Anche la città fabraterna aderisce all'unione dei comuni dell'area nord della provincia. Si consolida l'iniziativa tesa ad intercettare fondi europei tramite un ufficio ad hoc ed a rafforzare il territorio. Dal punto di vista elettorale il sindaco Riccardo Mastrangeli ed il presidente della commissione speciale Vincenzo Iacovissi sperano di passare all'incasso
È andata in scena ieri. Ed è una tappa fondamentale del progetto intercomunale “Area Vasta”: il piano che prevede di mettere insieme undici Comuni per farli ragionare e lavorare come se fossero uno soltanto, dividendosi i compiti tra loro. Ognuno mantiene il suo sindaco, il suo Santo patrono, il suo gonfalone ed i suoi confini. Ma quando si progettano i servizi o si chiedono i finanziamenti lo si fa per undici. E questo fa scavalcare la graduatoria anche a chi, da solo, è più piccolo.
A Frosinone si è riunita la Commissione speciale presieduta dal consigliere Vincenzo Iacovissi. Un passaggio tutt’altro che rituale, che ha confermato la centralità di Frosinone nel ruolo di guida del nuovo modello di governance territoriale.
Accanto al sindaco del capoluogo Riccardo Mastrangeli, ha preso la parola anche il primo cittadino di Ceccano, Andrea Querqui. Che ha annunciato ufficialmente l’intenzione dell’amministrazione fabraterna di entrare nel progetto. Una scelta che rafforza ulteriormente la rete già composta da dieci Comuni e rilancia la strategia di cooperazione tra enti locali come risposta concreta alle sfide dello sviluppo.
L’unione fa la forza

Il progetto “Area Vasta” nasce con l’intento dichiarato di unire le forze di alcune comunità dell’area nord della provincia per accedere direttamente ai fondi europei e rafforzare la governance locale. Ad esempio: invece di avere 11 Comuni che fanno tutti le stesse cose, ognuno si specializza in un settore e lo mette a disposizione degli altri. I cittadini devono andare da un Comune all’altro per fare le loro pratiche cittadine? No. Vanno dove sono sempre andati: ma la pratica viene elaborata da un’altra parte e messa a disposizione sul cloud.
L’iniziativa ha preso forma il 28 maggio scorso, con la firma di una convenzione da parte di dieci comuni (di estrazioni politiche diverse): Frosinone, Alatri, Arnara, Ferentino, Morolo, Patrica, Pofi, Supino, Torrice e Veroli – per costituire un Ufficio Europa intercomunale. Cioè un ufficio che punta ai finanziamenti europei presentando progetti che coinvolgano tutti gli 11 Comuni. Si chiamano servizi coordinati e azioni condivise.
L’amministrazione di Ceccano ha manifestato la propria intenzione di aderire solo di recente, con una lettera inviata il 2 settembre scorso. Prima, con il governo cittadino guidato dal centrodestra la posizione era di netta chiusura; il centrosinistra di Andrea Querqui ha una visione più aperta. Ora, il sindaco ha ufficializzato la volontà di partecipare attivamente a questo percorso sovracomunale.
Quali saranno i vantaggi per i Comuni?

La decisione di Ceccano (uno dei Comuni più importanti della provincia e il terzo per densità abitativa) ribadisce la natura trasversale e pragmatica del progetto: non si tratta di un’iniziativa politica o partitica. Bensì di una risposta strutturata alle esigenze reali del territorio. Quali saranno i vantaggi per i Comuni?
In primis l’accesso diretto ai fondi UE. La soglia minima di popolazione (50.000 abitanti) impedisce ai singoli comuni, incluso Frosinone (circa 43.000 residenti), di accedere autonomamente a molti bandi europei. La fusione in “Area Vasta” supera questo limite, potenziando la capacità di attrazione di risorse europee.
Poi l’azione coordinata e infrastrutture condivise. Attraverso l’Ufficio Europa intercomunale e una struttura tecnica dedicata, i Comuni possono presentare progetti condivisi, razionalizzare servizi come scuolabus o smaltimento rifiuti, e condividere know-how amministrativo.
Un tema della prossima campagna elettorale

Il territorio ne esce rafforzato. Con l’ingresso di Ceccano, l’Area Vasta conta undici Comuni e quasi 150.000 abitanti, rafforzando l’attrazione di investimenti pubblici, la progettazione integrata e il coordinamento tra amministrazioni locali. Lo scopo è chiaro, mentre il progetto è funzionale, non ideologico. Come disse una volta la pittrice messicana Frida Kahlo. “Io vedo orizzonti dove altri disegnano confini“.
Da rilevare che per le Comunali del 2027, l’Area Vasta, un asset politico molto forte, sarà sicuramente un tema da campagna elettorale.
Il sindaco uscente Mastrangeli, regista istituzionale dell’iniziativa, potrà rivendicare la visione e la capacità di aggregazione che hanno portato alla nascita dell’Ufficio Europa e alla firma della convenzione intercomunale. Un’operazione che, non solo rafforza il ruolo strategico di Frosinone ma apre la strada per l’accesso ai finanziamenti europei diretti, grazie al superamento della soglia dei 50.000 abitanti virtuali. Scusate se è poco.

Mentre Vincenzo Iacovissi, consigliere del PSI e presidente della Commissione speciale Area Vasta, che ha già una lista con questo nome a sostegno della sua candidatura a sindaco, ha avuto un ruolo chiave nella costruzione tecnica e politica del progetto. La sua posizione di opposizione ha reso il suo contributo ancora più significativo, dimostrando capacità di mediazione e visione strategica.
Mastrangeli potrà dire agli elettori di aver “costruito ponti” tra Comuni. Iacovissi di aver “dato forma” a una governance sovracomunale. Quali altri candidati sindaci potranno esibire trofei simili?



