FdI prende la vicepresidenza e congela la resa dei conti: Di Stefano resta in gioco. Dopo un confronto interno tra diverse sensibilità del Partito, via libera all'ingresso nell'esecutivo provinciale. Cardinali già nominato vice. Scelta non vincolante sulla candidatura del prossimo presidente
Fumata bianca. Si è alzata questa mattina dal comignolo del Coordinatore di Fratelli d’Italia per il Lazio, Paolo Trancassini: il Partito scioglie le sue riserve sul futuro esecutivo del presidente della Provincia di Frosinone Luca Di Stefano. La prima conseguenza pratica è il semaforo verde alla Vice Presidenza della Provincia per Alessandro Cardinali.
Il titolare di Palazzo Jacobucci ha preso subito atto della posizione di FdI e già verso mezzogiorno di oggi ha firmato il relativo decreto.
Quella di Fratelli d’Italia non è stata una banale passeggiata di salute verso la Giunta Provinciale. Al contrario. È stato necessario l’intervento dei coordinatori Regionale e Provinciale (Trancassini e Massimo Ruspandini) per giungere ad una sintesi e chiudere il cerchio in maniera unanime.
L’intervento dei Coordinatori

L’intervento dei due Coordinatori è stato necessario perché il dibattito si è ingarbugliato. Si sono create due correnti di pensiero, sulle quali si sono divise quattro componenti FdI. Da un lato l’area che fa riferimento all’assessore regionale Giancarlo Righini e l’area della presidente della Commissione Sanità Alessia Savo. Sull’altro le aree che hanno come riferimento politico il deputato Massimo Ruspandini ed il presidente Saf Fabio De Angelis. Non una spaccatura, non una lacerazione: una diversa visione di prospettiva sul futuro dell’Amministrazione Provinciale.
Per Righini e Savo era preferibile rinunciare alle Deleghe di Governo che il Presidente Luca Di Stefano vuole assegnare. Rinunciare alle Deleghe consente di avere le mani libere tra un anno quando si dovrà eleggere il nuovo Presidente: o un Di Stefano bis o un nuovo nome.

Invece Ruspandini e De Angelis, partono da un altro presupposto: i Consiglieri Provinciali di Fratelli d’Italia hanno governato fino all’altro giorno con Luca Di Stefano; voltargli le spalle proprio adesso diventa difficile da spiegare: anzi non c’è un modo per spiegarlo se non quello di sconfessare se stessi e gli scorsi anni in amministrazione.
Se non c’è una spaccatura allora perché ricorrere al Coordinatore Regionale? Perché tutto quel dibattito si stava sviluppando tra persone che sono esterne al Consiglio Provinciale. Dimenticando chegli unici legittimati a parlare in questa fase sono i 4 Consiglieri Provinciali FdI eletto lo scorso marzo: Stefano D’Amore (Isola del Liri / Righini), Alessandro Cardinali (Anagni / De Angelis – Ruspandini), Simone Paris (Fiuggi / Savo) e Andrea Velardo (Castrocielo / Maura).
La prospettiva futura

I quattro Consiglieri sono stati molto più pragmatici. Si sono candidati per governare la Provincia e sapevano benissimo che il presidente in carica sarebbe rimasto Luca Di Stefano almeno fino al 2027. È per questo che a Paolo Trancassini hanno detto di voler prendere le deleghe, reclamando la vice presidenza ed un assessorato di Prima Fascia, meglio se l‘Edilizia Scolastica.
Una volta chiarita la volontà unanime del Gruppo consiliare e chiarito a tutti che questa scelta non pregiudica le posizioni future sul candidato presidente (nessun vincolo e nessuna pregiudiziale su un Di Stefano bis) Paolo Trancassini ha dato il via libera. E dopo pochi minuti il presidente Luca Di Stefano ha firmato il decreto di nomina per Cardinali.
Primi segnali
C’è un primo segnale che emerge: al di fuori del Gruppo, Fratelli d’Italia è divisa tra due posizioni sul futuro della Provincia. E lo è al di là del nome del Presidente. Per Ruspandini e De Angelis, la Provincia di Frosinone è uno dei pochi enti che ha funzionato dopo la riforma Delrio ed è andata avanti perché ha applicato alla lettera le nuove norme. In pratica, tutti i presidenti da Antonio Pompeo a Luca Di Stefano hanno sempre governato coinvolgendo tutti i gruppi politici, senza distinzione tra maggioranza ed opposizione, considerando la Provincia un ente sovracomunale e collegiale.

Per Righini e Savo, le cose cambiano e infatti oggi FdI esprime il doppio dei Consiglieri provinciali del passato. Questo mette nella condizione di poter decidere se candidare ed eleggere tra un anno un Presidente della Provincia che sia espressione diretta di Fratelli d’Italia al posto del civico Di Stefano. A prescindere dal fatto che il candidato sia Massimiliano Quadrini (sindaco di Isola del Liri), Alioska Baccarini (Fiuggi) o Lucio Fiordalisio (Patrica).
Per quanto Paolo Trancassini abbia detto che la posizione di oggi non è vincolante per le prossime scelte elettorali di FdI c’è un’evidenza. E cioè: ad oggi non c’è una pregiudiziale ad un bis per Luca Di Stefano, diverso sarebbe stato se avessero rifiutato le deleghe. Sarebbe stata una bocciatura decretata in anticipo e l’avvio dello scontro.
La realtà è che da qui ad un anno cambieranno molte cose. E nemmeno è da escludere che le elezioni non siano solo quelle Provinciali. Meglio procedere, allora, un passo alla volta.



