Rocca vs Fazzone, il confronto ci sarà il 2 luglio

Il vertice tra il Governatore del Lazio ed il Coordinatore regionale di Forza Italia è stato fissato. Ma nessuno sa se è per un chiarimento o per una rottura definitiva. La guerra a macchia di leopardo. E la benedizione di Marina Berlusconi.

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

L’appuntamento è fissato in agenda: il Governatore del Lazio Francesco Rocca ed il Coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone si vedranno il 2 luglio. Se per arrivare ad un chiarimento oppure ad una rottura al momento nessuno lo sa. Forse nemmeno loro. Perché diventa sempre più chiaro che quanto sta accadendo nel Lazio non è una battaglia di retrovia ma è solo un pezzo di uno scontro nel centrodestra che ha dimensione e valenza nazionali.

Il pretesto della Giunta

Francesco Rocca con la sua Giunta (Foto: Andrea Panegrossi © Imagoeconomica)

Il riequilibrio della Giunta regionale è solo uno dei tanti fronti aperti: il più grosso ed il più evidente. Lo scontro nasce perché nell’ultimo anno il senatore Claudio Fazzone ha pressoché raddoppiato i voti sui quali Forza Italia può contare nell’Aula della Regione. Infatti ha imbarcato due Consiglieri regionali eletti nel Movimento 5 Stelle e due eletti nella Lega: l’ex capogruppo del Carroccio ed il vicepresidente del Consiglio regionale. Va da se che al tempo stesso la Lega è stata svuotata rimanendo con un solo Consigliere.

È per questo che reclama un riequilibrio della Giunta: dispone di 8 Consiglieri in Aula ed ha solo 2 assessori, esattamente come la Lega che però di Consiglieri ne ha appena 1. Il Governatore Francesco Rocca finora ha nicchiato: non è entusiasta della situazione, dice che se passa questo principio allora chi non è contento si sposta in un altro Gruppo imponendo il riequilibrio, con il rischio di non governare più e trascorrere il tempo solo a puntellare la Giunta. Ma la realtà è un’altra: Rocca e Fazzone la conoscono benissimo.

La realtà è che Fratelli d’Italia (tramite Rocca) intende arginare la crescita di Forza Italia che anziché dissolversi alla scomparsa del suo fondatore Silvio Berlusconi ha iniziato a crescere, consolidarsi, attrarre elettori.

La guerra a macchia di leopardo

Riccardo Mastrangeli (Foto © Stefano Strani)

Il braccio di ferro in Regione Lazio è solo un pezzo del confronto. Lo scenario diventa più chiaro se si allarga lo sguardo. A Frosinone il Gruppo consiliare di Forza Italia da settimane sta logorando il sindaco Riccardo Mastrangeli (civico ma di indicazione leghista), arrivando ad aprire un crisi. E nel confronto avvenuto nelle ore scorse il Partito ha confermato il pieno e totale appoggio ai suoi Consiglieri: reclamando un azzeramento della Giunta. Richiesta semplicemente irricevibile. (Leggi qui: La mossa del cavallo di Forza Italia).

Ampliando l’orizzonte poi si vede che alle Comunali di Veroli Forza Italia non è andata con il resto del Centrodestra: è stata l’unico Partito ad esporre il proprio simbolo. Stessa strategia è stata adottata alle Comunali di Civitavecchia: una scelta determinante per far perdere il sindaco leghista della città ed aprire le porte del municipio ad un sindaco di area Progressista. (Leggi qui: Ballottaggi, nei Comuni il Pd ne prende 3 su 3).

E ancora. A Latina si è consumata la più dolorosa delle lacerazioni: sulla nuova governance di Acqualatina Forza Italia è andata in una direzione, Lega e Fratelli d’Italia in un’altra, escludendo gli azzurri dai nuovi vertici. Il che ha legittimato la rappresaglia in Provincia di Latina: dove FdI e Lega sono in opposizione. I colpi sferrati dai palchi durante la campagna elettorale per le Europee sono stati inferti impugnando la sciabola e non il fioretto. (Leggi qui: Come si legge la vendetta di Fazzone che porta FdI all’opposizione. Leggi anche I nervi di Fazzone e piazza del Popolo trema. E pure Top e Flop, i protagonisti di venerdì 17 maggio 2024).

Il Consiglio per misurare

Pasquale Cirillo con Claudio Fazzone e Rossella Chiusaroli

Nei giorni scorsi Forza Italia ha tentato di bloccare i lavori del Consiglio regionale del Lazio. Il Capogruppo aveva detto no alla riunione dell’Aula: proprio per testimoniare il disappunto sul mancato rimpasto. Una sfida alla quale il governatore Francesco Rocca non si è sottratto. Ha imposto la seduta con un evidente pretesto ed ha riunito nelle ore scorse il Consiglio. (Leggi qui: Rocca ‘vede’ la sfida di Forza Italia: convocato il Consiglio).

Come ampiamente anticipato, la seduta è stata un pretesto. Con il quale vedere fino a che punto si sarebbe spinta Forza Italia. In Aula, buona parte delle interrogazioni oggi sono state ritirate: riguardavano temi di sei mesi fa. E Forza Italia? S’è presentata con metà della sua forza: solo quattro consiglieri. Tanto per far capire che nel momento in cui si discuterà di cose serie potrebbe esserci da ballare.

L’appuntamento del 2 luglio sarà fondamentale per capire la vera entità della partita. Francesco Rocca tenterà di opporsi al rimpasto e salvare l’assessore all’Urbanistica Pasquale Ciacciarelli. Che Claudio Fazzone gradirebbe vedere politicamente arrostito e servito su un piatto d’argento. Proporrà un cambio allo Statuto e l’introduzione di 4 Sottosegretari regionali, un po’ come già avviene in Lombardia. A Claudio Fazzone difficilmente basterà: rischia di volerci un anno.

Ma soprattutto si capirà quanto la sua partita è solo laziale e quanto è nazionale.

Le mascelle di Marina

Marina Berlusconi (Foto: Giuliano Del Gatto © Imagoeconomica)

Marina Berlusconi sembra sempre di più sulle orme del padre Silvio. Non si sa se scenderà in politica ma è chiaro che la stia facendo. Così come fu chiaro il giorno in cui al Governo venne in mente di tassare gli extra profitti delle banche: colpendo non poco gli interessi berlusconiani. Marina fece in modo che il provvedimento venisse rivisto nella sua attuale versione all’acqua di rose.

Un segnale dirompente lo ha dato nelle ore scorse con la sua intervista al Corriere della Sera. Dalle colonne del quotidiano milanese ha attaccato sulla linea di galleggiamento il Governo. Lo ha fatto su temi che oggi sono molto sentiti, come hanno dimostrato i numeri del Pd alle scorse Europee. Ad esempio, sui diritti Lgbtq+ ha detto di sentirsi “più in sintonia con la sinistra.

Un modo chiaro per dire a Giorgia Meloni che Forza Italia non è lo zerbino di Fratelli d’Italia. Marina Berlusconi reclama una posizione molto più in sintonia con la visione di papà Silvio: pretende un Partito moderato, centrista, inclusivo, liberale. Poco a che vedere con Giorgia Meloni.

E la battaglia a macchia di leopardo che il senatore Claudio Fazzone sta combattendo da mesi con gli anfibi sul terreno va esattamente in questa direzione.