La retromarcia del Tar sul caso Mad: bloccate per errore tutte le attività della discarica di Roccasecca, compresi i sistemi di sicurezza ambientale. I giudici chiariscono: nessuna urgenza, nessun nuovo scavo in corso. Il V Invaso era già scavato. Ora l’AIA torna pienamente in vigore. Prossima udienza fissata per il 10 settembre.
Nemmeno 48 ore. Il Tribunale Amministrativo Regionale di Latina mette i motori su Indietro tutta al provvedimento che aveva sospeso le Autorizzazioni Ambientali alla discarica Mad di Roccasecca. Di fatto, bloccando ogni attività nell’impianto: compresi i controlli costanti sugli impianti del gas, sul biodigestore agricolo, sulla gestione del percolato evitando che rischiasse di avvelenare i terreni. Ma non è questo il motivo della decisione adottata questa sera dal Tar.
I giudici hanno smontato l’intera impalcatura sulla quale era stata costruita la sospensiva dell’Autorizzazione. Dicendo che emerge “la insussistenza di una situazione di estrema gravita ed urgenza”. (Leggi qui: L’autobus impazzito della Mad: frenato il biodigestore, ma nessuno al volante).
I motivi della retromarcia
Il Tar scrive questa sera che aveva bloccato tutto nella convinzione che a Roccasecca si stesse cominciando a scavare il V invaso della discarica. E che quei lavori avrebbero putoto compromettere in maniera irreparabile lo stato dei luoghi. Quindi aveva sospeso tutte le autorizzazioni.
Mad ne aveva preso atto e comunicato che sospendeva ogni attività Il Tar apprende così che la “improvvisa sospensione del titolo AIA determina il fermo delle attività di gestione post-mortem dell’intera discarica di Roccasecca, che non possono essere svolte senza quell’Autorizzazione. Infatti il titolo è unico per l’intera discarica e prevede anche, ma non solo, la realizzazione e la messa in esercizio del nuovo Bacino 5”. In pratica, il Tar pensava di fermare solo i nuovi lavori. Invece aveva fermato tutto, innescando un potenziale rischio connesso allo stop delle attività “da svolgersi quotidianamente, quali la gestione del biogas prodotto dai bacini esauriti, la gestione e l’allontanamento del percolato parimenti prodotto e la gestione dell’impianto biodigestore“.
Soprattutto c’è un’altra cosa che il Tar non sapeva. E non emergeva dal modo in cui le cose gli erano state rappresentate. E cioè: a Roccasecca non c’è alcun avvio dei lavori per realizzare il V Invaso della discarica. Quello scavo è già fatto ed ultimato.
Il V Invaso già c’è
Dagli approfondimenti è risultato che “i lavori di realizzazione del Bacino 5 sono iniziati nel dicembre 2020, dopo il rilascio della AIA, e non a cinque anni di distanza dal rilascio dei titoli. Sono stati sospesi volontariamente nel marzo 2021 a fronte dei contenziosi pendenti avverso i titoli autorizzativi, e che sono stati ripresi recentemente e che sono ormai quasi conclusi”. Fa una bella differenza: se i lavori non cominciano entro 5 anni dal rilascio l’autorizzazione decade. Qui invece erano iniziati e poi sospesi a causa della necessità di chiarire un contenzioso.,
Inoltre, scrive il Tar, “lo scavo per la realizzazione del Bacino 5 è quasi ultimato e pertanto non può essere fonte di danni irreparabili per la collettività civica di Roccasecca.” I danni irreversibili potrebbero determinarsi “soltanto con l’inizio del conferimento dei rifiuti nel Bacino 5. Ma tale condizione è di là dal venire”. Cioè: lo scavo è fatto. L’unica cosa che potrebbe creare un danno a Roccasecca è la messa in esercizio della discarica ma per farlo deve prima “l’invaso essere ultimato anche con le opere di impermeabilizzazione e collaudato, e dovendo quindi essere emessa da parte della Regione Lazio la determinazione di messa in esercizio, dopo l’accettazione delle garanzie finanziarie”.
Indietro tutta
Il Tar rivede la situazione. Ed alla luce dei nuovi fatti la ritiene “tale da determinare l’inutilità dell’esame collegiale del ricorso, stante la non idoneità di per sé dei lavori ormai quasi conclusi. Proprio la loro realizzazione aveva suffragato la richiesta dell’intervento del Tar”.
A questo punto tutto torna come stava prima. Niente sospensiva. Mad torna a gestire tutti gli impianti. Ci si vede il 10 settembre prossimo per esaminare il caso nella sostanza. Ma senza sospensioni.



