Rivoluzione nel Pd Lazio: tregua fatta, ora si marcia uniti (quasi)

Leodori e Mancini chiudono la partita delle correnti con una Segreteria più larga e più forte. La Penna vice, Pompeo e lo stesso Mancini entrano in squadra. Si riparte compatti verso Roma 2026 e le Regionali. Unica eccezione: Frosinone, dove la resa dei conti è solo questione di tempo.

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Il Partito Democratico del Lazio si prepara a voltare pagina: non con uno strappo, bensì con un ricucito d’autore. E ad orchestrarlo è il Segretario regionale Daniele Leodori con l’uomo forte del Pd romano Claudio Mancini. Da tempo lavorano con l’ago in mano ed una pazienza da monaci certosini.

Rivoluzione in Segreteria

Entro i primi dieci giorni di settembre si riunirà a Roma la Direzione Regionale del Partito. All’ordine del giorno ci sarà l’aggiornamento della Segreteria e non sarà una banale girandola di poltrone. Sarà una svolta: la messa a terra di una nuova impalcatura e di un ritrovato equilibrio. In base al quale a diventare vice segretario regionale sarà Claudio La Penna, consigliere regionale di Latina e figura storica della componente di Claudio Mancini (Rete Democratica).

Daniele Leodori

Il Segretario Daniele Leodori ha giocato una carta che solo i leader sicuri della loro stabilità possono permettersi: ha chiesto a Claudio Mancini, l’uomo della componente avversaria, di entrare in Segreteria. Dettaglio da non sottovalutare, perché certifica non solo l’intenzione, ma la volontà vera di costruire una squadra forte, plurale, competitiva.

E non finisce qui. In Segreteria farà ingresso anche l’ex presidente della provincia di Frosinone Antonio Pompeo con la componente Energia Popolare. Una figura solida, istituzionale, che da tempo lavora per costruire ponti più che per scavare fossati. Anche questa è una mossa chirurgica e “ben posizionata”.

Il messaggio dal Lazio

Claudio Mancini (Foto: Paola Onofri © Imagoeconomica)

Il messaggio che arriva dal Pd del Lazio dunque è netto: si va verso una nuova fase, non solo per affrontare le Comunali di Roma (2026) ma anche in vista delle prossime Regionali, laddove il centrosinistra ha bisogno di arrivare unito e credibile. Perché le ultime elezioni, dicono i fatti, le ha perse più per i veti e le faide interne che per la forza dell’avversario.

È un segnale potente che si accende anche in direzione di tutto il polo progressista: dal Movimento 5 Stelle ad Alleanza Verdi Sinistra e tutte le declinazioni di quello che è stato il Campo Largo. Una Segreteria unitaria che vede insieme tutti i big: da Daniele Leodori (Segretario) a Francesco De Angelis (Presidente), da Claudio Mancini (in Segreteria) ad Antonio Pompeo.

Il che è un telegramma anche per il Pd Nazionale: nel Lazio sono stati capaci da soli di ricostruire l’equilibrio mettendo a terra una struttura solida, coesa, unitaria. Capace di autodeterminarsi per vincere. Difficile, in questo contesto, che a qualcuno possa venire in mente di mandare tutto all’aria per imporre scelte dall’alto.

La nota stonata di Frosinone

Sara Battisti ed Antonio Pompeo

Non tutto però funziona come da manuale. A Frosinone, la pace interna è ancora un miraggio. È l’unica federazione dove la frattura tra Area Dem e Rete Democratica – Energia Popolare è ancora aperta e in certi momenti pare quasi irrigidirsi anziché sciogliersi.

Si andrà alla conta. Dopo un anno esatto di caos che ha fatto saltare il rinnovo del gruppo dirigente, la prima settimana di settembre prenderà il via la campagna di tesseramento. Servirà a rinnovare le adesioni 2024 e lanciare quelle del 2025: primo passo per la ricostruzione della base elettorale ed arrivare alla scelta del Segretario Provinciale.

I due candidarti alla Segreteria

Il deputato Federico Gianassi, commissario nazionale che è riuscito a portare la Federazione fuori dal pantano, parla con l’ottimismo di chi vede la luce in fondo al tunnel: «Siamo finalmente al via dopo l’importante lavoro di questi mesi. Le regole sono condivise, il percorso sarà ordinato. Il Pd di Frosinone si rilancerà da protagonista». Difficile non leggerci un messaggio alla classe dirigente locale: ricomporre è possibile ma serve generosità politica, e magari anche un pizzico di sano realismo. Il Lazio, oggi, mostra di saperlo fare. Ora bisognerà vedere chi la spunterà tra il Segretario uscente Luca Fantini (Rete Democratica – Energia Popolare) e lo sfidante Achille Migliorelli (Area Dem).

La lezione

Il Pd del Lazio, con questa operazione, dice che non sempre serve il centralismo democratico per tenere insieme il Partito. A volte basta un buon artigiano della mediazione. E soprattutto, il coraggio di sedersi tutti allo stesso tavolo.