Resa dei conti nel Pd di Cassino: Salera pronto allo strappo

Il Pd di Cassino scivola verso una frattura sempre più profonda. L’area del sindaco Enzo Salera valuta l’uscita dalla dirigenza del Circolo, mentre il segretario uscente Romeo Fionda lancia un appello agli iscritti per fermare il muro contro muro interno e celebrare subito il congresso. Sullo sfondo lo scontro con Barbara Di Rollo e Rete Democratica.

Lorenzo Vita

Rerum Cognoscere C@usas

Se non è un terremoto, poco ci manca. Le crepe che destabilizzano l’edificio del Circolo del Partito Democratico di Cassino sono ormai talmente profonde da rendere complicato qualsiasi progetto d’intesa. Tra veti incrociati e un muro contro muro che persiste da un mese, la partita delle nomine per la nuova dirigenza del Circolo sembrerebbe destinata a chiudersi in uno scontro feroce e permanente, tale da rendere ingovernabile la nave dei dem cassinati. Dopo le indiscrezioni fuoriuscite come un geyser — con una potenza tale da travalicare gli equilibri che hanno retto fino all’8 marzo, giorno del voto per le provinciali — si è arrivati al punto di non ritorno.

Il Pd di Cassino sull’orlo della frattura

Luca Fardelli

Da quello che filtra dai corridoi di Palazzo De Gasperi, l’area che fa capo al sindaco Enzo Salera sarebbe pronta a ritirarsi dalle trattative, ovvero a uscire dalla dirigenza del Partito. E non si tratta di un favore alla presidente d’Aula Barbara Di Rollo o a Luca Fardelli di Rete Democratica per avere margine di manovra sulle nomine. È una mossa politica di calcolo, che segnerebbe il definitivo allontanamento del primo cittadino dalla cabina di regia del Circolo dem.

Una mossa che lo legittimerebbe, di fatto, a scrollarsi di dosso qualsiasi responsabilità dall’imbarazzo montante per la lotta alle cariche interna e da eventuali disfatte politiche future. E che gli consentirebbe di portare avanti un’opposizione interna al Circolo tale da ostacolare il tentativo di costruire un Pd ad immagine e somiglianza della presidente d’Aula.

Salera vuole tenere le mani libere per agire come un cane sciolto, nel vero istinto del pitbull.

Fionda scrive agli iscritti

Romeo Fionda

Una situazione che non piace a molti. E che nelle ultime ore ha aperto una discussione per richiamare i protagonisti ai valori e ai principi del Partito: «Siamo tutti un unico partito, basta farci la guerra e assumiamoci la responsabilità». Tra questi c’è il segretario uscente del Circolo, Romeo Fionda, che in queste ore ha inviato — non senza polemica — una lettera agli iscritti per sollecitare un’uscita dalle sabbie mobili delle diatribe interne e cercare una proposta unitaria.

«Cassino merita un Pd unito: programmi chiari e un congresso subito», dice Fionda«Ci troviamo nuovamente immersi nella liturgia precongressuale. È un rito che conosciamo bene: gli incontri, il confronto tra le diverse sensibilità, la ricerca di un equilibrio. Spesso si dice che dovremmo mettere i programmi prima dei nomi; la verità è che le due cose camminano insieme: le idee hanno bisogno di gambe e le persone di una visione in cui credere».

Dopo aver richiamato al dovere di guardare ai prossimi appuntamenti elettorali, aggiunge: «Il Pd di Cassino ha una responsabilità maggiore, essendo forza di governo della città amministrata dal sindaco Enzo Salera. Questa esperienza va valorizzata e difesa, affinché diventi un riferimento di buon governo per l’intera provincia e il Lazio meridionale. Il valore di questa amministrazione risiede nella coesione del centrosinistra e nel consenso raccolto tra imprenditori, lavoratori e associazionismo».

Congresso ma non arena

Il Congresso non deve essere l’arena «per una conta interna, ma il luogo dove si compiono scelte programmatiche: è su queste che il Partito misura la propria credibilità. La situazione del Paese è drammatica; il centrodestra sta portando l’Italia verso una crisi economica e sociale senza precedenti ed è necessaria una forte iniziativa per costruire un’alternativa. Il nostro Circolo deve dare il proprio contributo, evitando discussioni autoreferenziali o pure dimostrazioni muscolari, inaccettabili di fronte alle difficoltà che investono i nostri cittadini»

Fionda indica nell’automotive e nella sanità i punti su cui ricercare l’unità e la coesione. «Non possiamo attardarci a interrogarci sul destino dei singoli o scivolare in comportamenti rissosi. Se comprendiamo cosa dobbiamo essere — un Partito organizzato, con un’identità chiara e un progetto per cambiare la vita delle persone — allora il Congresso avrà senso. La nostra natura è quella di un Partito di lotta e di governo. Se torniamo a essere questo, torneremo a vincere ovunque». Per fionda il Congresso deve consegnare una struttura i cui organismi dirigenti «siano al servizio del partito e degli iscritti, non di interessi personali. Il congresso è l’inizio, non la fine. Dimostriamo di saper assolvere questo compito con responsabilità ed efficienza».

Un appello che suona come una bocciatura del modus operandi con cui Salera e Di Rollo stanno conducendo le trattative. E che esprime bene l’elevato livello di caos a cui si è arrivati. Mai come adesso nella storia dei Dem cassinati.