Ruspandini entra in scena: il Natale diventa terreno di memoria e frecciate

Il Natale a Ceccano diventa terreno di scontro politico. Ruspandini interviene nel dibattito, rivendica il passato, punge l’amministrazione attuale e rilancia una visione identitaria, tra eventi, memoria e tensioni locali.

A Ceccano, ormai, il Natale non è solo un cartellone di eventi: è un campo di battaglia politico, un’arena simbolica dove ognuno rivendica un pezzo di identità cittadina.
E quando la discussione arriva a scaldarsi davvero, ecco che scende in campo un peso massimo: Massimo Ruspandini, deputato, ex vice-sindaco, figura centrale della destra ceccanese per almeno due decenni.

Il suo video, oltre sei minuti di monologo diretto e senza fronzoli, segna l’ingresso ufficiale della politica “alta” nel dibattito sulle festività. Quello che nei giorni scorsi è stato un pugno allo stomaco dell’amministrazione di centrosinistra: gli ex amministratori di centrodestra hanno messo a confronto le foto di Ceccano durante i giorni delle festi di Natale: illuminata con loro, buia con l’attuale gestione. Il che ha acceso il dibattito. (Leggi qui: Il Natale che divide: il post di Macciomei accende la polemica . E qui: La cultura risponde: Ciotoli svela la sua ricetta per il Natale (e per le polemiche)).

Una discussione troppo ceccanese per restarne fuori. Ruspandini ci è entrato dentro E lo ha fatto come sa fare lui: ricostruendo, rivendicando, pungolando. Con stile, ma senza guanti.

Un’apertura “dolce”

Alessandro Ciotoli

Ruspandini comincia da lontano. Prima di toccare i nervi scoperti, disegna un ritratto elegante dell’assessore alla Cultura, Alessandro Ciotoli: un uomo di cultura, fondatore del Dieciminuti Film Festival, protagonista per anni della vita culturale ceccanese. Lo nomina, lo riconosce, quasi lo incensa. Ma il preludio serve solo a rendere più netto ciò che viene dopo: perché le parole gentili, nella politica, spesso precedono il fendente.

Poi il video cambia registro. Diventa un viaggio nella memoria politica. Ruspandini rivendica il suo passato da vice-sindaco con delega ai Lavori Pubblici:
le rotatorie, che all’epoca fecero discutere per il costo pari a 15000 euro l’una e che oggi, dice lui, rappresentano un tassello dell’identità urbana; l’intervento dell’Astral, che negli anni successivi ampliò l’assetto stradale della città; la sua visione sul decoro e l’arredo urbano della prima amministrazione Caligiore.

E, con orgoglio, ricorda quei candidati di allora, definiti “coraggiosi” per essersi messi in gioco in una Ceccano dove – parole sue – la sinistra aveva numeri “da Emilia Romagna”. Non nostalgia: rivendicazione. La politica, in fondo, vive anche di questo.

Il tempo dei grandi eventi

Massimo Ruspandini

Il deputato entra poi nel capitolo che più gli appartiene: quello dei grandi eventi.
Ricorda quando, da assessore, portò a Ceccano il Villaggio di Babbo Natale, aprendo un filone di animazione natalizia che allora sembrò innovativo. Rievoca le Notti della Contea, ispirate ai fasti verolani, inserite nel calendario dei festeggiamenti di San Giovanni. Piccole pietre miliari, dice, che costruirono un’identità festiva che oggi non va dispersa.

E poi arriva la frase destinata a far discutere. Dopo aver ripercorso i suoi anni, Ruspandini chiude con un colpo di fioretto: ricorda che la precedente amministrazione è finita “per i fatti che tutti conosciamo” – un riferimento chiaro agli arresti del sindaco Roberto Caligiore – e aggiunge che questa attuale amministrazione, secondo lui, rischia un destino diverso ma ugualmente complicato.

Non lo dice in modo aggressivo. Non lo urla. Ma il senso arriva forte e chiaro.

Il nodo vero: perché Ruspandini interviene?

Riccardo Del Brocco

La domanda aleggia per tutto il video: perché scendere in campo adesso, e perché proprio sul Natale? La risposta, indirettamente, arriva da un altro fronte: il post dell’assessore Ciotoli, quello in cui – parlando di scelte culturali – scrive che sarebbe stato “più facile investire 30mila euro per 3 ore in una cantina”, frase in cui il riferimento ai 15mila euro spesi dall’ associazione Più Ceccano per l’iniziativa portata avanti dall’ ex assessore Riccardo Del Brocco per un per  un evento di promozione del vino fatto in una celebre cantina del luogo. Il bersaglio? Secondo molti, proprio Riccardo Del Brocco, l’uomo che doveva essere candidato per il dopo Caligiore e che da dietro le quinte sta guidando buona parte dell’opposizione attuale.

Ed è anche su questo che infatti interviene Ruspandini. Con una linea precisa: ciò che fanno le associazioni non toglie nulla al Comune, anzi aggiunge alla città. Una risposta indiretta, elegante ma decisa, che lascia intendere il fastidio per la frecciata di Ciotoli.

La narrazione che Ruspandini rivendica

Massimo Ruspandini

Quando Massimo Ruspandini parla di coraggio, non parla per metafore. È un riferimento diretto alla sua stessa traiettoria politica: quella di un uomo che, icordiamolo, si iscrisse a Fratelli d’Italia quando i sondaggi la davano allo 0,1%, quando il Partito non riempiva piazze ma retrobottega, e quando dirsi “di destra” in una Ceccano dall’impianto storicamente progressista equivaleva a marciare in salita.

È questo che l’onorevole sottolinea tra le righe: prima ancora di sedere alla Camera, lui è stato uno di quelli che ha creduto nel progetto quando nessuno ci avrebbe scommesso un euro. E lo ha fatto partendo “dal basso”, in una città dove – come dice nel video – “la sinistra aveva numeri da Emilia Romagna”.

Ed è qui che la sua risposta ad Alessandro Ciotoli acquista un altro livello di lettura: non è solo una critica politica, ma la rivendicazione di una biografia, di un percorso fatto controcorrente, che lo porta oggi – da onorevole della Repubblica – a intervenire direttamente su un tema locale, il Natale ceccanese.

E in politica, lo sanno tutti: se si scomoda un onorevole, qualcosa vorrà pur dire.

Ceccano sotto le luci di Natale… politiche

Le luminarie… di destra

Il Natale, a Ceccano, è diventato un teatro politico. Ci sono gli eventi, le luminarie, i concerti. Ma ci sono anche le identità, le visioni, i retroscena, le appartenenze. Il video di Massimo Ruspandini non è un attacco frontale né una difesa d’ufficio: è un messaggio di presenza.

È un modo per dire che il dibattito sul futuro culturale e urbano della città non si gioca solo sui calendari ma sulle letture storiche, sulle scelte simboliche e su un’idea precisa di cosa debba essere Ceccano.

Una città che, anche sotto Natale, non smette mai di discutere. E che, forse, proprio per questo resta viva.