Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca chiude pubblicamente le voci di rimpasto nella Giunta regionale e conferma la fiducia agli assessori leghisti Pasquale Ciacciarelli e Simona Baldassarre. La rassicurazione arriva durante un incontro con i sindaci del territorio, dopo la domanda posta dal sindaco di Arce Gino Germani.
A lanciare il sasso nello stagno è stato il sindaco Gino Germani di Arce. Ha rivolto al Governatore del Lazio Francesco Rocca la domanda che molti amministratori ciociari avrebbero voluto fare ma non avevano fatto. L’ha fatto oggi davanti a tutti, in un incontro con i sindaci del territorio: l’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli resterà in Giunta? La risposta del presidente non ha lasciato spazio a interpretazioni. «Io non revoco i miei assessori». Fine della discussione.
Le voci su un rimpasto di Giunta che avrebbe sostituito gli assessori leghisti Pasquale Ciacciarelli e Simona Baldassarre circolavano da settimane. Erano nate da una riunione del Direttivo Regionale del Partito: nel quale i vertici del Carroccio avevano ipotizzato quell’avvicendamento per inserire nell’esecutivo regionale due assessori romani, in vista delle elezioni nella Capitale.
Francesco Rocca ha chiuso quelle voci con una frase sola e con i due assessori presenti in sala: «Sono molto soddisfatto del lavoro di entrambi».
Rocca blinda Ciacciarelli e Baldassarre

Pasquale Ciacciarelli è assessore alle Politiche Abitative e Simona Baldassarre, assessora alle Politiche Giovanili e della Famiglia. Entrambi “hanno tutta la mia stima. Su un rimpasto di Giunta io ho l’ultima parola fino a un certo punto perché esiste un ragionamento politico interno alla Lega. Ma la premessa che mi sono sentito di fare alla Lega è che io non revoco i miei assessori, perché sono molto soddisfatto del lavoro di entrambi“.
Significa che la Lega ha informato il presidente Rocca sull’ipotesi di sostituire i due assessori. E che il Presidente ha risposto che se lo volevano fare se ne assumessero loro la responsabilità politica: perché per lui l’operato di entrambi era assolutamente soddisfacente.
È una distinzione che conta. Difendere un assessore sotto pressione è un atto di fedeltà. Confermarlo perché si è soddisfatti del suo lavoro è un atto di valutazione. Rocca ha fatto una valutazione a viso aperto, davanti ai sindaci che avevano chiesto rassicurazioni, davanti agli stessi interessati seduti in sala, davanti alla Lega che stava valutando mosse diverse.
La lealtà di Ciacciarelli

Ciacciarelli nei mesi scorsi aveva messo in chiaro che se glielo chiedeva il Partito lui era pronto a rassegnare le dimissioni. Ma – aveva messo in chiaro – se fosse dipeso da lui la risposta sarebbe stata no: perché dietro a quell’assessorato ci sono gli oltre 14mila voti personali espressi alle scorse regionali, scrivendo il suo nome sulla lista.
La dichiarazione di Rocca è la conferma pubblica, esplicita e senza condizioni, che il lavoro è stato riconosciuto da chi conta.
Ciacciarelli sposta l’attenzione sul tema del giorno. “È stato un importante momento di confronto con tutti gli amministratori locali del Lazio sulle principali attività svolte dalla Giunta regionale nel corso di questi primi tre anni di governo. L’amministrazione Rocca ha più volte dimostrato la volontà di cambiare approccio con i Comuni del Lazio, avviando un’attività di costante dialogo sulle principali decisioni assunte e sulle azioni di maggior impatto sul territorio che abbiamo inteso avviare”.
Il sindaco di Arce aveva chiesto rassicurazioni. Le ha ottenute. E la Ciociaria ha ascoltato.



