I consiglieri Cirillo, Scaccia, Martino e Petricca attaccano duramente l'Amministrazione sulla gestione del servizio della nettezza urbana. Snocciolati numeri, disservizi e perplessità. Alto il tasso di evasione tra le attività economiche, mentre per i cittadini aumenta la tariffa. Dal punto di vista politico è sempre più evidente come l'alleanza tra i due gruppi sia strutturale e proiettata alle prossime elezioni comunali. A questo punto improbabile che gli azzurri possano rientrare nel centrodestra
Quando in contesti umani, le cose si ripetono con cadenza ciclica, spesso c’è un progetto. Ed il progetto chiaro, che accompagna l’azione dei consiglieri comunali Pasquale Cirillo e Maurizio Scaccia (FI) da una parte, e Teresa Petricca e Giovanbattista Martino (Gruppo FutuRa) dall’altra, nei confronti dell’amministrazione del sndaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli, è quella di un opposizione unitaria, strutturata, continua, coordinata e su varie tematiche.
Riflettori puntati sul servizio rifiuti
Oggi i Consiglieri di FutuRa e Forza Italia accendono i riflettori sulla gestione del servizio rifiuti del Comune ”perché è l’appalto più oneroso per il bilancio comunale, sia perché i cittadini finanziano direttamente il servizio attraverso la TARI”. Da qui la richiesta di una gestione“oculata, trasparente ed equa”.
FutuRa e Forza Italia mettono in fila i numeri. E i numeri, in politica, quando sono semplici, fanno male.

“Nonostante il miglioramento della percentuale di raccolta differenziata e la riduzione della quantità complessiva di rifiuti prodotti – evidenziano i consiglieri comunali-, Frosinone ha registrato, contrariamente a ogni logica, un aumento della Tassa Rifiuti. Ancora più sorprendente è l’incremento del 3,6%, superiore alla media regionale dell’1,8% registrata nelle altre province, complessivamente meno virtuose sia nella differenziazione sia nella produzione dei rifiuti”
La raccolta differenziata migliora. I rifiuti diminuiscono. Eppure la TARI aumenta. Più della media regionale. Come si spiega? Non è solo una contraddizione. È un argomento politico. Perché dentro quella forbice si inserisce il vero punto: 3,7 milioni di euro di morosità, concentrati in larga parte tra le utenze non domestiche. Aziende, attività, soggetti economici. Non i cittadini. Tradotto: chi produce di più e paga meno, pesa su chi paga sempre.
Numeri inquietanti e anomalie nell’appalto

Cirillo, Scaccia, Petricca e Martino citano dati ottenuti dagli uffici, ma solo dopo solleciti e resistenze. “Una circostanza che, di per sé, solleva interrogativi sulla trasparenza e sulla piena disponibilità dei dati”. I numeri dicono che tra il 2014 e il 2022 si registrano morosità per circa 3,7 milioni di euro, di cui: il 76% attribuito a società e attività economiche ed il 24% a privati cittadini Per le posizioni sopra i 5.000 euro, il peso delle aziende sale addirittura al 90%. Non solo.
I due gruppi puntano il dito anche su: ritardi e anomalie nell’affidamento dell’appalto alla Super Eco; l’avvio del servizio prima della firma del contratto la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato atti della gara. “Emergono anche zone d’ombra nei percorsi amministrativi, lacune informative e incongruenze nella comunicazione tra i diversi attori istituzionali – assessori, consiglieri, dirigenti e tecnici – spesso incompleta, talvolta contraddittoria e non sempre funzionale alla chiarezza”.

“Nel conferimento del servizio si sono verificate situazioni critiche e, per certi versi, anomale – prosegue l’analisi di Futura e FI -: le lungaggini nell’affidamento dell’incarico alla Super Eco, ditta vincitrice dell’appalto; il coinvolgimento della società in vicende giudiziarie riportate dagli organi di stampa; il ritardo nella firma del contratto, nonostante l’avvio del servizio otto mesi prima; infine, la sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso per irregolarità nella gara”.
E sottolineano il fallimento della richiesta di una commissione d’indagine, mai istituita per mancanza di firme.
La chiave politica
La politica dice che l’asse tra Forza Italia e FutuRa non è più occasionale. È continuo. È coerente. È riconoscibile. Non è più opposizione “a tema”. È una linea. E quando una linea si consolida, produce conseguenze.
La prima: questa collaborazione tra FI/FutuRa sembra possa avere una evoluzione, in qualcosa di ancor più organico e strutturale, alle prossime elezioni comunali.

La seconda: non è più fantapolitica immaginare che, tra qualche tempo, i consiglieri Giovambattista Martino e Teresa Petricca possano aderire ufficialmente a Forza Italia e concorrere tra 15 mesi con la lista azzurra.
La terza – ed è quella che probabilmente pesa di più. Mentre Forza Italia costruisce oggi, giorno dopo giorno, un’opposizione sistematica, diventa sempre più complicato immaginareun sostegno azzurro alla ricandidatura di Riccardo Mastrangeli tra qualche mese.
Non è una questione di alleanze. È una questione di coerenza. Si può criticare un sindaco, un giorno sì e l’altro pure, su atti, numeri, metodo, e soprattutto trasparenza, e poi presentarsi agli elettori insieme? E’ vero che la politica è l’arte del possibile. Ma ci sono operazioni che, più che possibili, diventano incomprensibili, per gli elettori.
Il silenzio di Fazzone

In tutto questo, c’è un dato che pesa almeno quanto i numeri della TARI. Il silenzio. Quello del coordinatore regionale di Forza Italia, il Senatore Claudio Fazzone, sulla “questione Frosinone”. Un silenzio lungo tre anni. Mai interrotto. E in politica, il silenzio non è mai neutro.
Significa che per lui ed il Partito va bene così. Che Forza Italia può stare dalla parte opposta di dove sta, e starà, Mastrangeli. Che non c’è alcuna volontà di ricucire e di ripristinare il perimetro del centrodestra nazionale e regionale. La sensazione è che FI/ FutuRa stiano costruendo, sapientemente, pezzo dopo pezzo, qualcosa che somiglia, sempre meno a un’opposizione, e sempre più a un’alternativa.



