Ricapitalizzazione Acqualatina, neanche l’Egato4 sbroglia la matassa

Bocciata la proposta del Comune di Latina con Mignano che ha attaccato i sindaci di Forza Italia e Pd. Intanto la società continua a lamentare una mancanza di liquidità pari a 30 milioni anche se una boccata d'ossigeno arriverà dai fondi del Pnrr. Il 2 dicembre assemblea dei soci decisiva ma il ricorso dal Tar del Comune di Nettuno potrebbe portare ad un altro rinvio della riunione

“Noi responsabilmente abbiamo provato a formalizzare una proposta che andasse incontro alle esigenze economico-finanziarie dei Comuni. Alcuni l’hanno condivisa, molti altri hanno deciso di fare le barricate soltanto per questioni politiche. Si sappia che Acqualatina negli ultimi trent’anni non l’ha gestita il Comune di Latina ma qualcun’altro”. C’è amarezza nelle parole dell’avvocato Giacomo Mignano: lunedì mattina ha rappresentato il sindaco di Latina Matilde Celentano alla conferenza dei sindaci dell’Egato 4 che si è svolta presso l’aula consiliare dell’Amministrazione Provinciale.

Quattro erano gli argomenti all’Ordine del Giorno e, preso atto che i primi tre (approvazione del Rendiconto della Gestione per l’esercizio finanziario 2024, Documento Unico di Programmazione 2025-2027 e Bilancio Previsionale 2025-2027) avrebbero subito un rinvio per qualche errato “copia e incolla, il colpo di scena c’è stato quando si sarebbe dovuto discutere ed approvare la proposta proveniente da Piazza del Popolo.

Il piano e la mossa sorpresa di Mignano

Matilde Celentano, sindaco di Latina

I sindaci dei Comuni dell’Egato 4 avrebbero dovuto discutere il piano del Comune di Latina che, a fronte della richiesta di Acqualatina di ricapitalizzare la società per un importo di 30 milioni di euro per evitare di portare i libri contabili in Tribunale, prevedeva la rinuncia dei Comuni (soci di maggioranza nella SpA che gestisce le acque) ad incassare dalla stessa Acqualatina i canoni concessori (le quote per gli impianti portati in dote dai Comuni nella società con il privato). Con effetto retroattivo negli ultimi due anni sino al 2032.

Il colpo a sorpresa c’è stato quando Mignano ha chiesto di mettere a verbale la rinuncia del Comune di Latina a perseguire questa strada perché gli altri Comuni, quelli a guida Forza Italia-Pd, “mirano soltanto a cambiare la governance democraticamente eletta piuttosto che salvare la società da un possibile default”.

Mignano ha spiegato come si è arrivati a questa scelta che, sul piano politico, trasferisce il cerino acceso, per quanto riguarda il futuro economico di Acqualatina, dai sindaci di Fratelli d’Italia-Lega a quelli di Forza Italia (“guarda un po’ lunedì mattina non hanno proferito parola”) e del Partito Democratico.

Il j’accuse di Mignano

L’assessora al Bilancio ed il dirigente dell’omonimo settore di Latina Ada Nasti e Diego Vicaro, hanno scritto una lettera all’ingegner Umberto Bernola responsabile della segreteria tecnica operativa dell’erato (l’entità che affianca i sindaco per sostenerli sul piano tecnico nelle questioni idriche). L’hanno fatto per avere un quadro “aggiornato” sull’importo dei canoni concessori spettanti dall’ente gestore ai Comuni. Devono avere poco meno di un milione e 100 mila euro all’anno e, più precisamente, un milione e 89 mila euro che costituiscono un “credito certo ed esigibile” sino al 2032 per un valore ipotetico di sette milioni di euro circa.

Armando Cusani, sindaco di Sperlonga ed ex presidente della Provincia di Latina

La proposta del Comune di Latina, ispirata da Armando Cusani, sindaco di Sperlonga ed ex presidente della Provincia di Latina, non ha trovato proseliti nell’area Forza Italia-Pd. Ed ora siano quest’ultimi, secondo Mignano, a trovare il bandolo della matassa. A dire del rappresentante del Comune capoluogo si poteva trovare un accordo se ci fosse stato “un senso di responsabilità” da parte dei 38 Comuni alla società nel momento in cui la “situazione potrebbe ancora migliorare”.

E se questo disimpegno del Comune di Latina fosse stato dettato dalla rinuncia di alcuni comuni di area FdI e Lega ad incassare i canoni concessori sulla falsariga di quelli di Forza Italia e del Pd? “Al sottoscritto non risulta perché tutti gli altri Comuni che la pensano come noi e l’azionista privato – ha aggiunto Mignanohanno avuto sempre la stessa condotta in occasione dell’assemblea dei soci”.

Una boccata d’ossigeno dai fondi del Pnrr

La presidente Cinzia Marzoli e l’Ad Patrizia Vasta continuano, invece, ad essere più realiste delle… regine quando parlano di mancanza di liquidità per soddisfare i fornitori nei termini previsti dalla legge. Ma un po’ di luce pare intravvedersi in fondo al tunnel.

Lo ha detto lo stesso legale del Comune di Latina: “Grazie alla filiera con la Regione ed il governo nazionale la società sta per beneficiare dei fondi del Pnrr, oltre 13 milioni di euro, anticipati dall’ente gestore per realizzare interventi sul territorio di competenza”.

Cinzia Marzoli, presidente di Acqualatina

Basteranno per mettere la società in equilibrio? “Assolutamente no – ha aggiunto il rappresentante del Comune di Latina – perché Acqualatina ha chiesto una ricapitalizzazione di 30 milioni di euro (se ne riparlerà nella seconda convocazione dell’assemblea dei soci il 2 dicembre ndr) per completare il piano di investimenti programmato sino alla cessazione della sua attività industriale nel 2032″.

Mignano non nasconde un certo rammarico. “La liquidità derivante dai fondi del Pnrr sarebbe potuta essere supportata dal senso di responsabilità di tutti i Comuni. A quel punto anche il socio di minoranza, Italgas, avrebbe garantito il suo contributo, magari con l’accensione di un mutuo, per salvare la società. Sono ottimista? Speriamo bene”.

Il 2 dicembre l’assemblea ma incombe il Tar

Il punto di svolta di questa querelle ci sarà il 2 dicembre quando all’ordine del giorno nella seconda convocazione dell’assemblea dei soci sarà sempre la richiesta capitalizzazione della società. I sindaci azzurri e del Pd, che si oppongono a questa eventualità, non avranno la maggioranza se Italgas continuerà a votare insieme ai Comuni di FdI e del ‘carroccio’.

Nicola Burrini, sindaco di Nettuno (Foto © Luciano Sciurbino)

Con un nuovo nulla di fatto non è escluso che il CdA di Acqualatina chieda all’assemblea di deliberare quello che nel Codice civile si chiama “finanziamento soci”. E la stessa norma impone la diligenza del “buon padre di famiglia” per salvare dal fallimento la più importante azienda pubblico privata che gestisce il ciclo delle acque e della depurazione nella provincia di Latina ed in alcuni di quelle di Frosinone e Roma.

L’assemblea dei soci del 2 dicembre, tuttavia, potrebbe subire l’ennesimo rinvio perché lunedì Nicola Burrini, sindaco Dem di Nettuno, ha confermato quanto da noi anticipato. La sua Giunta martedì affiderà l’incarico ad un legale per impugnare al Tar il rinvio della penultima seduta dell’assemblea di Acqualatina. Era stata convocata in via straordinaria e fu invece rinviata come se fosse ordinaria. In sintesi il rinvio dei sindaci FdI e Lega e del socio di minoranza ottenne il 62,6 % dei voti. Sarebbe stato necessario, invece, qualche voto in più, pari al 66 %.