Rinnovamento rompe con Sordo: “Si dimetta, troppi personalismi”

Ad Anagni nuova tappa dello scontro interno al PD. La minoranza replica duramente all'intervista del Segretario. In una nota l'attacco: "Partito paralizzato, assente sui temi caldi e nemico dei civici. I vertici sono l'inciampo alla costruzione di un'alternativa al centrodestra"

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Una maggioranza ed una minoranza: dal primo momento il Partito Democratico di Anagni è stato così, esattamente come lo ha plasmato il Congresso. Con un gruppo dirigente espressione della maggioranza guidata dal Segretario Francesco Sordo. E con una minoranza interna, più massimalista, che fa riferimento all’area Rinnovamento guidata da Angela Manunza. Il dialogo finora è risultato impossibile: troppo distanti le due anime Dem. A pochi giorni della fine del 2025 si registra la definitiva implosione.

Ad innescarla è un intervento di Rinnovamento. È arrivato poche ore dopo l’intervista del Segretario cittadino Francesco Sordo, che ha scoperchiato apertamente la pentola a pressione nella quale le due anime Pd finora hanno convissuto. (Leggi qui Non c’è peggior… Sordo di chi non vuol sentire: il segretario alza la voce)

Rinnovamento accusa il Segretario di gestione personalistica e di essere la vera pietra d’inciampo alla costruzione di un’alternativa di centrosinistra in città.

I principi del PD inconciliabili con il segretario

La sedel PD di Anagni

Gli esponenti di  “Rinnovamento” non hanno usato mezzi termini, sostenendo l’inconciliabilità della linea seguita dal Segretario con i principi del Partito Democratico.“La componente ‘Rinnovamento tesserati PD di fronte alle ultime affermazioni di Sordo non può rimanere indifferente”, hanno scritto gli esponenti di minoranza. Sottolineando che “quei pochi che ad Anagni credono ancora al PD debbono sapere che, per noi, l’attuale Segretario non rappresenta più il Partito Democratico”.

Il punto di partenza della polemica è stato un passaggio dell’intervista di Sordo, immediatamente ribaltato dagli oppositori con un’ironia tagliente. Il Segretario aveva auspicato un clima di maggiore collegialità dicendo:“Bisogna mettere da parte l’egocentrismo e smettere di ambire a contare internamente”. Ebbene “Rinnovamento” ha replicato che l’esatto contrario è la cifra politica del Segretario: “L’egocentrismo è stato praticato proprio da Sordo fin dalla sua elezione mettendo in un angolo la minoranza interna al Partito”.

“Partito paralizzato, assente sui temi caldi”

Elly Schlein

La minoranza cittadina ha evocato il modello nazionale di Elly Schlein, che ha nominato Stefano Bonaccini (esponente della minoranza) presidente del Partito, per sottolineare il contrasto con una gestione definita autocratica. Sordo, hanno rinfacciato, “senza dire niente a nessuno ha sciolto la Segreteria del Partito, i cui membri ne sono venuti a conoscenza solo attraverso i giornali

Una tattica a cui ha fatto seguito la totale assenza di azione politica sui dossier cruciali che toccano il futuro di Anagni. “Rinnovamento” ha lamentato la paralisi del Partito che, a loro dire, ha disertato il dibattito pubblico sui temi caldi della città.

“Sono circa 8 mesi che il Direttivo non si riunisce”, hanno precisato gli esponenti della corrente. Aggiungendo che “temi importanti sui quali discutere ce ne sono stati, come il polo logistico di Cangiano a San Bartolomeo, la destinazione della ex polveriera, l’aumento della Tari”.  Temi di fronte ai quali il Partito cosa ha fatto? Cosa ha proposto?

“Sordo non ha rispettato gli impegni”

I componenti di Rinnovamento non si sono limitati al presente ma hanno scavato nel passato di Sordo, elencando mosse politiche controverse che minerebbero ogni credibilità nella ricerca di una unità di centrosinistra. Le accuse più pesanti a Sordo hanno riguardato il disconoscimento degli accordi presi e l’ostilità verso forze civiche, con l’accusa di aver minato la stessa opposizione.

Luca Santovincenzo

“Chi accusa oggi Luca Santovincenzo di voler fare a meno dei Partiti è colui che ha tradito gli accordi sottoscritti dal PD con la coalizione LiberAnagni rinnegando un consigliere comunale eletto anche dal PD”, hanno ribadito. E ancora: “Sempre costui è colui che pugnalò alle spalle il nostro sindaco Fausto Bassetta”.

L’atto di accusa è culminato ricordando il sostegno a un candidato avversario, visto che Sordo“ancora nelle ultime elezioni amministrative ha sostenuto Cardinali, uomo di destra, contro il candidato del PD.

“Sordo, ostacolo all’unità del centrosinistra”

Un’accusa durissima, con un finale ancora più duro. Per Rinnovamento è proprio Sordo l’ostacolo principale alla ricostruzione del centrosinistra cittadino: “E’ lui soltanto la pietra d’inciampo che impedisce ad Anagni, di creare una vera coalizione con tutte le forze sane di centrosinistra comprese le forze civiche”.

Angela Manunza

Di qui la richiesta, di fatto, delle sue dimissioni: “Chiediamo, quindi, che faccia ammenda dei suoi errori e si faccia da parte per rinnovare nelle persone e nei comportamenti un Partito come il PD che merita ben altro. Ne va del futuro di Anagni e dei suoi abitanti”.

Non una critica interna ma un vero e proprio atto di guerra. Che ha sancito l’esistenza di due PD, ormai dichiaratamente ostili, ad Anagni, rendendo la ricerca dell’unità un miraggio lontano.