Querqui apre il cassetto, tira fuori i numeri. E l’opposizione affila i coltelli

Il sindaco di Ceccano in un video traccia un bilancio dopo 5 mesi di amministrazione. Cantieri riaperti, scuole sistemate dopo smottamenti e infiltrazioni, l’ombra lunga del vecchio PNRR e la nuova bandiera dell’Area Vasta. Intanto la minoranza contesta i risultati conseguiti e prepara la controffensiva

Cinque mesi fa, Andrea Querqui e la sua squadra attraversavano il portone di Palazzo Antonelli tra gli applausi dei sostenitori e le occhiate stortissime della destra ceccanese. Cinque mesi dopo, il sindaco torna davanti alla telecamera e racconta cosa ha fatto, cosa sta facendo e cosa ha intenzione di fare.

Un video asciutto, senza toni trionfalistici, ma con la classica postura da “ok, stiamo lavorando: più forte delle chiacchiere”. Il racconto scorre veloce: cantieri riaperti, scuole risollevate da smottamenti e infiltrazioni, l’ombra lunga del vecchio PNRR e la nuova bandiera dell’Area Vasta. Intanto, dall’altra parte della barricata, l’opposizione sistema munizioni e si prepara ai prossimi round.

Il cimitero, i loculi e la prima piccola guerra

Il primo capitolo è quello del cimitero, un cantiere rimasto fermo per mesi, con ritardi che avevano alimentato malumori tra i cittadini e la sensazione diffusa di trovarsi di fronte all’ennesimo intervento pubblico bloccato a metà.

L’assessoe Giulio Conti

Querqui annuncia la ripartenza, ma nei giorni scorsi era comparso anche un video dell’assessore Giulio Conti che, parlando dei loculi e del cantiere, ne rivendicava l’avanzamento: il messaggio era chiaro, l’artefice sono io. Una sortita che non era passata inosservata e il cui modo di comunicare non era piaciuto né da una parte né dall’altra. (Leggi qui: Ceccano, il ritorno dei loculi e del sorriso (soddisfatto) di Conti)

Dall’opposizione era arrivato subito il contrappunto come nei film: “Ma che ci dice? I soldi c’erano già. Bastava lavorare”. Ecco la prima micro-sfida di questi cinque mesi: chi ha acceso davvero quella gru? Il cantiere, nel frattempo, va avanti. E questo, per la politica, spesso pesa più di qualsiasi dichiarazione.

PNRR: le revoche, le indagini e i fondi ministeriali

Querqui poi affronta l’elefante nella stanza: il PNRR travolto dall’inchiesta del 24 ottobre. Le revoche alle figure coinvolte sono chiuse: un segnale chiaro di discontinuità, che ora apre la fase più delicata, quella in cui bisognerà riaffidare i lavori e rimettere in moto l’intero impianto operativo dei progetti.

Il sindaco Andrea Querqui ed il coordinatore FdI Rino Liburdi

Poi la frase che merita la matita rossa: “Le opere ora sono passate da finanziamento PNRR a finanziamento ministeriale”. Traduzione per il pubblico non addetto ai lavori: prima c’erano tempi strettissimi e procedure “speciali”, pensate per correre;
adesso ci sono tempi quasi altrettanto serrati, ma con regole diverse e con il Ministero a gestire e che ha assorbito molti progetti per aiutare i Comuni a portarli a termine senza perdere le risorse.

Il punto è che le opere restano finanziate e devono comunque essere concluse entro il 2027: una scadenza che diventa cruciale perché parliamo di interventi strategici per la città e perché completare ciò che era PNRR significa determinare il successo o il fallimento di un’intera stagione amministrativa.

Non a caso la delega PNRR l’ha tenuta direttamente il sindaco: segnale che per questa maggioranza quei cantieri non sono un capitolo, ma la priorità assoluta. L’opposizione? Per ora osserva. Ma un tema così carico di soldi, scadenze e responsabilità tornerà presto sul ring.

La querelle dell’albo operatori economici

Andrea Querqui

Il primo cittadino nel video alza un altro vessillo: il famoso albo degli operatori economici. Promesso in campagna elettorale, adesso è realtà. Ma c’è un problema. Quale? L’opposizione va subito giù dritta: “Sì, l’albo esiste. Ma finora avete usato il portale Tuttogare. L’albo dov’è? In vetrina?”. Querqui incassa senza replicare. L’impressione – per ora – è che l’albo dovrà dimostrare di non essere un soprammobile.

Il video passa poi alle strade. Terminato il rifacimento del manto in via Anime Sante e via per Frosinone (grazie ad Astral), è pronto a partire anche il cantiere che collegherà la stazione ferroviaria a via Gaeta, proprio davanti alle scuole Sindici. Ma la notizia politica vera è un’altra: 300.000 euro regionali più 100. 000 euro messi dal Comune. In totale, 400.000 euro di lavori. Su questo punto l’opposizione è arrivata puntuale, quasi inevitabile: “Fino a ieri dicevate che non c’erano soldi. Oggi ne spuntano 100.000. Miracolo?”.

Strada dissestata a Ceccano

Una replica legittima, perché rientra nel normale gioco delle parti: quando si passa dall’affermare di non avere risorse al trovare all’improvviso una cifra rilevante, la domanda politica sorge spontanea. La spiegazione tecnica, però, è lineare:
per prenderne 400, bisognava metterci 100.

L’amministrazione ha scelto di fare il sacrificio, raschiando quelle risorse pur di assicurarsi il finanziamento regionale e realizzare un intervento che, altrimenti, Ceccano avrebbe probabilmente perso. Resta comunque aperta la domanda politica: chi – e come – ha davvero aperto la cassaforte?

Scuole: soldi, cantieri e una verità amara

Qui Querqui assume il tono del genitore severo. Le scuole sono la priorità: il Comune attende un finanziamento da 2,5 milioni, di cui: 1,5 per frane e smottamenti ed 1 per manutenzione edifici scolastici.

Scuolabus di Ceccano

I lavori alla Mastrogiacomo dovrebbero partire ed essere finiti entro l’estate: pavimenti nuovi, soffitti sistemati, antifurto. La Latini ha già in tasca 1 milione per l’efficientamento energetico.

Poi arriva il passaggio spartiacque: gli scuolabus. Ripartiranno a gennaio 2026, sperimentali. Querqui stavolta mette via il sorriso e parla da amministratore che deve far quadrare i conti: “Siamo nel piano di riequilibrio fino al 2035. Se il servizio costa tanto e lo usano in pochi, dovremo fare delle scelte”. (Leggi qui: Lo scuolabus riparte: promessa mantenuta e sfida lanciata).

Una pausa degli scuolabus, che affonda le radici nella fase commissariale: nonostante le numerose sollecitazioni arrivate nella scorsa legislatura proprio dalle forze di opposizione del centrosinistra – oggi al governo della città – il Commissario non ritenne essenziale riattivarlo e lo lasciò sospeso. 

Simona Sodani

Un passaggio che l’ex consigliera Simona Sodani ha voluto sottolineare nelle scorse ore, ribadendo che, contrariamente a quanto sostenuto allora, non fu avviata alcuna immediata ripartenza. Ora il servizio tornerà operativo, ma con quattro mesi di fermo alle spalle: un dettaglio che alimenta il confronto politico e che la stessa maggioranza ha dovuto mettere nel conto. La politica sorride, ma dietro la frase c’è il primo vero bivio del mandato.

Area Vasta, Ceccano esce dall’isolamento

Il momento più politico del video è questo: l’annuncio dell’ingresso di Ceccano nell’Area Vasta insieme ad altri dieci Comuni. Cos’è l’Area Vasta? Un’alleanza sovracomunale che permette di partecipare a bandi europei senza passare per la Regione; condividere servizi e progetti; fare massa critica per ottenere più finanziamenti.

L’area vasta

Querqui la vende così: “Dopo dieci anni finisce l’isolamento”. Il 24 novembre la proposta arriva in Consiglio, e già si sente l’aria da partita di Champions: la destra prepara l’assalto. Per loro è un cavallo di battaglia perfetto: “Perdiamo identità”, “è un carrozzone”, “non serve”. Querqui risponde: “Nessun Comune perde identità, ognuno resta autonomo”. La guerra è già scritta. Manca solo il “ciak”.

La chiosa: niente trionfi, ma un messaggio chiaro

Querqui chiude il video con il suo bilancio. Lo fa con un tono istituzionale e misurato, elencando i punti che la nuova amministrazione considera come primi risultati concreti: cantieri riaperti, scuole interessate da interventi strutturali, servizi ripristinati e un calendario di attività culturali, sociali e sportive già definito in vista del Natale.

Il sindaco Querqui

Una sintesi pulita, pensata per offrire alla città un quadro complessivo dei passi compiuti in questi primi cinque mesi. Poi la chiusura classica: il sindaco ringrazia assessori, consiglieri e uffici comunali per il lavoro svolto, un passaggio formale ma necessario per ribadire la compattezza della squadra e riconoscere l’impegno dietro le tante procedure amministrative avviate.

Un finale sobrio, coerente con l’impostazione del video, che lascia però sullo sfondo la vera sfida: trasformare questi primi segnali in un ritmo costante lungo il resto del mandato.

Cinque mesi dopo, la domanda è una sola: basterà? Per ora, Querqui prova a far parlare i fatti. L’opposizione, invece, prepara contrattacchi chirurgici, perché cinque mesi sono pochi, ma abbastanza per provare a incrinare la narrazione. In mezzo, un’intera città che guarda, confronta, commenta sui social e aspetta il prossimo atto.