San Giuseppi che, “tomo tomo” si è preso la Sardegna ed avrà la Campania

La policy mediana del leader pentastellato, che oggi punta ad apparire come un Padre Saggio costretto ai rimbrotti sulla figliola ribelle Elly

Piero Cima-Sognai

Ne elegantia abutere

Da Massimo Sanculotto ad Uomo della (mezza) Provvidenza: Giuseppe Conte è riuscito a farsi il maquillage più perfetto della storia politica dell’ultimo decennio. Il leader del Movimento Cinquestelle è riuscito a mutarsi da Tigre di Mompracem in un pacioso e rassicurante Brooke, ma senza la cattiveria sceneggiata di Adolfo Celi.

In realtà non è solo merito suo, ma anche di chi con lui si è voluto federare accettando una posizione un po’ più prona. Casella che ha fatto risaltare lo stilnovismo di colui che doveva essere l’erede heavy metal di Beppe Grillo.

Il dato però è un altro: Conte doveva scardinare i meccanismi del potere, almeno fin quando non ha dimostrato di conoscerli meglio di certi suoi omologhi più radicati in un format canonico della politica.

Anatomia di un ex premier

Foto: Marco Carli © Imagoeconomica

Conte è mutevole, è duttile, è plastico e non dà mai l’impressione di esserlo, però lo è e, centimetro dopo centimetro, si è scavato il suo personale posto al sole tra quelli che saranno papabili per sfidare Giorgia Meloni.

In ogni suo gesto sembra di sentire il celeberrimo discorso di Tony D’Amato-Al Pacino in “Ogni Maledetta Domenica”. Quello la cui polpa diceva: “Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate”.

“Mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono, sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo”.

I centimetri di Giuseppe

E Giuseppi i suoi centimetri se li sta prendendo tutti, come? Basculando dal populismo ai panni del padre saggio, dalla verve barricadera a quella di uomo che, ponderatamente, sa disporre le carte sul tavolo della dialettica politica. E che, scherzando scherzando, si è già assicurato il governo regionale della Sardegna e sta per mettere in cassa quello della Campania, dove ha piazzato il suo uomo fortefortissimo, Roberto Fico.

Roberto Fico e Sergio Mattarella (Foto: Paolo Cerroni / Imagoeconomica)

Con quali messaggi oggi Conte è arrivato a sembrare quello che riporta alla ragione i figli scalmanati dell’opposizione? Bèh, basti pensare a quel suo ultimo e paziente “macché patrimoniale” nei confronti dell’ultima uscita talebana di Elly Schlein.

Sembrava un padre boomer che redarguiva la figlia un po’ picchiatella con la vernice spray nel tascone dell’eskimo vecchio di babbo. E Conte, che è più furbo della sua faccia da grullo belloccio da protocollo, ha capito anche un’altra cosa.

“Elly, non esagerare dai…”

E la sta applicando. Che se lui continuerà a presentarsi come il “quieto” dell’opposizione, quello non incasellabile a sinistra, alla fine potrebbe guadagnarsi da solo i galloni di solo, vero ed autorevole antagonista della Meloni nel 2027.

Elly Schlein (Foto: Sara Minelli © Imagoeconomica)

Via il populismo spinto dunque, ed avanti – per i prossimi 18 mesi – con il format del Padre Nobile di un’esigenza di fermare il destracentro ma senza sparare a palle incatenate.

E su questo l’ex Avvocato del Popolo ha puntato con un bastione concettuale di ferro: Elly Schlein è volenterosa ma di cose di Governo non ne capisce una mazza mentre lui è pratico e di Cose di Governo ne sa e come, prove provate e curriculum alla mano.

Perciò bastava solo riesumare queste sue skill spalmate su due esecutivi. Un esempio retrodatato? Negli ultimi 24 mesi Conte è stato ed è uno dei nemici più acerrimi della politica di riarmo Ue, eppure fu lui ad inaugurarla su scala nazionale. Nel 2020 il suo governo autorizzò l’acquisto di 8 aerei Caew (Conformal Airborne Early Warning & Control System). Si tratta di aerei Gulfstream G550 modificati in piattaforma base con ruolo spia. Il loro target è quello di diventare centri di comando e controllo volante per la sorveglianza e il supporto alle forze aeree e terrestri. Costo di ogni singolo velivolo? Circa mezzo miliardo di euro in stima grossolana.

Il lapis sotto gli errori

Giuseppe Conte e Donatella Bianchi

Quindi riassumiamo: l’ex premier sta tallonando la Schlein da sempre in attesa di passare il lapis sotto ogni suo scivolone. Sta negando di essere leader di una forza di sinistra, intesa come la sinistra urlante che poi, al governo, non saprebbe dove mettere le mani.

Ed infine sta rassicurando più tutti gli italiani che i suoi elettori sul fatto che di Palazzo Chigi conosce lusinghe, tecniche ed ubicazione della bouvette. Un trasformista? Sì, ma non necessariamente nell’accezione più negativa del termine, non in un Paese che dai tempi di De Pretis ha fatto del trasformismo una virtù.

Un seguace della terza via in un’Italia persa fra lessico pop di chi comanda ed olfatto beota chi si oppone? Sì, senza dubbio, ma con quella affabilità di base che nasconde bene l’ambiguità di scopo. Un mediatore che potrebbe scalzare la policy mediana dei riformisti dem? Certissimamente che sì: perché “Giuseppi” vuole apparire come quello che già c’era, e che non si sta attrezzando oggi negli scantinati ringhianti del Nazareno.