Il presidente della Regione guadagna lo 0,9% in una settimana: il balzo più netto dell'intera classifica. E sale al settimo posto con il 60,1% di gradimento. Il direttore di Lab21 indica la causa: l'accelerazione sulla sanità territoriale. Non le emozioni del momento, i fatti
Zero virgola nove. Tutto in una settimana. In una classifica dove i movimenti si misurano in decimali e le posizioni si tengono per mesi, è un balzo. Francesco Rocca è il governatore che cresce di più in Italia nell’ultima rilevazione di Lab21 per Affaritaliani. Aggancia il settimo posto con il 60,1%, due posizioni guadagnate in sette giorni. Il professor Roberto Baldassari, direttore scientifico della ricerca, lo chiama «il caso più significativo» della rilevazione. E spiega subito che alla base di quel balzo c’è la sanità territoriale. Contano le opere. I sondaggi sui governatori di solito premiano la stabilità: chi è in cima ci resta, chi è in fondo fatica a risalire. La rilevazione settimanale di Lab21 pubblicata oggi è un’eccezione.
La classifica è dominata da Governatori solidi e consolidati: Alberto Stefani in testa con il 62,7% in Veneto, Antonio Decaro secondo con il 62,4% in Puglia, Massimiliano Fedriga terzo con il 61,8% in Friuli-Venezia Giulia. Francesco Rocca è l’unico che si muove in modo rilevante verso l’alto. E lo fa in una settimana in cui la politica nazionale era dominata da altri temi.
Perché cresce: la risposta dei dati

Il professor Baldassari mette in guardia dall’interpretazione più comoda. L’incremento di Rocca, analizza, «non si spiega con la sola onda emotiva legata alla causa Lazio-tifoseria», ma «soprattutto con l’impegno e l’accelerazione sulla sanità territoriale, terreno su cui i cittadini valutano da sempre l’amministrazione regionale».
L’«onda emotiva» cui si riferisce Baldassari ha un nome preciso: il 3 luglio scorso Rocca aveva scelto di scendere in piazza tra i tifosi della Lazio che manifestavano contro il presidente Claudio Lotito: sciarpa biancoceleste al collo, nessun palco, nessun protocollo. Una presenza fisica in mezzo alla gente. E in mezzo a una comunità che con Lotito condivide l’appartenenza alla stessa area politica. Quel giorno Rocca aveva rotto uno schema consolidato: per la prima volta un presidente di Regione riconosceva una piazza sportiva come fenomeno sociale degno di ascolto istituzionale. Il gesto aveva avuto eco nazionale. E probabilmente ha lasciato una traccia nel gradimento: ma secondo Baldassari, una traccia meno profonda di quella lasciata dai nastri tagliati negli ospedali. (Leggi qui: Rocca rompe i vecchi schemi: in piazza con il suo popolo).

È una lettura che collega il sondaggio alle notizie di questi giorni con una coerenza difficile da ignorare. Lunedì scorso, mentre Rocca tagliava i nastri ad Alatri e Pontecorvo (Ospedale di Comunità, prima risonanza magnetica della storia del San Benedetto, Casa della Comunità per 112mila residenti) il monitoraggio di Lab21 stava registrando gli effetti di settimane di inaugurazioni sanitarie in tutte le province del Lazio. Solo in Ciociaria: prima lo Spaziani con il nuovo Pronto Soccorso, poi Anagni con la Casa della Comunità, poi Alatri e Pontecorvo. E la stessa cosa in tutte le Asl di tutta la Regione.

Sullo sfondo, la parifica della Corte dei Conti al bilancio regionale 2025, senza rilievi sostanziali, per la prima volta in quindici o vent’anni. Grazie al lavoro svolto con l’assessore regionale Giancarlo Righini. (Leggi qui: La Corte parifica il bilancio del Lazio: senza correzioni, senza penne rosse né blu).
I sondaggi di solito misurano le emozioni del momento. Quando invece misurano le opere, il meccanismo è più lento ma più solido. E Baldassari dice esplicitamente che è questo il caso.
Il contesto nazionale
Il monitoraggio non si limita ai governatori. Sul fronte delle intenzioni di voto nazionali, Fratelli d’Italia si conferma primo partito con il 29,7%. Gli alleati crescono leggermente: Forza Italia al 6,7% (+0,2), Lega al 5,3% (+0,1). Ma il centrodestra nel complesso scende al 42,5% (-0,1%), mentre il campo largo sale al 44,1% (+0,3%), con un vantaggio sulla coalizione di governo di 1,6 punti.

Il dato più interessante tra i movimenti minori è la crescita di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci al 6,5%, che supera sia Lega che Forza Italia. Un segnale da tenere sotto osservazione in un sistema politico che continua a premiare le aggregazioni nuove rispetto ai partiti tradizionali della coalizione.
Tra i governatori, chi arretra in modo più marcato è Michele De Pascale in Emilia-Romagna, che perde tre posizioni e scende al nono posto con il 59,7% (-0,6%). Calano anche Stefania Proietti in Umbria e Alessandra Todde in Sardegna. Tra chi sale, Roberto Occhiuto in Calabria guadagna tre posizioni e raggiunge l’undicesimo posto con il 56,4% (+0,6).
La posizione del Lazio

Dalla Regione Lazio arriva la nota standard: Rocca «non guarda ai sondaggi e resta concentrato sull’attività di governo». Il risultato viene «accolto con soddisfazione», ma l’obiettivo dichiarato è «migliorare ancora».
Un governatore al 60,1% con il margine di crescita più alto della settimana ha tutto l’interesse a non fermarsi a celebrare. I sondaggi di luglio, come insegna la storia della politica italiana, non decidono le elezioni. Decidono il calendario: chi è in crescita ha ragione di accelerare, chi è in calo ha ragione di fermarsi a capire perché.
Per Rocca, la risposta che i dati sembrano suggerire è già chiara: continuare a fare quello che sta facendo. Aprire ospedali, tagliare nastri, firmare delibere. La Sanità territoriale premia. Il Lazio lo sta imparando — e i cittadini, a quanto pare, anche.



