Inaugurata la nuova veste del parco pubblico di Cassino dopo la riqualificazione e la lunga chiusura. L'emozione del sindaco Enzo Salera: "Restituiamo uno spazio di bellezza, incontro e condivisione che torna finalmente a vivere". Sull'opera non mancano dubbi ed osservazioni da parte della minoranza ma resta l'immagine positiva di una comunità che si riappropria di un simbolo storico della socialità
Cassino ritrova il suo cuore verde. Dopo anni di attesa, il parco della villa comunale ha riaperto le sue porte alla città, accolta da emozioni vere. E da una cerimonia carica di simboli e presenze istituzionali. Una giornata che non è stata solo un’inaugurazione, ma un abbraccio collettivo alla memoria urbana di Cassino.
A tagliare il nastro è stato un sindaco Enzo Salera visibilmente commosso, accompagnato dal consiglio comunale, dall’abate di Montecassino e da figure di primo piano del mondo civile, giudiziario ed economico. Ad affiancare il primo cittadino c’erano il presidente del Consiglio comunale Barbara Di Rollo e l’abate dom Luca Fallica, che ha benedetto simbolicamente il parco. Accanto a loro, tra gli ospiti d’onore, anche il presidente del Tribunale di Cassino Lucio Aschettino ed il presidente della Banca Popolare del Cassinate Vincenzo Formisano.
L’emozione del sindaco Salera

“Restituiamo alla città un luogo del cuore, che appartiene alla memoria collettiva di generazioni di cassinati. Uno spazio di bellezza, incontro e condivisione che torna finalmente a vivere”, ha dichiarato Enzo salera.
La manifestazione animata dalla Banda musicale Don Bosco e dalle performance del Centro Universitario Teatrale diretto da Giorgio Mennoia, si è articolata in più momenti, tra emozione e festa. Numerosi i cittadini presenti, molti dei quali con ricordi personali legati a quel luogo che, per decenni, ha rappresentato il polmone verde della città.
Il progetto di riqualificazione, finanziato con 2,4 milioni di euro ha previsto interventi su tutti e quattro gli accessi principali – corso della Repubblica, via Gari, via Arigni e via Gaetano di Biasio – e il ripristino del ponte pedonale, simbolico collegamento tra le due aree del parco, crollato anni fa e finalmente ricostruito.
Gestione e monumento d’ingresso: primi dubbi

Un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato è rappresentato dalle 10 panchine donate dalla Banca Popolare del Cassinate e dalla nuova area giochi per bambini, realizzata con il contributo del Rotary Club Cassino. Un segnale di attenzione condivisa verso il bene comune.
Pur nella soddisfazione generale per la riapertura del parco, non sono mancati spunti di riflessione. Alcuni cittadini e osservatori hanno fatto notare che in alcune zone si avverte ancora una necessità di maggiore cura: ci sono tratti di verde da sistemare, graffiti storici non ancora rimossi e accessi secondari parzialmente da riordinare. Si tratta di dettagli che, seppur secondari rispetto all’intervento complessivo, richiamano l’importanza di una gestione attenta e costante nel tempo.
Anche sul fronte simbolico, la scelta del nuovo monumento d’ingresso ha generato qualche riserva, soprattutto da parte di chi era affezionato alla precedente pietra commemorativa, legata alla distruzione di Cassino durante la guerra. Il nuovo elemento architettonico, moderno e stilizzato, non è stato da tutti accolto con lo stesso entusiasmo, suscitando un dibattito pacato ma sentito sul rapporto tra memoria e rinnovamento.
Le osservazioni della minoranza

In questo contesto, la minoranza consiliare – rappresentata dai consiglieri Sebastianelli, Evangelista e Incagnoli – ha espresso alcune considerazioni critiche sull’intervento, evidenziando aspetti progettuali che, a loro avviso, meriterebbero maggiore completezza. Le osservazioni sono state formulate in modo costruttivo e rientrano nella fisiologica dialettica politica cittadina.
Resta, tuttavia, l’immagine positiva di una città che si riappropria di uno spazio fondamentale, luogo di passaggio e di affetto per tante generazioni. Un’area che, al di là delle inevitabili discussioni, torna a essere vissuta e vissuta insieme, in un momento che segna la ripartenza di un bene comune. Con la consapevolezza che ogni inaugurazione non è un punto d’arrivo, ma l’inizio di una nuova responsabilità condivisa.



