Frosinone guida il Lazio nella raccolta differenziata: un modello per l’intera regione Latina insegue, Roma frena. Il Report ARPA Lazio 2024 fotografa una regione a due velocità nella gestione dei rifiuti urbani
Nel Lazio si produce meno spazzatura e si ricicla di più. Lo dice l’ultimo Rapporto 2024 pubblicato da ARPA Lazio, “Produzione rifiuti urbani e raccolta differenziata nel Lazio – Dati 2023”. Un documento che racconta cinque anni di progressi, criticità e buone pratiche nella gestione dei rifiuti urbani nel territorio del Lazio. E se c’è una cosa chiara in quei numeri è che Frosinone è la regina indiscussa del riciclo tra i capoluoghi di provincia.
I numeri della svolta

Dal 2019 al 2023, la produzione totale di rifiuti nel Lazio è scesa da 2 milioni e 966mila932 tonnellate a 2 milioni 845mila 272 tonnellate. Una riduzione di 121mila 660 tonnellate che si riflette anche sui dati pro-capite: ogni cittadino del Lazio è passato dal produrre 515,5 kg annui di rifiuti a farne 499,2 kg. Un segnale chiaro che qualcosa sta cambiando nei comportamenti quotidiani.
Sul fronte della raccolta differenziata, la crescita è stata più contenuta ma comunque significativa: dal 51% del 2019 al 55,2% nel 2023. Un passo in avanti, seppure ancora lontano dall’obiettivo nazionale del 65% fissato dal D.lgs. 152/2006.
A brillare, nel panorama regionale è Frosinone, che con il suo 69,5% di raccolta differenziata è l’unico capoluogo di provincia a superare il target normativo. Un risultato che il sindaco Riccardo Mastrangeli rivendica con orgoglio.
Frosinone: un esempio virtuoso, Latina ancora lontana

«Con il 69,5% di raccolta differenziata, la nostra città si conferma l’unico capoluogo di provincia del Lazio a superare il target normativo. È il frutto di un impegno costante dell’amministrazione e, soprattutto, della collaborazione dei cittadini frusinati».
Il vicesindaco e assessore all’ambiente Antonio Scaccia sottolinea:
«Siamo orgogliosi del fatto che i numeri dell’Arpa certifichino l’efficacia del modello Frosinone. Continueremo su questa strada, con il sostegno delle scuole, delle imprese e della cittadinanza attiva».
Più tiepidi i risultati per Latina, che con il suo 57,3% di raccolta differenziata migliora leggermente rispetto al passato ma resta ancora sotto il limite del 65%. Il Comune pontino è chiamato a uno sforzo più deciso, anche alla luce dell’incremento della produzione pro-capite, ancora troppo elevata in alcune zone urbane.
Roma zavorra la regione

Ma è Roma Capitale a condizionare davvero i dati regionali. Con il suo 46,6% è ancora al di sotto della soglia di sufficienza, abbassando di fatto la media dell’intero Lazio. Se si escludesse la Capitale dal calcolo, il Lazio salirebbe al 66,3%, superando il tetto di legge.
«Il peso di Roma Capitale è evidentemente determinante rispetto al risultato regionale – ha spiegato Tommaso Aureli, direttore generale ARPA – Pur con un miglioramento rispetto agli anni precedenti, rappresenta ancora il principale elemento di trascinamento verso il basso».
Più impianti, più dati

Per la prima volta, il Rapporto ARPA 2024 include il 100% dei comuni laziali: 378 su 378, coprendo dunque tutta la popolazione regionale. L’indagine è stata possibile grazie al sistema O.R.So. (Osservatorio Rifiuti Sovraregionale), una piattaforma digitale che dal 2019 raccoglie e uniforma i dati trasmessi dai Comuni.
Il documento dedica una sezione specifica anche agli impianti di trattamento, fornendo dati su compostaggio, termovalorizzazione, discariche e recupero energetico. Un quadro tecnico che aiuta a comprendere dove vanno a finire i rifiuti e con quali modalità si cerca di valorizzarli.
Cosa ci attende

Se i segnali sono incoraggianti, non bisogna abbassare la guardia. Restano nodi irrisolti: le aree interne meno servite, la disomogeneità nei servizi tra province, l’insufficienza di impianti di trattamento nelle zone meridionali del Lazio.
La Regione Lazio ha annunciato che nel 2026 verranno potenziate le politiche sulla tariffa puntuale, un sistema che premia chi differenzia di più, incidendo direttamente sul costo della tassa rifiuti.
«Aumentare la raccolta differenziata e ridurre la tassa sui rifiuti significa unire ambiente, giustizia sociale e qualità della vita – ha detto ancora il sindaco Mastrangeli – È un obiettivo che possiamo raggiungere solo insieme, ciascuno facendo la propria parte».
Il Lazio, nel suo complesso, migliora. Ma Frosinone vola. Latina ci prova. Roma frena. La sfida per una gestione moderna, sostenibile ed efficiente dei rifiuti è ancora tutta da giocare. Ma ora almeno il campo è ben tracciato e le regole sono chiare. E se il buon esempio viene dal basso, è dai capoluoghi più virtuosi che dovrà partire l’ondata del cambiamento.
(Foto di copertina © DepositPhotos.com).



