San Giovanni e i conti sul tavolo: la trasparenza ora c’è. E non a tutti piace

La Festa di San Giovanni a Ceccano ha suscitato dibattiti su trasparenza e coinvolgimento dei commercianti. L'amministrazione ha finalmente pubblicato i conti dettagliati delle spese, ma le critiche restano: Evidenziando la necessità di migliorare. La scelta tra conti e partecipazione. Massa rompe il silenzio

Prima il palco, poi i conti. E nel mezzo, il fuoco incrociato delle polemiche. A Ceccano, la Festa di San Giovanni non è stata solo musica, luci e piazze affollate. È stata anche il terreno di scontro tra amministrazione e opposizione, tra chi chiede trasparenza e chi, per la prima volta dopo anni, l’ha portata nuda e cruda. Nero su bianco.

L’assessore alla Cultura ha pubblicato le spese lorde della festa. Lo ha fatto con un post diretto, senza fronzoli: «Con la grafica ci bazzico poco, ma coi numeri sì». Un elenco dettagliato – già presente all’Albo Pretorio ma spesso ignorato dai più – in cui spicca una cifra su tutte: 26.400 euro per i The Kolors, tutto incluso, come stabilito dalla Determina n. 666 del 20 giugno 2023. Una cifra importante, certo. Ma anche un segnale chiaro: questa volta tutto è scritto. Tutto è pubblico.

E non era scontato. Perché in passato, di nero su bianco si vedeva ben poco. Per questo, in molti – dentro e fuori la maggioranza – riconoscono un fatto: l’amministrazione Querqui, almeno stavolta, è stata coerente. Dopo una campagna elettorale martellante sui temi della trasparenza, ecco i numeri. Niente giri di parole. Niente veli.

Ma non a tutti piace

Certo, le critiche non mancano. La minoranza incalza, soprattutto sul fronte commercio. Se da un lato è vero che prima si vedevano meno cifre, dall’altro è vero che si vedevano più sorrisi. Soprattutto tra i commercianti. Troppo poco coinvolgimento, troppo poco ritorno economico – dicono. E lo stesso assessore, nel suo Bilancio a caldo del giorno dopo, lo ammetteva: non è stata una festa perfetta.

È un po’ lo stesso problema che sta rallentando i piccoli lavori di manutenzione, quelli che costano poche migliaia di euro. Prima venivano affidato direttamente, coinvolgendo le imprese locali; ora si fa l’Avviso Pubblico anche se si tratta di spese per poche migliaia di euro e quella procedura è obbligatoria solo oltre i 150mila. Tutto legale, tutto trasparente: ma i tempi si allungano e non si chiamano più le imprese di Ceccano. Questione di scelte. (Leggi qui: Trenta giorni di Querqui: tra promesse, rallentamenti e primi segnali).

Tanti gli ostacoli, a partire dal rinvio forzato per rispetto della piccola Giada, scomparsa tragicamente pochi giorni prima della data originale. Un dolore che ha costretto a rivedere tutto, senza però poter cambiare nulla nei contratti già firmati. (Leggi qui: Gizzi fa il post-festival, Lundini la satira: Ceccano cerca il miracolo).

Questione di priorità

Una delle serate della festa

Il post dell’assessore, scritto ancora con l’adrenalina addosso, parlava di pioggia, assenza d’acqua, allestimenti d’urgenza. Ma anche di piazze piene, di bambini davanti alle Pagliacce sul sagrato di San Sebastiano, della follia geniale di Valerio Lundini e della magia delle scuole di danza ceccanesi. Tutto vero. Come è vero che – sì – poteva non piacere Lundini. Poteva non piacere la cover band di Pino Daniele. Poteva essere gestito meglio il lato commerciale.

È una questione di scelte: pochi mesi fa Ceccano ha votato chiedendo una svolta verso la trasparenza ed una cosa oggi nessuno può negare: i conti ci sono. Dopo anni, finalmente ci sono. Se questo taglia fuori i commercianti e le imprese di Ceccano è una conseguenza. Sulla quale dovranno fare le loro scelte prima il sindaco con la giunta e qualche tempo dopo gli elettori ceccanesi.

Il popolo, intanto, si divide. Da una parte c’è chi critica ancora, puntando il dito sui numeri dell’affluenza, sull’organizzazione, sui costi. “Si può migliorare” – dicono. Ed è vero. Ma dall’altra parte c’è chi risponde: “E le rendicontazioni delle feste degli anni precedenti? Quelle dove sono?” Domanda legittima. Che pesa più di mille post.

I conti di Giovannone

Fabio Giovannone con The Kolors

A puntellare il dibattito ci ha pensato anche Fabio Giovannone, ex consigliere e già delegato ai grandi eventi durante l’amministrazione Caligiore. Ha letto i numeri, visto le cifre, e lanciato la stoccata: «Il costo dei The Kolors, come indicato dalla delibera, è comprensivo di service. Le altre spese a carico del Comune sono state piano sicurezza e SIAE. I documenti lo dimostrano. Ma 10 mila euro per allestimento service e palco, è giusto?».

Il messaggio è chiaro. E la firma è pesante. Perché fu proprio lui a portare The Kolors a Ceccano. E lo fece – va detto – prima del successo travolgente di “Italo Disco”, spendendo molto meno di quanto costerebbero oggi. Fu una scommessa. E vinse. Anche per questo, ora, ha il diritto di parlare. Perché in politica – si sa – serve visione, ma serve anche quel pizzico di fortuna. E saper dire: “Sono stato bravo”, quando lo sei stato davvero.

Ma – e qui viene il punto che segna la differenza – mai, allora, venne pubblicata una rendicontazione puntuale. Nessuna tabella, nessun elenco analitico. Nessun post con cifre dettagliate. Solo qualche rimando generico all’Albo Pretorio, tra determine e mandati poco accessibili. Mai, da parte di chi organizzava allora, è partita un’iniziativa pubblica e trasparente per mostrare nero su bianco quanto si era speso. Meglio il rendiconto o il successo di pubblico e di cassa?

I conti di Ciotoli

I conti di Alessandro Ciotoli

Una scelta diversa dal passato l’ha fatta oggi Alessandro Ciotoli, che – tra critiche, commenti e frecciate – ha scelto di mettere tutto nero su bianco. Senza giri di parole. E per la prima volta, i cittadini possono leggere con chiarezza quanto è stato speso e quanto è entrato.

Una differenza non da poco. Perché il popolo – e soprattutto i commercianti – da anni si chiedevano perché, nonostante i proclami, nessuno avesse mai pubblicato le rendicontazioni delle feste passate. E ora che qualcuno l’ha fatto, mettendo in piazza i conti, la domanda si rovescia: perché prima no?

Nel frattempo, Ceccano si gode il retrogusto amaro di una festa che ha fatto discutere più per il dopo che per il durante. Ma una certezza, almeno per questa volta, resta: la perfezione è difficile da raggiungere, ma la trasparenza è arrivata. E per una città che ha passato anni nel buio dei conti non pubblicati, è già una piccola, grande rivoluzione. Se sia stata inutile lo diranno gli elettori.

La replica di Massa

Colombo Massa

A stretto giro è arrivata anche la replica del consigliere delegato all’Ambiente Colombo Massa, che – dopo giorni di silenzio – ha scelto di intervenire pubblicamente sulle critiche mosse dalla minoranza. Nessun passo indietro, anzi: una risposta netta, con tanto di puntualizzazioni. (Leggi qui: Ambiente sotto attacco: Macciomei punge, Del Brocco rilancia. E Massa tace).

«La disinfestazione – ha spiegato Massa – è già stata programmata e verrà eseguita nei prossimi giorni, in linea con la tradizione degli anni passati. Lo scorso anno fu effettuata addirittura nei primi giorni di agosto: non è chiaro, quindi, di cosa si sconvolga l’opposizione».

Poi la difesa del lavoro finora svolto: «Sin da subito, è stata nostra premura monitorare la pulizia degli spazi urbani e garantire il rispetto del capitolato d’appalto, confrontandoci con il gestore Gea per una gestione programmatica ed efficiente degli interventi». Infine, un affondo: «Nonostante le difficoltà economiche – che gli oppositori fingono di dimenticare – l’Amministrazione si è attivata per assicurare la pulizia di spazi pubblici abbandonati da anni, anche attraverso la collaborazione con associazioni ed enti che hanno a cuore il futuro di Ceccano».

Colombo Massa ha parlato. Finalmente. Ma ora la partita si gioca tutta nel campo dell’efficacia, non più della retorica. La risposta è arrivata, ma ora serviranno fatti, date, interventi, cronoprogrammi. Non per convincere l’opposizione – che farà comunque il suo mestiere – ma per tenere compatta la maggioranza e, soprattutto, non deludere quella parte di Ceccano che ha scelto il cambiamento e ora lo pretende. Non lo chiede. Lo pretende.