A Frosinone tra cene e raccolta di firme al Parco Matusa cresce l'attesa per il Consiglio comunale del 31 luglio. Sarà una sorta di prova del nove per la coalizione del sindaco Riccardo Mastrangeli che ha numeri strettissimi. Non saranno ammesse assenze. Ma anche per l'opposizione sarà un momento cruciale
Quando Gerry Scotti, alla guida del celebre programma televisivo in onda su canale 5, chiede “Chi vuol essere milionario?”, il pubblico trattiene il fiato: servono tre aiuti, tanta calma e speranza che qualcuno lo segua nella scalata verso il montepremi.
È esattamente lo stesso meccanismo che nel Consiglio comunale di Frosinone il 31 luglio, si troverà ad affrontare il sindaco del capoluogo Riccardo Mastrangeli. Quel giorno bisognerà votare, tra gli altri, importanti documenti di Bilancio, quando in Aula farà idealmente una domanda semplice, ma la risposta è tutt’altro che scontata. “Chi vuole essere maggioranza?”.
I numeri in aula

Il famigerato numero legale dei 17 consiglieri è il suo “montepremi”, e non bastano solo i fedelissimi, attualmente inchiodati a quota 16: servono i bonus degli “aiuti”. E gli aiuti dovranno arrivare, come ormai accade da qualche tempo, dal Gruppo dell’ex sindaco PD Domenico Marzi.
Il Sindaco, civico in quota Lega, si ritrova a fare il conduttore di un quiz politico in consiglio comunale, dove ogni consigliere è un potenziale jolly.
Impensabile che qualcuno dei suoi 16 consiglieri possa disertare il prossimo consiglio comunale. Non sono ammesse defezioni, né per ferie, né per impegni personali, né per malattia: Lazzaro alzati e cammina. La situazione è troppo delicata. Mastrangeli non è mai andato “sotto” nei 3 anni di consiliatura ma nell’ultimo seduta d’aula ha rischiato grosso.

Marzi è stato richiamato frettolosamente quando già era a casa a vedere il Tg della sera. Gli hanno chiesto di ritornare in Aula ed arrivare alla quota di sicurezza utile per approvare le delibere. Lui e i consiglieri della sua lista – Alessandra Mandarelli, Carlo Gagliardi, sono imprescindibili in questo momento per la maggioranza, stante la pervicace convocazione dell’Aula sempre e solo in Prima convocazione.
Il quarto consigliere della civica Armando Papetti invece è in una posizione diversa. Ha un vissuto politico storicamente a sinistra e per questo non sembra affatto intenzionato a fare da stampella a Mastrangeli.
Le opposizioni al bivio

Se l’appuntamento del prossimo consiglio comunale è importante per la maggioranza, lo è forse ancora di più per l’opposizione. Anzi è corretto dire per le opposizioni. Perché è proprio nell’altra ala dell’Aula consiliare, che si apre lo scenario più interessante.
Le opposizioni tradizionali di centrosinistra (PD, PSI) più i 9 Consiglieri comunali eletti con Mastrangeli ed usciti dalla maggioranza (FI, FutuRa e i 3 malpancisti della prima ora), hanno una opportunità storica: agire in modo unitario per provare a mettere davvero in difficoltà il sindaco.

I primi timidi segnali di collaborazione ci sono già stati. La visita al Prefetto Ernesto Liguori della scorsa settimana per rappresentare la (presunta) violazione della mozione su Piazzale Kambo. Meglio di niente.
Ma adesso serve oggettivamente di più. Serve una prova di forza, una presenza compatta in Aula, (anche qui è vietato distrarsi) una strategia condivisa ed unitaria. Da adattare alle dinamiche del consiglio del 31 prossimo e alle sue possibili evoluzioni.
Una partita a scacchi
Se Mastrangeli dovesse andare sotto per la prima volta, “grazie” all’opposizione, il danno politico sarebbe fatto. Soprattutto, si comincerebbe a capire se esiste in Consiglio comunale una coalizione alternativa alla attuale, per le elezioni comunali del 2027. E sulla quale iniziare a lavorare. La politica frusinate, mai tanto effervescente forse come in questo periodo è diventata una partita a scacchi giocata sotto il torrido sole di luglio.

Il sindaco offre cene conviviali per rinsaldare la sua squadra, mentre l’opposizione si divide tra coloro che vanno dal Prefetto e chi al Parco Matusa firma la legge della Consigliera regionale Sara Battisti del PD sulla istituzione del servizio di assistenza psicologica primaria.
Eppur si muove. Il rischio per tutti? Che questo attivismo politico, in senso assolutamente trasversale, si riduca a una pedonalizzazione del consenso, dove si cammina tanto ma si decide poco.
E allora, come nel quiz di Canale 5, la domanda resta sospesa: Chi vuole essere maggioranza a Frosinone? E ancora: Chi vuole davvero fare opposizione, e chi invece preferisce solo fare finta?



