Resa dei conti a Terracina, Norcia: “Cacciata perché cambiavo le regole”

Dopo l’uscita dalla Giunta, Sara Norcia accusa il sindaco Giannetti e denuncia il ritorno al passato sull’Azienda Speciale. Tra equilibri politici, veti di partito e silenzi, a Terracina la partita è tutt’altro che chiusa.

La rottura politica e il bersaglio

“Cacciata” dalla Giunta su esplicita richiesta del gruppo consiliare del suo ex partito, la Lega, Sara Norcia torna all’attacco e sceglie un bersaglio preciso: il sindaco di Terracina, Francesco Giannetti.

All’ex assessore alle Politiche sociali non piace parlare di fantascienza – «Io con il generale Vannacci? Se c’è una domanda di riserva, per favore» – ma di una questione molto concreta: l’Azienda Speciale di Terracina, ente strumentale del Comune che gestisce ogni mese 1 milione e 550 mila euro di risorse pubbliche destinate al welfare.

Norcia accetta con un sorriso la parafrasi di un celebre verso di Antonello Venditti, quello di “accendere il motorino”, non per annunciare un nuovo posizionamento politico – i suoi voti, dopo l’uscita dalla Lega, fanno gola a molti – ma per censurare “a mente fredda” la decisione del sindaco Giannetti di estrometterla dalla Giunta. Una decisione che, sottolinea, le sarebbe stata comunicata con un semplice messaggio WhatsApp, attribuendole “la scusa” di essere la causa di tutti i mali dell’Azienda Speciale.

Rimossa perché lavoravo bene

Sara Norcia

Le parole dell’ex assessore sono taglienti quando afferma: «Sono stata rimossa perché stavo lavorando bene, come certificato anche dalla Corte dei Conti che si è espressa sul mio operato. Il cambiamento andava fermato. Evidentemente, per questa amministrazione, Terracina non merita di cambiare passo».

Il nome del sindaco non viene mai pronunciato direttamente, ma il mirino è puntato senza esitazioni su Giannetti, accusato di aver ceduto prima alle richieste della Lega e poi a quelle di Fratelli d’Italia, rafforzando il socio principale della maggioranza con la nomina a assessore ai Lavori pubblici dell’ex presidente del Consiglio comunale Luca Caringi.

L’Azienda Speciale come campo di battaglia

Sara Norcia non recide del tutto il legame con la Lega né con il sottosegretario Claudio Durigon, ma diventa un fiume in piena contro l’attuale amministrazione, soprattutto quando parla dell’Azienda Speciale.

«Al di là della propaganda e della disinformazione», ricorda di aver dedicato due anni e mezzo di mandato a «tempo, studio e lavoro concreto, in stretta collaborazione con il settore dei Servizi sociali» per avviare un percorso di risanamento di un ente che, fin dalla nascita, aveva operato in maniera autonoma sotto ogni profilo: gestionale, amministrativo, organizzativo e comportamentale, spesso lontano dai principi di trasparenza e responsabilità che dovrebbero caratterizzare un ente pubblico.

(Il sindaco di Terracina Francesco Giannetti)

Non è un caso che l’Azienda Speciale sia diventata, dal 2023, l’anno della vittoria elettorale di Giannetti, il vero campo di battaglia politica di Terracina. Ed è, secondo Norcia, «la principale ragione per cui oggi non ricopro più il ruolo di assessore».

A distanza di alcune settimane, l’ex assessore spiega le ragioni della sua sostituzione con un’altra esponente leghista, la commercialista Nicoletta Rossi: «La mia rimozione non è avvenuta per incapacità o cattiva gestione, ma perché sull’Azienda Speciale ho introdotto regole, controlli e un sistema di vigilanza che ha rotto equilibri consolidati e silenzi troppo lunghi».

Dal 2023, rivendica, sarebbe stato avviato un cambio di passo reale: nuovi servizi, nuove risorse, maggiore responsabilizzazione della governance. Tra le scelte più incisive, la decisione di non rinnovare il contratto del direttore alla naturale scadenza, dopo anni di immobilismo e di una gestione priva di indirizzo.

Il dopo-Norcia e le accuse più pesanti

Quella decisione, definita «legittima, motivata e necessaria», avrebbe però dato fastidio. «Mi è costata politicamente. È una scelta che rifarei altre mille volte», afferma Norcia.

Dopo la sua revoca, secondo l’ex assessore, la situazione dell’Azienda Speciale sarebbe nuovamente peggiorata«Si è tornati alla deriva», tra annunci senza contenuto, propaganda priva di risultati, delibere rimaste sulla carta, assunzioni effettuate senza procedure di evidenza pubblica. Ed un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali che, pur tutelando numerosi lavoratori, non sarebbe stato considerato una priorità.

A questo si aggiungerebbe una sentenza di condanna della Corte dei Conti che, «a oggi, non avrebbe ancora trovato piena attuazione», nonostante le attività avviate in precedenza. «Manca una direzione», conclude Norcia con parole durissime, parlando di un vicedirettore operativo senza una nomina formale. E di cittadini lasciati senza spiegazioni. «E c’è chi tutto questo lo consente, chi guarda e tace».

Sul piano politico, per l’ex assessore si apre ora una fase complessa. Trovare una nuova collocazione non sarà semplice. L’idea di guidare uno schieramento civico di centrodestra alle prossime Comunali sembra essersi arenata. Così come non avrebbe prodotto effetti concreti la sua recente mossa verso Fondi.

Intanto Terracina vive un altro passaggio delicato: l’adozione del Pua, il Piano di utilizzo degli arenili. In arrivo c’è una seduta consiliare, quella del 16 febbraio, carica di significati politici. Perché? Dovrà essere eletta la nuova presidente del Consiglio comunale, Maria Pia Chionna, scelta dal sindaco Giannetti per rafforzare la propria protezione politica, insieme al vice sindaco Claudio De Felice. Una partita nella partita, che racconta molto più di una semplice sostituzione in Giunta. Racconta una città e una maggioranza in continuo assestamento, dove i conflitti non sono mai davvero chiusi.

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