Provincia, quei segnali incrociati sul Di Stefano bis tra FdI, Lega e Pd

Doppio scenario tra Sora e Palazzo Iacobucci: Fratelli d’Italia si divide su Luca Di Stefano per la rielezione, Lega e Forza Italia aprono, il Pd resta ambiguo. Partita aperta sulle Provinciali 2027 e sugli equilibri del centrodestra.

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Gli indizi sul futuro politico di Luca Di Stefano sono disseminati su due scenari. Il primo è il palazzo Comunale di Sora: al mattino lì si tiene una conferenza stampa, ufficialmente è per parlare del finanziamento da 5 milioni centrato dall’amministrazione cittadina. Nei fatti, Fratelli d’Italia manda una serie di segnali politici chiari ed inequivocabili sulle prossime elezioni Provinciali. Il secondo scenario è Palazzo Iacobucci a Frosinone, sede dell’Amministrazione Provinciale: lì nel pomeriggio alle 15 si tiene l’incontro tra il presidente Di Stefano ed il Gruppo FdI, ufficialmente per parlare degli incarichi da assegnare. Nei fatti, anche da lì parte una serie di segnali, altrettanto chiari. Vanno ad integrarsi a quelli del mattino.

Al mattino

Fabrizio Ghera a Sora

L’appuntamento del mattino è per le 11. Bisogna presentare i dettagli del progetto  “Sora Circolare 2.6”, un intervento strategico finanziato dalla Regione Lazio, dallo Stato e dall’Ue nell’ambito del programma Coesione Italia 21-27. In pratica: 5 milioni di euro per mettere a terra entro il 2028 un piccolo impianto per lavorarsi ‘in casa‘ i rifiuti indifferenziati prodotti da Sora tagliando oltre 1 milione di spese sulle bollette Tari pagate dai cittadini. Fin qui la parte ufficiale.

Poi il non detto, i segnali tra le righe. A Sora si presenta direttamente l’assessore regionale Fabrizio Ghera, titolare delle deleghe a Mobilità, Trasporti, Tutela del Territorio, Ciclo dei rifiuti, Demanio e Patrimonio. È di Fratelli d’Italia. E poco dopo di lui arrivano i Consiglieri regionali Alessia Savo (presidente della Commissione Sanità) e Daniele Maura (vicepresidente della Commissione Sviluppo). Anche loro sono di FdI.

L’intervento dell’assessore Fabrizio Ghera con i Consiglieri Savo e Maura

Il segnale è chiaro. Per quella sensibilità di FdI, Luca Di Stefano è un sindaco capace e lo è anche nella veste di Presidente della Provincia di Frosinone. Lo testimoniano con la loro presenza e lo dicono con i loro interventi nel corso di quella conferenza stampa. Avrebbero potuto evitare, inventarsi un altro impegno in agenda, una convocazione improvvisa dell’ultimo minuto: invece sono andati lì e sono andati a rendere pubblica testimonianza.

Il che significa che per loro è Luca Di Stefano il candidato da schierare per un bis alla Provincia tra una decina di mesi quando scadrà il suo mandato da Presidente. E che l’asse da votare alle prossime Regionali del Lazio potrebbe essere ancora il ticket Maura – Savo che ha funzionato nella scorsa tornata. Ce ne potrebbero essere anche altri, ce ne saranno anche altri. Ma per la loro area ed il loro mondo è quella la rotta.

Al pomeriggio

Al pomeriggio, in Provincia, Luca Di Stefano riceve le delegazioni dei Gruppi nati dalle recenti elezioni che hanno rinnovato il Consiglio Provinciale. Bisogna assegnare le deleghe: è un delicato lavoro di architettura politica. L’agenda è fitta: ore 15 Fratelli d’Italia, ore 16 Partito Democratico, ore 16.45 Gianluca Quadrini, ore 17 la Lega, ore 18 Forza Italia (parte in presenza e parte da remoto), ore 19 Luigi Vacana.

I 4 Consiglieri Provinciali con il coordinatore Massimo Ruspandini

A guidare il Gruppo provinciale di Fratelli d’Italia è il Coordinatore provinciale Massimo Ruspandini. Presenti il candidato più votato in assoluto Stefano D’Amore (Isola del Liri) con Alessandro Cardinali (Anagni), Simone Paris (Fiuggi), collegato da remoto Andrea Velardo (Castrocielo). A Fratelli d’Italia il presidente è pronto a riconoscere la vicepresidenza (Cardinali, in considerazione dell’esperienza già maturata in Provincia) ed una delle deleghe più importanti (per D’Amore): o la viabilità o l’edilizia scolastica. Più altre tre di peso minore. Possibile un’inversione degli incarichi tra Cardinali e D’Amore ma è faccenda interna a FdI che al momento non pare essere in discussione. Così come – sul piano formale – non viene affrontato il tema di un bis per il presidente: l’onorevole Ruspandini evita accuratamente di toccare l’argomento perché la questione non è ancora arrivata in maniera ufficiale all’esame del Direttivo.

La chiave di lettura

Giancarlo Righini con Massimiliano Quadrini

Il tutto significa: Fratelli d’Italia riconosce l’autorevolezza del Presidente della Provincia ed è pronta ad affiancarlo in questo anno di amministrazione. Ne condivide il metodo e la strategia già messa in campo nei tre anni di governo provinciale già trascorsi. Sul piano dell’appoggio ad un eventuale Di Stefano-bis: ci sono due posizioni, una parte di FdI è pronta a sostenerlo (senza se, senza ma, senza riserve), una parte vorrebbe una sua presa di posizione che lo collochi nel centrodestra (una dichiarazione di appartenenza se non un tesseramento: cose che non avverranno). Infine, una parte vorrebbe schierare il sindaco di isola del Liri Massimiliano Quadrini: non è chiaro se per spianargli la strada verso la candidatura alle successive Regionali o puntare proprio a Palazzo Iacobucci.

Un dato è evidente: sarà complesso per Fratelli d’Italia dire che Luca Di Stefano non è stato un presidente capace dopo averci governato insieme per 4 anni con 2 diverse squadre di Consiglieri, condividendone le linee e confermando l’appoggio anche un anno prima del voto. Altrettanto complesso sarà schierare un candidato alternativo.

L’orizzonte del Centrodestra

Alioska Baccarini

A complicare lo scenario ci sono le posizioni degli altri due alleati: Lega e Forza Italia. Il Carroccio con la sua strategia è in grado di determinare un eventuale spostamento o conferma degli equilibri. In apparenza non interferirà più di tanto sulle Provinciali: alla Lega spetta esprimere il candidato sindaco del Capoluogo, teoricamente significa lasciare campo libero a FdI per Palazzo Iacobucci (con uno tra i sindaci Massimiliano Quadrini e Alioska Baccarini di Fiuggi come candidato). Ma la realtà è più complessa.

Favorire una soluzione di equilibrio trasversale come può essere Luca Di Stefano significa non far rafforzare FdI sullo scenario provinciale e non cedergli una casella che oggi è pienamente condivisa. Sta tutto qui il significato della frase pronunciata dal deputato e coordinatore provinciale Nicola Ottaviani insieme al Coordinatore Regionale Organizzazione Mario Abbruzzese al termine del confronto con i loro due Consiglieri Provinciali Andrea Amata e Luca Zaccari. “Auspichiamo un centrodestra unito, siamo pronti anche a sostenere una rielezione del presidente Luca Di Stefano se condivisa anche dai nostri alleati”. Il che significa soffiare sulle vele di quella parte di FdI che è pronta ad appoggiare un Di Stefano bis. (Leggi qui: Frosinone può attendere: FdI punta dritto alla Presidenza della Provincia).

La delegazione della Lega

La Lega ha chiesto la conferma della Presidenza d’Aula per restituirla a Luca Zaccari che ha già guidato i lavori del Consiglio ai tempi dell’amministrazione di Antonio Pompeo.

Una posizione per un possibile Di Stefano sulla quale si sta assestando anche Forza Italia. Ai colloqui con Luca Di Stefano è andato il consigliere Pasquale Cirillo mentre la coordinatrice provinciale Rossella Chiusaroli ha partecipato da remoto.

Un po’ si, un po’ no: il solito Pd

A guidare la delegazione del Partito Democratico è stato il Segretario Provinciale Achille Migliorelli. Nelle settimane scorse, durante il primo confronto interno c’erano state scintille. Nel Pd c’è il sindaco di Cassino Enzo Salera che non ha mai nascosto la sua aspirazione a diventare presidente della Provincia. E nel momento in cui ha provato a dire che oggi gli equilibro sono cambiati e dalle urne è uscita una maggioranza di Centrodestra, gli altri due Consiglieri Luigi Vittori (Ferentino) e Luca Fardelli (Cassino) hanno scatenato il terremoto. Ribattendo che da tre anni il Pd governa con Di Stefano, sia in Provincia che al Comune di Sora: e se quella era la posizione, il Pd poteva dirlo anche prima perché loro non si sarebbero candidati.

da sinistra Enzo Salera, Luigi Vittori, Achille Migliorelli, Antonella Di Pucchio e Luca Fardelli

Achille Migliorelli ha l’ingrato compito di provare a tenere in piedi un Pd a ridosso della schizofrenia. Lo fa assumendo una posizione da fare invidia alle convergenza parallele ai tempi di Moro: “Il Pd, che ha fatto eleggere e sostenuto Luca Di Stefano, ha deciso di prendere le deleghe per dare il suo contributo all’attività amministrativa fino alla fine del mandato”.

Significa che lo mollano a fine mandato? No. Che lo appoggiano per un bis? No.

Cosa significa

Significa che oggi il Pd governerà la Provincia insieme a FdI come ha fatto in tutti questi anni: poi una volta arrivato il momento di decidere cosa fare alle elezioni Provinciali di marzo 27 dipende da chi comanda nel Partito. Il Pd all’improvviso potrebbe scoprire che è brutto e disdicevole governare i territori in maniera trasversale (come sta facendo a Ferentino, Veroli, Sora e tanti centri minori) e candidare un suo uomo perché Di Stefano non è Progressista.

Dipenderà tutto da cosa vorrà fare Enzo Salera: se dovesse candidarsi alle Regionali (a suo vantaggio i circa 5mila voti di partenza garantiti da Cassino) o al Parlamento. Perché il Pd, con vent’anni di ritardo ha scoperto che la sua linea del fronte più efficace è costituita da decine di sindaci in tutta Italia che hanno un fortissimo consenso. Lo dicevano già ai tempi di Cacciari a Venezia, Bassolino a Napoli, Chiamparino a Torino. Poi, puntualmente nei Collegi della provincia di Frosinone hanno sempre candidato uno locale quando era certa la sconfitta ed uno romano quando era sicura la vittoria.

A Salera lo hanno convinto che con lui (e Schlein Segretaria) potrebbero invertire la tendenza. In quel caso rinuncerebbe alla Provincia. Ma non al dibattito con cui imporre un candidato di Partito. Il nome capace di prendere consensi trasversali sarebbe il sindaco di Veroli Germano Caperna. Se poi volesse puntare su un nome duro e puro, bisognerebbe considerare che il Pd non ha i numeri per eleggere da solo un presidente di Provincia ed in tutta la Ciociaria non c’è un solo sindaco del M5S, di Azione o di Italia Viva: il Campo Largo è solo una teoria. Ma nel Pd non è tanto importante vincere quanto impedire che lo faccia la componente avversaria.

Vacana e Quadrini

Luigi Vacana

Tornando alle consultazioni: nessuna riserva al Di Stefano bis da parte di Luigi Vacana e Gianluca Quadrini. Il primo ha opzionato al delega alla Cultura (e raggiungerebbe così quota sei) il secondo sogna la restituzione della fascia da presidente d’Aula ma sa che fino a quando non avrà sistemato le sue vicissitudini giudiziarie è improponibile.

Il cerchio potrebbe essere chiuso prima del 25 maggio: quel giorno si riunisce il Consiglio Provinciale.