Pongelli al centro del puzzle: il nome che può unire Alatri e spaccare i poli

Maurizio Cianfrocca si gode la corsa alla sua successione. Con i candidati che si eliminano a vicenda. Iannarilli: niente incarico romano, la candidatura torna centrale. In attesa del tavolo di coalizione lui rilancia: Pongelli. E manda tutti in tilt. Anche Di Fabio e parte degli ex di Morini potrebbe starci. Buschini pronto con una lista per Coletta. Fantini pone la questione del metodo

Massimiliano Pistilli

Informare con umiltà e professionalità

È un sottile gioco di incastri quello che si sta sviluppando in queste ore ad Alatri. Il risultato finale comporrà la figura dei candidati sindaci per il centrosinistra ed il centrodestra. Un gioco innescato dall’annuncio fatto nei giorni scorsi dal sindaco uscente Maurizio Cianfrocca: non si ricandiderà. Forse. Perché l’unica evidenza al momento è la corsa all’eliminazione scattata all’interno dei singoli poli; mentre Cianfrocca osserva ed è l’unico esente da pugnalate alla schiena e colpi bassi riservati agli aspiranti alla successione. Lui non lo è. (Leggi qui: Alatri, dopo Cianfrocca è tana libera tutti e rischio chiusura anticipata).

Il centrodestra: tre tronconi e un nome

Roberto Addesse

Il centrodestra si è diviso in tre pezzi nel giro di poche ore dall’annuncio del sindaco uscente. Il primo troncone fa capo a Roberto Addesse, vicesindaco, assessore ai Lavori Pubblici, protagonista della frattura più rumorosa degli ultimi mesi dell’amministrazione Cianfrocca. Non aveva gradito la ricucitura fatta dal sindaco con il dissidente Gianluca Borrelli (FdI) senza nemmeno consultarlo. Così aveva smesso di partecipare alle riunioni di maggioranza. Chiaro il segnale. Ora Roberto Addesse ha già le liste pronte. E se fosse per lui si poteva andare al voto subito. C’è chi sostiene — con argomenti non privi di fondamento — che proprio questo attivismo anticipato, questo muoversi per conto proprio mentre il sindaco era ancora in carica, abbia contribuito a convincere Cianfrocca ad accelerare l’annuncio del ritiro. Mettendo gli uni contro gli altri.

Ma il troncone centrale è quello che fa riferimento ad Antonello Iannarilli — storica figura del centrodestra alatrense, mai del tutto riconciliato con Cianfrocca fin dalla campagna elettorale del 2021. Ultimo presidente della Provincia eletto dai cittadini, due volte deputato, assessore e consigliere regionale del Lazio: la sua posizione è chiara. Vuole un centrodestra unito e senza fughe in avanti: significa senza Roberto Addesse. Un veto netto, che riduce i margini di manovra della coalizione prima ancora che si apra ufficialmente il confronto sui nomi.

Giancarlo Righini ed Antonello Iannarilli

Iannarilli ha però incassato nelle stesse ore una doppia tegola politica non trascurabile: a Roma il governatore Francesco Rocca gli ha comunicato l’esito negativo delle trattative con Forza Italia per lo switch con cui spianare la strada all’incarico romano che cercava. Le porte di LazioCrea per una eventuale presidenza di Fratelli d’Italia sono chiuse. Forza Italia non ha voluto accettare cambi con altre presidenze. E Iannarilli resta allora alla guida dell’Ater di Frosinone come riconoscimento del suo impegno alle scorse regionali e come riconoscimento della sua capacità amministrativa. (come avevamo annunciato già nello scorso mese di febbraio: Nessuno switch, Trequattrini rimane al Consorzio e Forza Italia a Lazio Crea).

Verso il nome di Pongelli

Come consolazione circola il nome della SAF come possibile destinazione, in Consiglio d’Amministrazione. Un accostamento che, a giudicare dalla storia di quella struttura — governata fino ad oggi da presidenti con uno spessore specifico sul tema — solleva più di qualche perplessità.

Vanno in primo piano allora le Comunali: candidarsi a sindaco di Alatri è il sogno proibito di Iannarilli. La sua lunghissima carriera cominciò dopo avere fallito per meno di 40 voti l’elezione alla fascia tricolore: i cortei di auto con i suoi sostenitori erano già partiti per i festeggiamenti quando l’ultima sezione ribaltò clamorosamente il risultato.

Giorgio Pongelli

L’ex presidente della Provincia ha dato la sua disponibilità. Ma l’impressione è che il suo nome sia troppo divisivo, troppo ingombrante, troppo difficile riuscire ad avere un dialogo alla pari tra consiglieri ed assessori con un eventuale sindaco dotato di quel curriculum. Iannarilli non ha escluso la sua candidatura a sindaco. Ma intanto, come ipotesi alternativa, ha provato a mettere in campo un suo nome. Trasversale. Capace di aggregare anche pezzi del centrosinistra. Il nome è quello dell’avvocato Giorgio Pongelli.

E qui potrebbe innestarsi la saldatura con il terzo troncone: il più interessante sul piano politico. Lo storico vicesindaco Pd Fabio Di Fabio sta costruendo un’aggregazione trasversale, mettendo insieme una parte del gruppo storico che elesse il sindaco Pd Giuseppe Morini, una parte dei civici centristi che stanno con l’avvocato Enrico Pavia, più pezzi di quella galassia civica che non si riconosce pienamente né in Addesse né in Iannarilli. Il nome attorno a cui potrebbero convergere è proprio quello di Giorgio Pongelli.

Qui… Gatta ci cova

Fabio Di Fabio

Ma c’è anche un Piano B. Nel caso in cui la saldatura non dovesse realizzarsi, Fabio Di Fabio sta tenendo aperta fino all’ultimo la porta ad altri profili: tra cui quello della ex Segretaria Pd di Alatri Francesca Gatta, uscita dal Partito per seguire le orme di Carlo Calenda.

Se questa operazione dovesse trovare la sua forma, il centrodestra di Alatri si presenterebbe alle elezioni con una candidatura che non è espressione diretta dei partiti ma di un polo civico trasversale: esattamente il modello che Cianfrocca aveva usato nel 2021 e che gli aveva consentito di vincere al ballottaggio.

Sul fronte opposto, il quadro è meno frammentato ma non per questo più definito. L’ex presidente del Consiglio Regionale del Lazio Mauro Buschini e Pasquale Caponera (figura centrale della storica civica Programma Alatri) spingono apertamente sull’ex sostituto procuratore di Frosinone Adolfo Coletta come candidato del centrosinistra: Buschini con Caponera e Programma Alatri starebbero già lavorando ad una lista a suo sostegno.

Ed fronte si sta allargando in modo inatteso. Le dimissioni annunciate a Frosinone dal presidente d’Aula Massimiliano Tagliaferri presuppongono un suo sganciamento dall’orbita leghista che la volta scorsa ad Alatri (dove Tagliaferri è influente) ha sostenuto l’elezione del sindaco Maurizio Cianfrocca. I rumors dicono che questa volta, se il candidato fosse Coletta anche l’area di Tagliaferri potrebbe sostenerlo.

Resta confermata la posizione dell’ex Segretario provinciale Pd Luca Fantini, più cauta e più strategicamente corretta: prima si costruisce la coalizione larga, poi si sceglie il nome. Non è un no a Coletta ma è un metodo differente con il quale arrivare eventualmente alla sua candidatura. Quello che conta, sostiene, è il percorso, non il nome di partenza.

Non sta fermo il fronte dell’avvocato Enrico Pavia. Il penalista cresciuto nello studio del compianto senatore Romano Misserville sta ragionando sui nomi di Annarita Pelorossi e di Nazzareno Costantini.

Cianfrocca si gode lo spettacolo

Maurizio Cianfrocca

Il sindaco uscente intanto resta alla finestra. Ed assiste allo spettacolo stando con la schiena al riparo: lui non si ricandida. O forse si. Come lascia intuire Sandro Vinci, presidente del Consiglio Comunale e leader della civica Alatri Bene Comune. Sferza i Partiti del centrodestra silenti dopo l’annuncio del sindaco Maurizio Cianfrocca di non ricandidarsi. “Alcuni non aspettavano altro e hanno fatto di tutto per creare il caso cercando il classico pelo nell’uovo. Il centrodestra sa farsi male da solo”. (Leggi qui: Il sindaco Cianfrocca annuncia in Aula: «Obiettivi raggiunti, non mi ricandido». E qui: Cinque anni di tormenti. E alla fine Cianfrocca ha detto basta).

Fedelissimo del primo cittadino, il presidente sottolinea che lavorerà per far cambiare idea a Cianfrocca. “Per il bene di Alatri”. E comunque rivela che sarà della partita elettorale.

Presidente una settimana fa l’annuncio del sindaco di non ricandidarsi: oggi lei cosa si sente di dire sulla vicenda?

“Tutto quello che avevo da dire l’ho detto all’interessato in Consiglio comunale, e nelle note successive. Oggi mi sento di dire poco, ma di fare ancora di più fino all’ultimo giorno di questa bella esperienza”.

E’ rimasto sorpreso dalle note dei partiti che di fatto non hanno chiesto al sindaco un ripensamento?
Il sindaco Maurizio Cianfrocca

“Sorpreso no, anche io ho avuto l’impressione che alcuni, con atteggiamenti o con prese di posizioni più o meno pretestuose, non aspettassero altro o che cercassero il classico pelo nell’uovo. Il Sindaco come è nel suo stile e nella sua onestà intellettuale, li ha anticipati togliendoli dall’imbarazzo“.

Lei, è stato molto duro nei commenti…

“Più che duro sono stato realista e deluso dall’atteggiamento di chi, anzichè gioire per i tanti risultati ottenuti, ha fatto di tutto per “creare il caso” rompendo un’armonia di coalizione fragile quanto si voglia ma granitica nell’impegno per la Città e nel portare a termine i tanti progetti per il bene di Alatri”.

FdI, Lega e Forza Italia puntano ad un loro candidato lei che ne pensa?
Roberto Addesse della Lega, uno degli aspiranti candidati a sindaco

“Da rappresentante e responsabile di una compagine civica ho avuto la conferma che il centrodestra è maestro nel farsi male da solo. Quando le cose vanno bene, incomprensibili logiche partitiche, aspirazioni e ambizioni personali legittime quanto si voglia, rischiano di provocare quelle scissioni che andranno a totale vantaggio degli avversari di turno i quali si ritroveranno a governare senza merito alcuno e con le tasche piene. Insomma pedalando in discesa tanto per citare una metafora cara al Sindaco“.

In caso di divisioni elettorali potrà durare il mandato di Cianfrocca?

“Mi auguro con tutto il cuore di si. Per questo mi impegnerò alla morte contando anche sul senso di responsabilità, serietà e altruismo di tutti gli “attori” in campo. C’è ancora molto da fare: facciamolo e poi...”.

Lei, come rappresentante della coalizione, cosa intende fare?
Sandro Vinci, presidente del Consiglio Comunale di Alatri

“Continuerò a collaborare con il Sindaco fino all’ultimo giorno della consiliatura e nel frattempo proverò ogni iniziativa per fargli cambiare idea convinto come sono della bontà della sua azione amministrativa. Se è necessario e se ci saranno le condizioni organizzando incontri, intavolando discussioni e creando tavoli di confronto con i partiti tradizionali per cercare la riconferma dell’attuale compagine amministrativa”.

L’ipotesi di un ripensamento di Cianfrocca è possibile?

“Io ci spero vivamente, ci devo sperare la città, i cittadini e chi ha responsabilità politico-amministrativa. Non disperdere quel patrimonio di capacità, di onestà e di disponibilità di cui Alatri ha ancora bisogno. Non mi tirerò certo indietro nell’opera di convincimento a non mollare ma in ultima analisi, non lascerò libero il campo. Mi metterò a disposizione qualsiasi sia il ruolo amministrativo ma lo spazio così come ho fatto io anche gli altri dovranno conquistarlo sul campo”.