Quelli del ‘gruppo consiliare nuovo’: nomi, cognomi, paradossi

L'autunno caldo che si preannuncia per Riccardo Mastrangeli e lo strano caso dei "malpancisti" capigruppo, cioè sedicenti "fedelissimi"

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

La seconda legge di Newton sulla dinamica, dice che: “ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”. Il principio potrebbe essere certamente applicato anche al Comune di Frosinone. Vediamo perché.

Le fibrillazioni all’interno della maggioranza di centrodestra guidata dal sindaco Riccardo Mastrangeli sono solo state messe a decantare. È stato chiaro durante l’ultimo Consiglio comunale: quello in cui c’è stata la votazione unanime sul Bilancio a differenza della seduta precedente in cui erano mancati otto voti. (Leggi qui: Mastrangeli incassa il Bilancio: subito e con 22 voti).

Soltanto a decantare, non archiviate del tutto. Una tregua che coinvolge al momento sindaco, assessori, consiglieri comunali, Partiti e liste civiche. Nessuno si fa illusioni: è chiaro che quanto accaduto negli ultimi mesi dal punto di vista politico all’amministrazione Mastrangeli è sintomatico che qualcosa va aggiustato. Se si vuole arrivare alla fine naturale della consiliatura.

“Riflettono” ma guidano i vertici

Maurizio Scaccia

Innanzitutto, c’è un gruppo di 4 o 5 Consiglieri che è pronto a costituire in autunno un nuovo gruppo consiliare. I nomi si conoscono. Pasquale Cirillo (Capogruppo della civica Frosinone Capoluogo, in quota Lega),  Maurizio Scaccia (Capogruppo Forza Italia). Poi Anselmo Pizzutelli  (Capogruppo della civica Lista Mastrangeli), Giovanni Bortone (Capogruppo della Lega)  e forse Maria Antonietta Mirabella (lista Mastrangeli).

Una riflessione a margine. È paradossale che il gruppo dei “malpancisti” (o consiglieri “in fase di riflessione”) sia costituito da ben 4 Capigruppo. Un ruolo che è sempre stato svolto dai fedelissimi del sindaco: per consuetudine, rappresentatività politica, norme e comune orientamento. È così in qualsiasi amministrazione: da quelle centrali al Parlamento, dal più popoloso al più piccolo dei Comuni italiani. Dovunque, il ruolo di Capogruppo viene affidato a uomini e donne più vicine ed allineate con l’amministrazione.

A Frosinone invece ben 4 Capigruppo sono la spina nel fianco della propria maggioranza. Già questo rappresenta un unicum. Inoltre, se effettivamente si costituisse un nuovo Gruppo consiliare, cosa potrebbe accadere? Innanzitutto, bisogna ricordare che tutti i consiglieri di maggioranza hanno firmato un documento il primo giorno della consiliatura. Stabilisce che cambi di gruppi consiliari, ergo anche la costituzione di nuovi, non avranno effetti sugli assetti di Giunta. Solo carta straccia? Frosinone rischia di scoprirlo presto.

Una Giunta “sbilanciata”: manca un uomo

Angelo Retrosi (Foto © IchnusaPapers)

Chiaro che il nuovo gruppo consiliare chiederebbe a Riccardo Mastrangeli dei posti in Giunta. Nonostante i protagonisti dicano che non vogliono poltrone, ma maggiore coinvolgimento. Nessuno ci crede. Vogliono gli assessorati.

Quanti? Sicuramente due. Poi forse anche maggiore condivisione. A scapito di chi? La composizione del Cubo di Rubik in 10 secondi è sicuramente esercizio più facile.

Va detto che la Giunta, in questo momento è sovradimensionata dal punto di vista della rappresentanza di genere. Ci sono cinque5 donne (Geralico, Rotondi, Sardellitti, Sementilli e Testa) e 4 uomini (Scaccia, Piacentini, Tagliaferri e Retrosi). Quindi, in teoria, al posto di una donna, potrebbe subentrare un uomo e la rappresentanza di genere, prevista dalle norme, sarebbe comunque garantita.

C’è però un rischio: se tutti i quattro Consiglieri malpancisti vogliono fare gli assessori, come si accontentano? Sulla carta, quelli richiedibili sono solo due. E sempre che il sindaco Mastrangeli non si impunti sulla clausola che gli lascia le mani libere anche in caso di cambiamenti nei Gruppi.

Mastrangeli e l’opposizione sotto la lente

Pasquale Ciacciarelli con Mario Abbruzzese, sullo sfondo Gianfranco Pizzutelli con Riccardo Mastrangeli

È chiaro che questo scenario ipotetico di settembre ottobre non coglierebbe di sorpresa il sindaco Riccardo Mastrangeli. Il quale conosce le dinamiche politiche e le strategie fin da quando portava il calzoncino (o meglio il camice bianco) corto.

Infatti il primo cittadino del capoluogo è particolarmente attento da un po’ ad osservare cosa accade tra i banchi dell’opposizione. E lo fa proprio perché la minoranza è stata piuttosto impalpabile nelle ultime sedute consiliari: come se intendesse lanciare segnali di disponibilità al dialogo nell’ipotesi in cui si rendessero necessari dei ‘Responsabili‘. In molti hanno letto così la foto scattata lo scorso fine settimana a Castrocielo che ritrae il sindaco Riccardo Mastrangeli accanto al leader del Polo Civico Gianfranco Pizzutelli: storico alleato del centrodestra ai tempi del sindaco Nicola Ottaviani ed ora sui banchi dell’opposizione. (Leggi qui: Pizzutelli e la chat rovente (e non per il caldo) al Comune di Frosinone).

Mastrangeli osserva e valuta. Nel senso che osserva i suoi e valuta gli altri. Per prendere le opportune contromisure con cui garantirsi la continuità della consiliatura, senza troppi scossoni ulteriori.

Come l’hanno presa gli altri: non benissimo

C’è un ma. Ed è anche piuttosto grande. Le contromisure ipotizzate da Riccardo Mastrangeli piacciono meno di nulla ad alcuni dei suoi. Cioè non tutti sono disposti ad accettare di coinvolgere qualcuno della minoranza per portarlo in maggioranza ed avere quindi sempre numeri ampi con cui governare la città ed approvare tutte le delibere in Consiglio comunale.

Durante l’ultima riunione di maggioranza i contrari hanno ribadito una cosa. Che se ci dovessero essere delle fibrillazioni vere in maggioranza, con costituzione di nuovi gruppi consiliari e conseguenti richieste di assessorati non è pensabile in alcun modo far entrare qualcuno dell’attuale opposizione in maggioranza. Meglio andare di nuovo alle elezioni a quel punto.

C’è la consapevolezza di poter vincere di nuovo le elezioni: anche in caso di votazioni anticipate. Complice un’opposizione che in questo primo anno di Consiliatura non ha fatto emergere una figura unitaria ed aggregante che si contrapponesse al sindaco. In una parola: un leader.

In ogni caso, ad ogni azione a Frosinone nei prossimi mesi, ne seguirà un’altra. Uguale e contraria. Proprio come nella Legge di Newton.