Provincia, la mossa della Lega: Di Stefano candidato e partita aperta

C'è una strategia più ampia, venuta alla luce solo con il passare dei giorni, dietro all’ingresso di Lino Caschera nella maggioranza di Sora. La Lega punta su Luca Di Stefano per il bis in Provincia. Tra sfida a Fratelli d’Italia e aperture al Pd, si prepara uno scenario non banale.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

«Chi mena per primo mena due volte». Un vecchio adagio che, declinato in politica, resta tremendamente attuale, considerato che il tempismo è tutto. Ed è la chiave di lettura che emerge ad una settimana di distanza dall’ingresso del consigliere comunale di Sora e dirigente provinciale della Lega, Lino Caschera, nella maggioranza del sindaco Luca Di Stefano. (Leggi qui: Il passo di Caschera cambia gli equilibri: civismo rafforzato e segnale a destra).

Non è un semplice fatto amministrativo locale e non perché Caschera sia stato uno dei più votati ed il primo dei non eletti alle recenti Provinciali. Il suo riposizionamento amministrativo è un fatto che guarda oltre.

Mario Abbruzzese

È, piuttosto, una mossa strategica — un raffinato schema studiato a tavolino da Nicola OttavianiMario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli — con cui la Lega prova a mettere il cappello sul nome del sindaco Luca Di Stefano come prossimo candidato alla Presidenza bis della Provincia di Frosinone. Un’operazione preventiva: avere già oggi il candidato in pectore.

Se il Comune di Frosinone non fosse chiamato al voto il prossimo anno, il profilo naturale del Carroccio sarebbe stato quello del sindaco del capoluogo Riccardo Mastrangeli. Ma la legge Delrio impedisce la candidatura in Provincia a chi è impegnato contestualmente nelle elezioni del proprio Comune. E il sindaco del capoluogo sarà sicuramente ricandidato. Con Mastrangeli fuori dai giochi per causa di forza maggiore, la Lega ha dovuto accelerare per non lasciare spazio di manovra agli alleati-rivali. L’opzione più spendibile, quella che può fruttare dividendi politici, diventa proprio Di Stefano.

Sfida interna al centrodestra: la Lega contro FdI

Andrea Amata

Si spiegherebbe così anche la mossa compiuta durante la seduta di insediamento dal capogruppo Andrea Amata. Assediare il presidente per dargli modo di riconoscergli i galloni di uomo del dialogo con il centrodestra. E legittimarne il pieno appoggio elettorale in futuro. Nel mezzo c’è una piccola richiesta avanzata da Amata: riequilibrare la maggioranza alla luce del recente risultato elettorale in Provincia che assegna 2/3 dei seggi al centrodestra. Traduzione: la Lega reclama il posto in CdA nella società pubblica Saf che oggi è occupato da un nome che venne indicato dal consigliere Gianluca Quadrini, però diventato ora civico ed uscito da Forza Italia.

Una scelta, quella di puntare su Luca Di Stefano che consente alla Lega di attrezzarsi anche in chiave competitiva, tutta interna al centrodestra. Ovvero contrapporre un proprio candidato, se necessario, a quello di Fratelli d’Italia e dell’assessore regionale Giancarlo Righini: con apprezzabile probabilità potrebbe essere il sindaco di Isola del Liri Massimiliano Quadrini.

La mossa della Lega serve dunque a scardinare le ambizioni del Partito della presidente Meloni, offrendo una sponda sicura a chi non vuole l’egemonia di FdI, che oltre a essere il primo Partito a livello nazionale e regionale, da qualche settimana lo è diventato ufficialmente anche in Provincia.

Obiettivi interni

Gianluca Quadrini

Ma c’è anche un secondo obiettivo: tutto interno alla Lega. Il Partito si sta riposizionando alla luce delle modifiche che potrebbero essere introdotte dalla riforma elettorale. Questo impone all’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli un passo di lato: lasciare la Giunta Regionale a Giovanna Miele (Latina) per andare ad amministrare la RAM Logistica, Infrastrutture e Trasporti S.p.A. società in house del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) che supporta il Governo nell’attuazione di strategie per il trasporto e la logistica. Andrà a lavorare a stretto contatto con il ministro Matteo Salvini (Leggi qui: Ciociaria svenduta, il sacrificio di Ciacciarelli per salvare Roma e Latina).

Cosa c’entra questo con la quota in CdA della Saf ? Le scorse regionali hanno detto con chiarezza che le percentuali sono decisive: a Pasquale Ciacciarelli non sono bastati più di 14mila voti per essere eletto in Consiglio Regionale mentre al candidato di Latina ne sono bastati poco più di 8mila per riuscirci. L’assessore con ogni probabilità sarà in lista anche la prossima volta. ma è chiare che occorra anche una seconda figura strutturata che possa contribuire a drenare il voto sulla Lega alle prossime Regionali.

Gianluca Quadrini ha dimostrato di esserne in grado, ribadendolo con la recente rielezione in Consiglio Provinciale centrata praticamente da solo. La Lega gli riaprirebbe la porta stendendogli la guida rossa ed ingaggiando la banda musicale. E l’assalto alla sua quota in Saf serve anche a ricordare che quello era un posto di Forza Italia ed ora torna a disposizione del centrodestra. Pertanto, se Quadrini volesse rientrare una discussione si riaprirebbe.

Da lì potrebbe anche regolare i conti con Forza Italia. Che in settimana ha preteso che venisse sfrattato da quella che in questi anni è stata la sua stanza in Palazzo Iacobucci per essere trasferito in un ufficio più piccolo. Le urla di Quadrini contro il consigliere azzurro Pasquale Cirillo si sono sentire in tutto il palazzo. Gli contesta di avere presentato quattro richieste e due denunce alla Polizia Provinciale, minacciando due denunce ai carabinieri per la stanza di Quadrini. Il Direttore Generale ha tolto le chiavi a tutte le stanze, cambiato le serrature e fatto una disposizione.

Ed obiettivi esterni

Enzo Salera

L’obiettivo però non è solo interno al centrodestra. C’è anche un secondo livello: spaccare prima e intercettare poi una parte del Partito Democratico, quella meno identitaria, che potrebbe non convergere sul sindaco di Cassino Enzo Salera, peraltro già in campagna elettorale.

Un’ipotesi tutt’altro che peregrina, soprattutto se l’attuale presidente della Provincia dovesse coinvolgere nella gestione di quest’ultimo miglio di consiliatura provinciale i consiglieri eletti con il PD, conferendo loro deleghe operative. Luca Di Stefano è orientato in questa direzione: mantenere l’equilibrio trasversale, coerentemente con quello che è stata la Provincia di Frosinone fin dalla riforma Delrio. (Leggi qui: Provincia, tregua trasversale: Di Stefano disinnesca lo scontro e ricompatta).

Non è un caso che il presidente abbia tenuto nei giorni scorsi una serie di incontri one to one con tutti i consiglieri provinciali. Una trattativa individuale, riservata, ben diversa da un confronto collegiale. Negoziare singolarmente con ogni consigliere consente di far emergere disponibilità politiche che difficilmente verrebbero allo scoperto in un tavolo pubblico e, allo stesso tempo, permette di scardinare eventuali fronti compatti di opposizione.

Sora è il laboratorio, Palazzo Iacobucci l’obiettivo

Lino Caschera

Dentro questo quadro, l’ingresso di Caschera nella maggioranza di Sora appare come il punto di arrivo di un percorso iniziato nel 2021. Il consigliere della Lega ha sempre sostenuto — anche dai banchi dell’opposizione — l’azione amministrativa del sindaco. Il suo ingresso in maggioranza certifica semplicemente un equilibrio già esistente.

Ma Sora è solo il laboratorio. Il vero obiettivo è Palazzo Iacobucci.

La Lega non sembra per niente intenzionata a lasciare campo libero a Fratelli d’Italia e prepara la mossa del cavallo. In questo schema, Di Stefano potrebbe ripresentarsi alla guida della Provincia con un sostegno trasversale: amministratori della Lega, civici a lui vicini e quella parte di PD «di governo». Che in settimana, durante la riunione del Gruppo, ha dato la sua non preclusione a Luca Di Stefano. (Leggi qui: Provincia, tregua trasversale: Di Stefano disinnesca lo scontro e ricompatta).

Un’ipotesi avvalorata anche dal silenzio assordante dei dem a Sora sull’ingresso di Caschera in maggioranza. Dopotutto entra come civico, esattamente come lo sono in questo momento i Democrat presenti in Aula.

La corsa alla Presidenza della Provincia potrebbe quindi vedere in campo tre poli:

  • Il centrodestra ufficiale (FdI-FI), sul sindaco di isola del Liri Massimiliano Quadrini;
  • Il fronte trasversale Lega–civici–Pd di Governo moderato, con il presidente uscente e sindaco di Sora Luca Di Stefano;
  • La sinistra identitaria, con Enzo Salera, sindaco di Cassino. Che però ha messo le mani avanti dicendo che deciderà solo all’ultimo minuto “perché le cose in politica cambiano di giorno in giorno”. In realtà ha già deciso: ma non lo dice perché la sua formazione non è avvenuta in una Sezione di Partito ma alla Scuola Allievi Ufficiali di Cesano di Roma. Dove ha imparato che al nemico non si concede alcun vantaggio.

La politica fluida e la vera domanda

Il risultato sarebbe un sistema di trasversalità diffusa, il trionfo della politica «fluida», già operativa in altri Comuni — Sora, Ferentino, Veroli, Frosinone — che tenta di reggersi ancora una volta, nonostante le elezioni Provinciali abbiano attribuito al centrodestra una vittoria netta.

La nuova Aula del presidente Luca Di Stefano

La vera domanda è se questo impianto reggerà fino al voto. Molto dipenderà da ciò che accadrà nei prossimi mesi. Dagli equilibri interni ai Partiti, dalle scelte degli amministratori locali e dalla credibilità dei candidati in campo.

In una partita dove, ancora una volta, chi si muove per primo prova a giocare d’anticipo su tutti gli altri. Come disse il protagonista del film Il curioso caso di Benjamin Button nel 2008: «La vita non si misura in minuti, ma in attimi».