrano le grandi città del mondo in cui ha già le ruote sulla strada. E infatti, dal primo test abbiamo visto una buona risposta da parte della cittadinanza. Non abbiamo riscontrato problematiche particolari e quindi siamo fiduciosi. Soprattutto per i numeri: 300 utenti al giorno di media ad agosto non sono pochi”.
Fino ad oggi però del BRT si è parlato per i disagi che ha creato…

“Pure a Firenze c’è stato chi ha maledetto i lavori per la tramvia a causa del caos che hanno generato i cantieri. Ma una volta chiusi i lavori e messo sui binari il nuovo mezzo, i primi ad accorgersi di quanto fosse efficace anche per il traffico sono stati gli automobilisti. La stessa cosa accadrà ora anche a Frosinone. Se si vuole continuare a parlare dei disagi passati però sarebbe giusto parlare anche dei vantaggi di questa novità assoluta. Vanno messi sul piatto della bilancia“.
Li metta sul piatto e pesiamoli.
“Faccio solo tre esempi banali. Il primo: le mamme ed i papà non dovranno più imbottigliarsi nel traffico per portare i bambini a scuola perché il BRT ce li porta in pochissimi minuti e direttamente davanti al cancello. Il secondo: i pendolari non hanno più bisogno di andare alla stazione di Frosinone con la loro auto e trovarsi un parcheggio perché con il BRT si arriva prima e si risparmia il tempo fino a ieri speso per sistemare la macchina. Il terzo: i piccoli spostamenti urbani sono quelli che fanno consumare più benzina mentre con il BRT si evita il traffico, non si consuma il pieno e con un euro ci si sposta per 90 minuti da un capo all’altro della città”.
Comandante, da un capo all’altro non ancora.
”Invece si. Perché dovete leggere il BRT nel suo insieme: ricordatevi che con quel biglietto da 1 euro non si viaggia solo sul Bus Rapid Transit ma per 90 minuti si circola su tutta la rete del Trasporto Pubblico di Frosinone. Io credo che la vera sfida sia una nuova mentalità dello spostamento urbano che dovrà formarsi dentro i cittadini di Frosinone. Guardate: a Berlino o Londra a nessuno verrebbe in mente di comprare l’auto per spostarsi, perché la rete della Metro è rapida, capillare, efficace ed economica. Il BRT ha le stesse caratteristiche”.
Non solo viabilità e traffico ma anche controllo del territorio con un capillare sistema di videosorveglianza…

“Con la videosorveglianza siamo a buon punto e le telecamere ce ne sono in numero elevato. In prospettiva ci sono due progetti che a breve vedranno la luce. Con il primo avremo l’installazione di telecamere in ulteriori punti strategici. Successivamente daremo attuazione al progetto regionale Sentinel 2030”.
Che novità porterà a Frosinone Sentinel 2030?
“È un progetto innovativo con l’uso dell’intelligenza artificiale e telecamere a lettura ottica. Le telecamere riprendono e l’AI leggerà i movimenti segnalando all’operatore umano le situazioni sospette ed i possibili illeciti. Ci sarà l’utilizzo di sistemi di sicurezza avanzati basati anche su sensoristica e sistemi di analisi dati, nonché le colonnine SOS che permetteranno ai cittadini di inviare richieste di aiuto, il tutto per elevare il livello di sicurezza urbana, migliorare il presidio del territorio e introdurre fattori di deterrenza dei fenomeni criminali. Una vera e propria rivoluzione”.
Abbandono dei rifiuti: altra piaga urbana. le fototrappole hanno funzionato?

“Si e grazie al settore Ambiente ne posizioneremo molte altre in tutti luoghi dove spesso si abbandonano i rifiuti. Oltre a questo, speriamo di ottenere i fondi dal Ministero per sostituire le vecchie telecamere con più moderne e funzionali”.
La sicurezza urbana percepita è uno dei fattori chiave per la cittadinanza…
“L’impegno e il lavoro non mancano sotto nessun fronte. Non dimentichiamo i servizi serali per la sicurezza su indicazione della Prefettura e con il coordinamento della Questura. Abbiamo ottenuto risultati lusinghieri per il nostro corpo ed è stato motivo di vanto e crescita professionale. Una nuova forma di collaborazione che in una città è più facile determinare. La sicurezza urbana oggi non può essere demandata solo alle forze dell’ordine”.
Un obiettivo a cui tiene in modo particolare per il futuro?

“Continueremo sempre con maggiore impegno e forza su questa linea. Cioè massima attenzione sulla sicurezza urbana, perché ce lo chiede l’Amministrazione e soprattutto la cittadinanza. Senza tralasciare quello che è il nostro “core business”: l’edilizia, il commercio, la viabilità e naturalmente tutte le attività di polizia giudiziaria che sono di nostra stretta competenza. C’è da lavorare ma siamo pronti e fiduciosi”.



