Quadrini, il Consiglio della tregua: silenzi, attese e partita aperta sulla Provincia

Il primo Consiglio comunale di Isola del Liri dopo il passaggio di Massimiliano Quadrini in Fratelli d’Italia si chiude senza strappi clamorosi ma con molti segnali politici. Il Pd sceglie la prudenza, Debora Bovenga resta sospesa tra opposizione e maggioranza, mentre sullo sfondo si muove la vera partita: quella per la Provincia e gli equilibri del centrodestra.

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Doveva essere il Consiglio comunale della resa dei conti, della fiammata polemica e del confronto a viso aperto. Si è rivelato, invece, il luogo della retorica strategica, delle mosse felpate e (soprattutto) dei non detti. L’ultimo Consiglio di Isola del Liri tenutosi poche ore fa era un appuntamento politico atteso: la prima uscita ufficiale del sindaco Massimiliano Quadrini dopo la clamorosa e tanto annunciata ufficializzazione del suo passaggio nelle file di Fratelli d’Italia.

Una svolta che ha sollevato un polverone di polemiche, più fuori che dentro il Partito della premier. E infatti, l’Aula consiliare non ha registrato il terremoto politico che pochi si aspettavano.

Tregua armata di Antonella Di Pucchio

Antonella Di Pucchio

La prima sorpresa è arrivata proprio dai banchi della minoranza. Ci si attendeva un attacco frontale, durissimo, da parte del Partito Democratico. Al contrario la principale esponente dell’opposizione Dem Antonella di Pucchio ha scelto la via della prudenza. Nessuna polemica incendiaria, nessun affondo diretto contro il neo-baluardo del centrodestra isolano.

Un atteggiamento che sa di tregua armata: le armi della critica non sono state sicuramente deposte. Più semplicemente, sono state rimesse (almeno per il momento) nel fodero, in attesa del momento politicamente più propizio. 

Debora Bovenga ondivaga

L’altra grande sorpresa della giornata è arrivata da Debora Bovenga, consigliere di minoranza di FdI: da tempo si parla di un imminente (ed anche logico, vista la situazione) passaggio in maggioranza. Per molti l’approdo del sindaco Massimiliano Quadrini a Fratelli d’Italia avrebbe dovuto già spalancarle le porte della maggioranza.

Debora Bovenga

La realtà dell’aula ha però offerto uno scenario decisamente più sfumato. Durante la seduta, la Bovenga ha infatti mantenuto una condotta a tratti ondivaga: ha scelto l’astensione o l’uscita dall’Aula su diversi punti. Nel momento clou della votazione del punto più importante, quello del rendiconto di gestione 2025, ha espresso voto contrario.

Un “no” politico, mitigato però da una dichiarazione che somiglia molto a un messaggio in codice: la consigliera ha ammesso senza mezzi termini di “non essere ancora pronta ad assumersi incarichi di responsabilità”. Un modo elegante, forse, per dire “quando volete sono qui”. Ma è evidente che l’eventuale ingresso della Bovenga non troverebbe un gradimento né unanime né eccessivo all’interno dell’attuale maggioranza. 

In salita la corsa alla Provincia

Massimiliano Quadrini con l’assessore regionale Giancarlo Righini

La vera partita a scacchi non si gioca però solo entro i confini di Isola del Liri, quanto sullo scenario provinciale e regionale. Non è un mistero per nessuno che il salto di Massimiliano Quadrini verso Fratelli d’Italia sia stato compiuto con l’obiettivo realistico di un suo possibile impiego sul terreno delle prossime Provinciali. Il Partito non ha molti sindaci da poter schierare se vuole mettere nel mirino la poltrona della Presidenza: fino a poco tempo fa in molti preferivano i movimenti civici e non la militanza diretta in una formazione considerata allora troppo a destra. Quadrini (così come il suo collega di Fiuggi, Alioska Baccarini) sono gli alfieri fondamentali per una manovra che punti a piazza Gramsci. Perché sono sindaci al secondo mandato, amministratori esperti, di comprovata efficacia. Soprattutto hanno consensi trasversali.

Luca Di Stefano, presidente della Provincia

Il dispiegamento sul campo però avverrà solo se ci saranno le condizioni politiche per vincere. Ed un campo unitario del centrodestra al momento ancora non si vede: a prescindere dalla candidatura di Quadrini. Anzi. La Lega ha detto che se l’attuale presidente Luca Di Stefano facesse una dichiarazione di appartenenza all’area di centrodestra, lo appoggerebbe. Ed anche da FdI prenderebbero in considerazione l’ipotesi. Il fatto è che il Carroccio non intende in alcun modo favorire la vincita di un candidato FdI. E dal fronte di Fratelli d’Italia, per iniziare a costruire un clima hanno cominciato a mollare la presa sui polpacci del sindaco leghista di Frosinone Riccardo Mastrangeli che azzannavano da mesi. (Leggi qui: Frosinone può attendere: FdI punta dritto alla Presidenza della Provincia. E qui: Ottaviani e Abbruzzese, la mossa su Di Stefano che punta a disinnescare FdI).

L’assessore regionale Giancarlo Righini sta tessendo la tela. Se riuscirà a costruire un’architettura politica unitaria di centrodestra, Massimiliano Quadrini potrà giocarsi la partita. Ma se le condizioni per un cartello unitario non dovessero maturare, le Regionali sarebbero un valido ripiego.