Riaprire la discarica Mad? Forza Italia dice no

Forza Italia dice No alla riapertura della discarica Mad di Roccasecca. E lo fa dal massimo livello.

Antonella Iafrate

Se è scritto chiaro si capisce

Il no è arrivato netto e preciso. Non dalla retrovia e non dalle prime linee. Direttamente il vertice di Forza Italia dice no alla riapertura della discarica Mad di Roccasecca, l’area che per oltre vent’anni ha accolto ciò che rimane dei rifiuti della provincia di Frosinone e della città di Roma Capitale una volta lavorati, riciclato tutto il possibile e resi inerti. A pronunciare il No ufficiale è stata questa mattina la Coordinatrice Provinciale di Forza Italia, Rossella Chiusaroli: non per decisione estemporanea né per fuga in avanti, gli azzurri prima di aprire gli occhi al mattino aspettano il segnale del potentissimo coordinatore regionale Claudio Fazzone.

Il no di Forza Italia

Rossella Chiusaroli

Quel veto sta su una nota ufficiale. In cui la Coordinatrice dice «Il territorio ha già dato. Servono scelte equilibrate e rispettose delle comunità». E se ci fossero dubbi, qualora apparisse poco chiaro aggiunge «Forza Italia della provincia di Frosinone esprime la propria netta contrarietà alla prospettiva della riapertura della discarica di Cerreto, a Roccasecca, e ritiene necessario ascoltare con attenzione la voce che arriva dai cittadini e dagli amministratori del territorio».

La presa di posizione arriva dopo l’avvio della raccolta di firme da mandare al Parlamento Europeo organizzata dal Comune di San Giovanni Incarico, l’adesione del Comune di Roccasecca (amministrato da un sindaco di Forza Italia, Giuseppe Sacco), le oltre 500 firme raccolte a Pontecorvo contro la riapertura del sito su iniziativa del sindaco Anselmo Rotondo (storicamente di centrodestra).

Perché al parlamento Ue e non a Montecitorio e Palazzo Madama? Perché negli anni scorsi Giuseppe Sacco mise all’angolo l’impianto ma ad ordinare l’allargamento e addirittura la creazione di colline artificiali fatte con i residui della lavorazione dell’immondizia fu Palazzo Chigi. Lo fece una riunione del Consiglio dei Ministri all’epoca presieduta dall’avvocato Giuseppe Conte.

Abbiamo già dato

Uno degli invasi della discarica di Roccasecca

Per Forza Italia «La questione di Cerreto non può essere affrontata esclusivamente come un problema di gestione dell’emergenza rifiuti. È necessario considerare la storia di questo territorio e il carico ambientale che il Basso Lazio ha già sostenuto nel corso degli anni».

Questione di campanile? Il sud della provincia che si difende? Forza Italia assicura che «Non è una questione di campanilismo e non significa sottrarsi alla responsabilità di affrontare il problema dei rifiuti. Al contrario, significa chiedere una programmazione seria, moderna e sostenibile, nella quale nessun territorio venga considerato una soluzione automatica alle difficoltà del sistema».

Il partito chiede che il nuovo Piano regionale dei rifiuti venga accompagnato da una valutazione rigorosa del fabbisogno, delle alternative disponibili e dell’impatto ambientale e territoriale delle diverse scelte: «Cerreto non può essere considerata la risposta alle inefficienze o alle difficoltà del sistema». La traduzione? Sta in un numero.

Il numero zero

Fabio De Angelis (Foto © Massimo Scaccia)

Quel numero è 0 cioè le tonnellate di rifiuti portate in discarica dalla Saf nel corso del 2025 e 2026. La società formata dai Comuni della provincia di Frosinone per gestire lo smaltimento delle immondizie è riuscita ad azzerare i rifiuti da conferire in discarica. Ricicliamo tutto: risulta dai bilanci. Certificati. Se non portiamo rifiuti in discarica a cosa serve riaprire l’impianto? chiede Forza Italia.

«Per questo – conclude il direttivo – Forza Italia della provincia di Frosinone si schiera al fianco delle comunità di Roccasecca, Pontecorvo, Colfelice, San Giovanni Incarico e dell’intero territorio del Cassinate nella richiesta di non procedere alla riapertura della discarica di Cerreto e chiede alla Regione Lazio di valutare concretamente soluzioni alternative, secondo criteri di equilibrio e di sostenibilità.