L'ultima seduta ha visto un consiglio comunale da fine consiliatura. Poche presenze (solo 17 all'appello), clima tiepido, qualche punzecchiatura e politica quasi assente. Solo l'ennesimo scontro tra Pizzutelli e Mastrangeli sul Brt ha ravvivato la riunione facendo intendere che la sfida decisiva alle prossime elezioni si giocherà allo Scalo
Diciassette consiglieri presenti, tra maggioranza e opposizione, a Frosinone al momento dell’appello da parte del Segretario comunale Mauro Andreone, prima di dare il via ai lavori del question time: le risposte di sindaco e assessori (e dirigenti) alle domande dei Consiglieri. Quasi quattro ore di lavori – 3 ore e 45 minuti per la precisione – e un dato che fotografa la situazione, più di mille analisi: dopo appena due ore di dibattito, in Aula sono rimasti appena 5 consiglieri.
Uno sorta di Deserto dei Tartari. Segno evidente di una politica ormai “mordi e fuggi“. Il consigliere si prenota per parlare, formula la domanda, ottiene la risposta e dopo poco si alza e se ne va. Come all’Ufficio Postale per ritirare una raccomandata. Il dibattito politico? Non pervenuto. L’interesse per i temi dei colleghi? Come sopra.
Un… ufficio informazioni
Ormai il question time somiglia sempre più a un Ufficio Informazioni per utenti frettolosi. Nulla a che vedere con ciò che dovrebbe essere: un momento di confronto politico/amministrativo, tra chi governa ed i consiglieri comunali. Quella di Palazzo Munari è un’Assise comunale dove la politica si vede sempre meno e la partecipazione ancora meno. Si dirà, ormai siamo a fine consiliatura, è normale sia così.

Può anche essere una lettura corretta ma non è che nel corso di 4 anni, in Aula si sia assistito a dibattiti di peso. Nessuno reclama contenuti come quello del 1947 tra la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista, sulla collocazione dei Patti Lateranensi nella Costituzione. Ma almeno un minimo era auspicabile: almeno i fondamentali. Ma tant’è.
L’unico vero sussulto politico, manco a dirlo, porta la firma del consigliere Anselmo Pizzutelli e del sindaco Riccardo Mastrangeli, tornati a incrociare le lame sul tema mobilità. In particolare di quella nella zona dello Scalo, un’area “sensibile” per il capogruppo della Lista Mastrangeli. Una contraddizione in termini monumentale, per Pizzutelli, tra ruolo e azione politica: capogruppo della lista con il nome del sindaco che interroga contro l’azione del sindaco stesso.
Per il resto, clima abbastanza tiepido, qualche punzecchiatura tra maggioranza e opposizione e molte risposte tecniche.
Sicurezza allo Scalo e forno crematorio
La seduta si è aperta con un momento di raccoglimento per ricordare la figura di Antonello Rea, storico Dirigente del Comune. Un passaggio sentito, con il ricordo del sindaco visibilmente emozionato, chiuso da un applauso di tutta l’aula.

Poi, archiviate le emozioni, si è entrati nel vivo. Il consigliere Maurizio Scaccia (FI) ha riportato sotto i riflettori la questione della sicurezza allo Scalo chiedendo, tra l’altro, anche un presidio fisso della Municipale. Mastrangeli ha fatto muro, anche se con toni morbidi. L’attenzione sul tema è già alta, gli strumenti sono stati già attivati, a partire dalla Polfer. Tradotto: grazie per la domanda ma stiamo sul pezzo.
Più netto il consigliere Sergio Crescenzi (Identità Frusinate) sul forno crematorio. La realizzazione dell’opera fa parte del programma elettorale di questa Amministrazione, se ne parla da anni ma ancora non si vede niente: o si fa o ognuno per la sua strada e amici come prima. Forse. Dall’amministrazione è arrivata una risposta interlocutoria: prima è necessario fare una perizia, poi si vedrà. Insomma, il forno resta dove è stato in tutti questi anni: nelle intenzioni.
E’ intervenuto il consigliere Anselmo Pizzutelli, in versione multitasking. Ha spaziato dal forno crematorio, facendo rilevare che esiste già una perizia, al monitoraggio degli alberi all’alberata, alla Villa Comunale. Il meglio però arriverà dopo.
I disagi dei pendolari ed il monito di Marzi
Nel frattempo, ha preso la parola Vincenzo Iacovissi (PSI) che ha riportato in aula i disagi dei pendolari per la tradizionale interruzione della tratta ferroviaria Cassino-Roma prevista tra luglio e agosto. Iacovissi ha chiesto al Comune di farsi sentire presso RFI. Più facile avere risposte da Babbo Natale.

L’ex sindaco Domenico Marzi ha giocato la carta dell’esperienza e dell’archivio storico, tornando sia sull’interpellanza relativa all’acquisto dell’immobile di via Rossini da parte del Comune da destinare a Centro per l’impiego, il cui costo è lievitato 7 volte nel giro di un anno.
Ma è intervenuto anche su vecchie pratiche degli anni quando era Sindaco, che prevedevano dei ristori economici importanti per il Comune, che dovrebbe ancora reclamare. «Il principio della continuità amministrativa è fondamentale» ha ricordato Marzi. Della serie: riprendete le carte, leggetele e fatevi pagare.
Scontro Pizzutelli-Mastrangeli

Infine, il capitolo sul BRT, la ciccia vera, sollevato da Norberto Venturi (PD) che ha chiesto all’amministrazione chiarimenti su percentuale di percorso dedicato, funzionamento domenicale e saldo finale dei parcheggi.
Mastrangeli ha assicurato che il BRT sarà parte del nuovo piano del TPL, servirà fino a 20.000 utenti potenziali, funzionerà anche la domenica e porterà a un saldo parcheggi positivo.
Infine, come detto, l’unico momento realmente politico del question time è stato il confronto serrato tra Anselmo Pizzutelli e il Sindaco sulla mobilità. In particolare allo Scalo. Pizzutelli ha definito il Brt «un’opera nata male che finirà peggio», inutile e costosa (8,5 milioni), con perdita di parcheggi. “Basta propaganda” la sua chiosa finale.
La replica di Mastrangeli non si è fatta attendere: è stata categorica e allo stesso tempo pungente. Il sindaco ha detto di “aver ascoltato tutta una serie di inesattezze“, annunciando due linee Brt e ribadendo che per rivoluzionare la viabilità cittadina “bisogna mettere in conto dei disagi”. Infine, impersonando il campione della specialità Michele Borghetti, ampiamente considerato il più grande giocatore italiano di sempre, ha sentenziato “arriveremo comunque a dama». Giù il sipario.

In sintesi, il question time di ieri restituisce un ‘istantanea di un consiglio comunale che è sembrato un centro informazioni a sportello, con un’aula che si svuota dopo due ore e un dibattito politico che raramente riesce a decollare. La sensazione è che la consiliatura stia arrivando al traguardo con il fiato corto.
In ogni caso, è di tutta evidenza che lo Scalo sarà uno dei temi caldi della campagna elettorale del prossimo anno. Un’area di Frosinone strategica, che ha una popolazione di circa 4.500/5000 residenti. E’ lì che si vincono le elezioni.



