La giunta Rocca mantiene l'impegno preso dopo l'allarme lanciato da Fabio De Angelis, presidente della Società Ambiente. Nel collegato al bilancio stanziati quasi 14 milioni per aiutare le amministrazioni locali a coprire i maggiori costi per il servizio di smaltimento dell'immondizia. Forte il segnale politico del Governatore. Nel documento contabile anche un importante provvedimento per evitare il collasso del Consorzio industriale
In gergo tecnico lo chiamano Collegato al Bilancio, ma di fatto è una legge omnibus: cioè un testo che raccoglie provvedimenti molto diversi tra loro, accomunati dal fatto di essere collegati – direttamente o indirettamente – alla manovra finanziaria della Regione. Una consuetudine legislativa che accompagna, da sempre, l’approvazione dei principali documenti contabili del Lazio.
Nel corso delle prossime settimane – già da oggi in Commissione Bilancio e poi in Aula a via della Pisana – i consiglieri regionali saranno impegnati in un vero e proprio tour de force contabile. Sul tavolo, infatti, ci sono atti di grande rilevanza: il Rendiconto generale consolidato Giunta-Consiglio 2024, l’Assestamento del bilancio 2025-2027, l’approvazione del Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2026–2028, e il Rendiconto generale della Regione per l’anno 2024.
Ma il cuore politico della sessione è la Proposta di Legge n. 217 del 27 giugno 2025, meglio nota appunto come Collegato: un testo che contiene “disposizioni finanziarie varie” e modifica, tra le altre cose, l’articolo 9 della legge regionale 19/2022. In particolare, viene aggiornata la norma che riguarda la concessione di un bene regionale alla Fondazione Film Commission di Roma e del Lazio. Un passaggio tecnico, certo, ma con importanti riflessi pratici. E come sempre, sarà questo provvedimento – denso di emendamenti e micro-interventi settoriali – a catalizzare l’attenzione politica.
La Ciociaria in primo piano a partire dai rifiuti
La proposta di legge regionale, 217 porta con sé importanti novità per il territorio della provincia di Frosinone. Quattro articoli, con un impatto diretto su rifiuti, industria e cultura. Vediamo quali sono e che prevedono.

L’articolo 1 stabilisce che la Regione Lazio stanzia 13,8 milioni di euro (4,6 milioni all’anno dal 2025 al 2027) per aiutare i Comuni della provincia di Frosinone a coprire i costi legati alla gestione dei rifiuti. Il contributo è destinato a non mandare in dissesto buona parte dei Comuni Ciociari e non far fallire la Saf, cioè la loro società che si occupa della lavorazione dei rifiuti urbani. Colpa dei ‘conguagli‘ arretrati di diversi anni: negli anni scorsi la Regione ha tardato a stabilire la corretta tariffa di smaltimento e poco alla volta si sono accumulati 14 milioni di arretrati che sono arrivati adesso e tutti insieme da pagare.
Per evitare il collasso, l’assessore regionale Giancarlo Righini ha deciso di anticipare quei soldi ed anno per anno i Comuni gliela restituiranno. Se non lo faranno, la Regione si prenderà i fondi destinati a loro e che passano per le sue mani. (Leggi qui: Rifiuti, salvataggio da 14 milioni: la Regione ci mette la faccia (e i soldi)).
La misura arriva in attesa dell’applicazione del nuovo metodo tariffario MTR-2 dell’ARERA e punta ad evitare che i costi ricadano interamente sui cittadini. La Regione pagherà direttamente la SAF, previa verifica della documentazione e delega di pagamento da parte dei Comuni.
Lo “spiegone” politico-amministrativo

Questo articolo non è altro che l’impegno onorato concretamente dalla Giunta Rocca, in seguito al warning lanciato, qualche tempo fa, dal Presidente della Saf Fabio De Angelis, in primis per evitare il collasso finanziario della società e dei Comuni. Poi per scongiurare responsabilità erariali per gli amministratori SAF, causate dall’insostenibilità dei crediti non riscossi. Infine, per garantire la stabilità del ciclo dei rifiuti e proseguire con l’ammodernamento dell’impianto di Colfelice, in linea con le sfide dell’economia circolare.
È come la storia del cane che si morde la coda. Se la SAF avesse chiesto il pagamento immediato, molti Comuni avrebbero rischiato il dissesto finanziario. Se la Saf non avesse emesso le fatture e chiesto i soldi ai Comuni, la Corte dei Conti avrebbe potuto contestare quell’omissione all’azienda. E poco conta che i debitori (i Comuni) siano tutti soci della società alla quale devono i soldi. La Regione Lazio quindi, con l’approvazione della Legge e dell’articolo 1, consente di anticipare queste somme alla SAF, diventando creditrice verso i Comuni, che potranno diluire il debito nel tempo.

I Comuni rimangono debitori verso la Regione, che potrà recuperare i fondi anche trattenendo contributi futuri se necessario. Questo meccanismo, messo a punto dall’assessore Giancarlo Righini, consente di salvaguardare i bilanci comunali e garantire la continuità del servizio di gestione rifiuti. Soprattutto: lascia il ciclo dei rifiuti della provincia di Frrosinone in mani interamente pubbliche. Non è semplicemente un atto di cortesia o fiducia istituzionale, ma un segnale forte di attenzione, da parte del Presidente della Regione Lazio Rocca, verso i Comuni della Provincia di Frosinone. (Leggi qui: Top e Flop, i protagonisti di venerdì 27 giugno 2025).
Consorzio industriale, evitato il collasso
Il secondo articolo, reca disposizioni relative ai piani di rateizzazione ventennali dei crediti di natura extratributaria nei confronti del Consorzio industriale del Lazio. Di cosa si tratta? Sono crediti che non derivano da tasse o imposte ma da altre fonti di entrata o da rapporti giuridici specifici. Ad esempio Contratti, Risarcimenti, Contributi, Locazioni…
Durante la recente approvazione del Bilancio, il professore Raffaele Trequattrini aveva tracciato un quadro chiarissimo della situazione: il Consorzio Unico è nato dalla fusione dei 5 precedenti consorzi, assumendo i loro crediti ma anche i loro debiti. In particolare c’era un contenzioso che riguardava l’area della bassa Sabina per un terreno industriale sul quale il tribunale ha disposto un risarcimento, c’erano altre situazioni debitorie nel cassinate. E c’erano Comuni che tardavano a pagare le loro quote al Consorzio. (Leggi qui: Industria, visione e numeri: il piano Trequattrini ridisegna il futuro del Lazio).
A cosa serve la norma della regione Lazio? Per evitare pignoramenti sui conti correnti è stabilita la sospensione e il differimento, senza applicazione di sanzioni e interessi, dei pagamenti delle rate in scadenza negli esercizi 2025, 2026 e 2027, concernenti i piani di rateizzazione ventennali dei crediti di natura extratributaria vantati dalla Regione Lazio nei confronti del Consorzio.

Rispettivamente, al primo, al secondo e al terzo anno immediatamente successivi alla data di scadenza dei periodi di rateizzazione. Si tratta di due piani per complessivi euro 685 mila (di cui uno con rata vigente pari a euro 578.947.53, con scadenza nel 2042 e uno di euro 104.359,12, con scadenza al 2043).
Il Consorzio è sotto pressione per pignoramenti che superano i 7,8 milioni di euro, a fronte di debiti stimati in circa 5 milioni. La misura è un salvagente per evitare il blocco operativo e garantire la continuità dei progetti industriali. La Regione interviene per evitare una crisi sistemica. Ma il rinvio dei pagamenti conferma gli interrogativi del commissario Raffaele Trequattrini sulla sostenibilità del modello consortile. Serve una riforma strutturale, peraltro già annunciata dall’assessore Roberta Angelilli e dal Commissario con l’obiettivo di rendere il Consorzio più moderno, digitale e attrattivo.
Cinema ed entrata in vigore
La Fondazione “Film Commission di Roma e del Lazio” riceverà in comodato gratuito per tre anni l’immobile regionale di via Parigi 11, a Roma, da adibire a sede istituzionale. La Regione potrà utilizzare alcuni spazi per attività proprie. Non è previsto alcun impatto sul bilancio regionale. La misura è squisitamente di natura patrimoniale e logistica.

La legge entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio.
La Giunta Rocca, con questa proposta di legge, mostra pragmatismo politico, ma anche una particolare reattività. Anche se le misure intraprese sono si necessarie, ma non risolutive. La vera sfida sarà trasformare questi interventi in politiche strutturali, capaci di rilanciare il territorio in modo duraturo.

















