Salera verso la Provincia: il Pd pronto alla candidatura, ma lui non risponde

La segreteria provinciale del Partito Democratico è pronta a sostenere la candidatura di Enzo Salera alla presidenza della Provincia di Frosinone. Ma manca ancora il sì ufficiale del sindaco di Cassino, che continua a tenere il partito sulle spine mentre prova a consolidare il suo peso politico.

Era un’ambizione coltivata da mesi. Un obiettivo diventato sempre più concreto dopo la riconferma a sindaco di Cassino, nel giugno del 2024, con il 62% dei voti. Da allora Enzo Salera ha lavorato, dentro e fuori il Partito Democratico, per ridisegnare gli equilibri del centrosinistra provinciale e accreditarsi come il naturale candidato alla guida della Provincia di Frosinone. 

Ora quel via libera che attendeva sembra essere arrivato: la Segreteria provinciale del PD sarebbe pronta a valutare e sostenere la sua corsa a Palazzo Iacobucci.

La scelta ha preso corpo negli ultimi giorni. Non è stata ancora formalizzata per due motivi. il primo. L’altra sera è saltata la riunione tra le componenti, convocata per tracciare la rotta politica sulla prossima presidenza della Provincia e la nuova governance della Saf. Il secondo, non meno importante: Enzo Salera non ha ancora ufficializzato al Segretario Provinciale Achille Migliorelli la sua disponibilità a candidarsi. Anche se da settimane si sta comportando da candidato in pectore.

La mossa di Migliorelli: ricucire il rapporto con Salera

Achille Migliorelli con Nicola Zingaretti

La posizione che il Segretario Provinciale intende condividere con le altre componenti è chiara. Se il sindaco di Cassino (seconda città per dimensione ed importanza politica in provincia, prima tra quelle governate dal Pd) intende candidarsi alla guida di Palazzo Iacobucci, il Partito deve cogliere la volo questa disponibilità, presentandosi con un candidato che appartenga pienamente al Partito ed archiviando la stagione delle candidature civiche e delle alleanze costruite a tavolino.

La partita resta difficile, ma la convinzione è che, se il PD vuole giocarla, debba farlo con la propria bandiera. Solo dopo, eventualmente, allargare il perimetro ad altre forze.

Dietro questa scelta, però, c’è anche un’altra valutazione: politica, ma anche interna. Migliorelli punta a ricucire il rapporto con il sindaco di Cassino, evitando che le tensioni degli ultimi mesi si trasformino in una frattura irreversibile. La candidatura alla Provincia rappresenterebbe così anche un riconoscimento politico nei confronti di Salera, dopo una lunga stagione di polemiche che ha logorato il clima. Su tutte, l’accusa di essere stato boicottato alle scorse Provinciali ad opera delle altre componenti. (Leggi qui: Salera scuote il Pd: la rivolta dei territori contro il partito delle correnti. E qui: Salera rivolta il Pd: pace con Grossi e abbraccio con Bonafoni. Anche qui: Pd, la pace è già finita: Salera riapre la guerra interna dopo il voto provinciale).

La diffidenza di Salera

Enzo Salera (Foto: Erica Del Vecchio © Teleuniverso)

Il dossier, però, resta tutt’altro che chiuso. Il Segretario Provinciale non è ancora riuscito a ottenere un faccia a faccia con il sindaco di Cassino. Gli incontri saltano, gli impegni si accavallano, gli appuntamenti di Partito vengono evitati. Un atteggiamento che, tra i dirigenti democratici, alimenta più di un interrogativo.

C’è chi legge, in questa distanza, la diffidenza di Salera. Il sindaco avrebbe interpretato l’apertura della Segreteria non come un sostegno alla sua leadership ma come il tentativo di sterilizzare quella spinta al cambiamento che da mesi agita il PD provinciale. In questa chiave, anche la candidatura alla Presidenza della Provincia rischierebbe di apparire come una promozione solo apparente: utile più a spostarlo sul terreno di una sfida complicata che a rafforzarne davvero il peso politico.

Una diffidenza che torna a irritare la Segreteria provinciale, ormai con margini sempre più ridotti per ricomporre il rapporto. Sono ore decisive. Le telefonate si rincorrono, i contatti si moltiplicano, le interlocuzioni restano aperte. Nel frattempo il sindaco di Cassino continua a presenziare a tutti gli eventi che si tengono nel suo Collegio e nell’intero Cassinate. Continua a tessere la tela soprattutto tra chi nel Pd è rimasto deluso dall’atteggiamento avuto dal Partito alle scorse Comunali.

Annalisa Paliotta

Non è un caso che Salera abbia difeso la consigliera comunale di Pontecorvo Annalisa Paliotta mettendosi di traverso ad un suo deferimento. E che anche a Cervaro abbia votato fuori dallo schema. (Leggi qui: I casi Paliotta e Isola non sono chiusi. Due lettere riaprono tutto. E c’è il caso Salera. E qui: Il caso Paliotta diventa una resa dei conti Migliorelli, Salera e Leodori e il vaso di Pandora).

Nelle prossime ore è atteso un nuovo tentativo di confronto. Solo allora si capirà se Salera deciderà finalmente di uscire allo scoperto o continuerà a tenere tutti in attesa, lasciando che sia il silenzio a dettare i tempi della partita.