Provincia, deleghe a metà: Velardo entra in squadra e certifica la frattura in FdI

Il presidente della Provincia Luca Di Stefano assegna ad Andrea Velardo la delega all'Edilizia scolastica. È il quarto incarico distribuito dopo le elezioni di marzo. Ma mentre una parte di Fratelli d'Italia accetta di collaborare, l'area vicina a Giancarlo Righini resta fuori

Il quarto tassello è andato al suo posto. Andrea Velardo, consigliere provinciale di Fratelli d’Italia dell’area Ruspandini, ha ricevuto oggi dal presidente Luca Di Stefano la delega all’Edilizia Scolastica — tra le più pesanti e strategiche dell’intero pacchetto, per le risorse che muove e per la visibilità che garantisce sul territorio. «La ricambierò con impegno, presenza e passione, lavorando ogni giorno per garantire scuole sempre più sicure, moderne e all’altezza delle aspettative dei nostri ragazzi», ha dichiarato.

Ma la notizia politica non è nelle parole di Velardo: è in quello che la sua nomina fotografa nel quadro complessivo delle deleghe provinciali, a tre mesi e mezzo dalle elezioni dell’8 marzo. (Leggi qui: Provincia, il vento gira a destra: Fratelli d’Italia primo partito, Salera scuote il Pd).

Il puzzle e le caselle vuote

Il tabellone delle deleghe assegnate da Di Stefano conta adesso quattro nomi: vicepresidenza ad Alessandro Cardinali (FdI, area De Angelis-Ruspandini), viabilità a Luigi Vittori (PDAreaDem), Cultura a Luigi Vacana (Provincia in Comune), Edilizia scolastica ad Andrea Velardo (FdI, area Maura – Ruspandini).

I consiglieri sono dodici. Le caselle assegnate sono quattro. Le caselle vuote sono ancora otto, in una logica che vuole il coinvolgimento di tutte le aree politiche in una visione della Provincia al di sopra degli schemi e dei Partiti. Non sono state ancora assegnate non perché Di Stefano non abbia fretta. Non perché manchi la volontà. Ma perché dall’altro lato del tavolo c’è chi ha deciso di non sedersi.

Dentro ci sono la metà di FdI che fa riferimento a Ruspandini e De Angelis (con Cardinali e Velardo che hanno accettato) ed il PD con Vittori ed i civici di Vacana. Il sindaco di Cassino Enzo Salera fa il capogruppo PD senza delega.

Chi ha detto no e perché

Stefano D’Amore (Foto: Erica Del Vecchio © Teleuniverso)

Fuori ci sono i due consiglieri FdI dell’area Righini (il capogruppo Stefano D’Amore e Simone Paris) che hanno scelto coerentemente con la posizione del loro riferimento politico: nessuna delega su decisioni già prese, nessun legame con un’amministrazione che si vuole superare alle prossime elezioni provinciali. Forza Italia con Pasquale Cirillo ha reso pubblico il suo rifiuto con una nota che è diventata un manifesto politico: «non intendiamo essere il traino di altre forze politiche». La Lega (con Andrea Amata e Luca Zaccari) sta ancora decidendo, in attesa di definire la propria posizione interna sulla SAF e sulla presidenza della ProvinciaGianluca Quadrini di Progetto Futuro ragiona.

La novità di oggi non è tanto la delega in sé, per quanto l’Edilizia Scolastica sia una delle più importanti per i fondi che gestisce e per il rapporto diretto con i comuni e le famiglie. La novità è che adesso la frattura interna a Fratelli d’Italia è formalmente visibile: due consiglieri su quattro hanno le deleghe, due non le hanno. E i due che le hanno sono entrambi dell’area Ruspandini; i due che non le hanno sono entrambi dell’area Righini.

In un Partito che non ha correnti è una geometria che parla da sola.

La frattura interna a FdI diventa visibile

Paolo Trancassini (Foto: Alessandro Amoruso © Imagoeconomica)

Paolo Trancassini, coordinatore regionale, ha promesso che troverà una quadra al tavolo regionale. Il confronto con Ruspandini è già in agenda. Ma nel frattempo il puzzle si compone a metà, con una linea di separazione interna che è diventata visibile, concreta, assegnata per decreto. (Leggi qui: Provincia, il grande gioco degli equilibri. Se le deleghe diventano politica).

La linea di divisione è nitida. Per il capodelegazione di FdI nella Giunta Regionale Giancarlo Righini, a Frosinone il Partito ha espresso numeri che consentono di archiviare la lunga stagione della condivisione tra centrosinistra e centrodestra in Amministrazione Provinciale. Per Ruspandini il dibattito non è così semplice perchè significherebbe rinnegare le ragioni che per anni hanno portato FdI a governare “in coabitazionela Provincia in questi anni; soprattutto mantenendo le deleghe fino alle elezioni dello scorso marzo.

Il punto di vista di Trancassini? Trattandosi di un ente di secondo livello, la scelta compete ai singoli Consiglieri. Ma soprattutto (ed è questo l’elemento che ha dato il semaforo verde alla firma) non si tratta di un impegno a sostenere la ricandidatura dell’attuale presidente Luca Di Stefano che la prossima primavera va al rinnovo. Ruspandini – Maura – Velardo hanno ritenuto che fosse più importante amministrare il presente che discutere sul futuro. Mentre l’area Righini ha ritenuto più coerente tenersi le mani libere.

Di Stefano e la pazienza di chi sa aspettare

Luca Di Stefano (Foto © Stefano Strani)

Il presidente della Provincia nel 2027 potrebbe candidarsi anche al secondo mandato da sindaco di Sora, visto che entrambe le cariche scadono nello stesso anno. In tutto questo non ha fretta. Lo sanno tutti i protagonisti della partita, lo sanno i giornali, lo sa lui. La sua logica è quella di chi ha costruito una carriera sul pragmatismo: le deleghe si assegnano a chi le vuole, si aspetta chi vuole pensarci e nel frattempo l’ente va avanti.

La partita è lunga, le prossime Provinciali sono a marzo 2027: c’è tempo. Ma non abbastanza da lasciare tutto in sospeso senza che il sospeso diventi il tema.

Velardo ha la sua delega. Le scuole ciociare aspettano interventi. Il resto è politica.