Salera dagli Usa: «Feccia politica». Veleni sul viaggio a Las Vegas

Un’interrogazione dei consiglieri civici accende lo scontro sul viaggio negli Stati Uniti del sindaco di Cassino. Dubbi sull’opportunità istituzionale, conflitto di interessi potenziale e rapporti personali. Salera replica duramente: «Solo feccia. Viaggio privato, senza costi per il Comune».

Alle 21:38 di lunedì sera il sindaco di Cassino Enzo Salera è all’aeroporto internazionale Generale Edward Lawrence Logan di Boston. Sta facendo il check-in per il suo volo di ritorno a Roma. Squilla lo smartphone. Ascolta. E risponde “Feccia. Questa è feccia politica”.

Lo informano della nota firmata da una parte dell’opposizione. Non il centrodestra, i nomi sono quelli dei consiglieri civici. Sollevano dubbi sul suo viaggio negli Usa, sulla persona con la quale ha attraversato l’Atlantico, individuano situazioni inopportune. Per Enzo Salera quell’interrogazione è solo fango.

L’interrogazione

Il conflitto di interessi, nella Pubblica Amministrazione, non è una categoria penale. È prima di tutto un principio di garanzia democratica. Si verifica ogni volta che un interesse privato — personale, familiare, relazionale o economico — rischia di interferire, anche solo potenzialmente, con l’interesse pubblico che un amministratore è chiamato a tutelare. Ed è proprio per questo che l’ordinamento non richiede la prova di un danno o di un illecito: basta il rischio, basta l’ombra, basta la possibilità che l’imparzialità possa essere compromessa.

È un concetto che attraversa la legge sul procedimento amministrativo, il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, il Codice degli appalti e il Piano nazionale anticorruzione: in presenza di un conflitto, anche solo potenziale, scatta l’obbligo di segnalazione e di astensione. Perché il buon andamento della Pubblica Amministrazione si tutela prima che il problema esploda, non dopo.

È dentro questa cornice — normativa, prima ancora che politica — che si colloca l’interrogazione sul viaggio del sindaco Enzo Salera, a Las Vegas, effettuato in compagnia dell’imprenditore Mario Nardoianni, soggetto che, attraverso bandi regolari e procedure di evidenza pubblica, gestisce servizi per la disabilità sul territorio comunale.

Non è una questione giudiziaria

Arduino Incagnoli, Franco Evangelista e Giuseppe Sebastianelli

Non è una questione giudiziaria. A sollevare il tema sono stati i consiglieri comunali di opposizione Giuseppe Sebastianelli, Franco Evangelista, Arduino Incagnoli, Alessio Ranaldi e Carmine Di Mambro, firmatari di un’interrogazione protocollata che non muove accuse né ipotizza irregolarità formali. Il punto, chiariscono, non è la legittimità degli appalti né il diritto del sindaco a viaggiare. Il punto è un altro: l’opportunità istituzionale.

Secondo l’opposizione, ciò che merita un chiarimento non è il viaggio in sé, né la partecipazione a iniziative tese a valorizzare una concittadina distintasi all’estero. Per i 5 Consiglieri, il nodo starebbe nel contesto complessivo: nella relazione tra il primo cittadino ed un imprenditore che fornisce servizi delicatissimi al Comune, in un settore — quello della disabilità — che la normativa individua come ad alto rischio di conflitto di interessi.

Un’attenzione che per i 5 firmatari si rafforza ulteriormente alla luce del ruolo centrale dell’imprenditore nel progetto “Dopo di Noi”, uno dei punti qualificanti del programma amministrativo. Un progetto di altissimo valore sociale, che proprio per questo richiederebbe, secondo i firmatari dell’interrogazione, un livello massimo di distanza, trasparenza e cautela istituzionale.

A che titolo?

A rendere la questione ancora più sensibile concorre un ulteriore elemento: nella cooperativa che gestisce il progetto lavorerebbe anche il figlio del sindaco. Anche in questo caso, nessuna automatica irregolarità. Secondo i firmatari dell’interrogazione la normativa sul conflitto di interessi è chiara: gli interessi familiari rientrano pienamente tra quelli rilevanti, anche quando non producono vantaggi diretti, anche quando il conflitto è solo potenziale.

È per questo che l’opposizione chiede un chiarimento netto: il sindaco si sarebbe recato a Las Vegas in veste istituzionale, rappresentando ufficialmente il Comune di Cassino, oppure a titolo esclusivamente privato? Nel primo caso, dicono, servirebbero atti, mandato, cornice amministrativa e tracciabilità. Nel secondo, aggiungono, sarebbe comunque necessario marcare una distanza chiara tra la sfera personale e quella pubblica, proprio per evitare quella sovrapposizione che la normativa anticorruzione mira a prevenire.

Feccia politica

Alle 21:50 italiane di lunedì sera, Enzo Salera mette in chiaro. «Sono andato a Las Vegas per un viaggio privato, nel quale nessuna spesa è stata a carico del Comune. Mi ha invitato la Ivy Academy of Early Learning che si occupa di offrire un’istruzione eccezionale per la prima infanzia, che consenta ai giovani di raggiungere il loro pieno potenziale. Si è trattato di un viaggio di lavoro, ribadisco, privato e senza spese per il Comune, nel quale è stato previsto un breve soggiorno a Boston durante il quale è stato messo in agenda un incontro con imprenditori italo-americani».

A quello stesso viaggio, fa notare l’opposizione, ha partecipato l’imprenditore Mario Nardoianni che ha affidamenti regolari con il Comune. Enzo Salera chiarisce subito «Sono affidamenti che risalgono ai tempi dell’amministrazione del sindaco Giuseppe Golini Petrarcone, proseguiti con le amministrazioni successive. Se qualcuno sospetta che quegli affidamenti non siano più che regolari sa benissimo quali sono gli Uffici ai quali segnalarlo. Ma non mi sembra che sia questo il caso. Si vuole insinuare che avere preso lo stesso aereo ed essere invitato allo stesso convegno con un imprenditore sia disdicevole. A me sembra solo il tentativo di spargere letame».

C’è poi l’accenno che il figlio del sindaco lavori in una delle attività dell’imprenditore: «Mio figlio non lavora in attività che abbiano a che fare con servizi alla disabilità».

Per Enzo Salera «è solo feccia politica, il contenuto di quell’interrogazione è solo un tentativo di spargere fango. Cassino merita di meglio».