Sanità, la nuova mappa del Lazio: Frosinone punta sulle specialità

La Regione Lazio approva la programmazione ospedaliera 2026-2028: nessun nuovo ospedale ma potenziamento delle strutture esistenti. Rafforzati Spaziani, Cassino e Sora, nuove specialità e sviluppo dell’oncologia per ridurre la mobilità sanitaria verso Roma.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Il piano sanitario della Regione Lazio

Sono 241 pagine di riferimenti normativi, analisi dei fabbisogni, dati epidemiologici e programmazione sanitaria. È il contenuto della Deliberazione della Giunta Regionale n. 115 pubblicata oggi sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n.21, con cui la Regione approva il Documento Tecnico della Rete Ospedaliera 2026-2028. È la nuova mappa della sanità regionale: è stata definita attraverso un’ampia consultazione delle Aziende sanitarie, degli stakeholder e degli enti locali, utilizzando strumenti di analisi del fabbisogno e di valutazione dei risultati assistenziali.

Il piano regionale ha un obiettivo preciso: riequilibrare il sistema sanitario favorendo le province rispetto alla Capitale, rafforzando la sanità territoriale e la rete ospedaliera fuori da Roma.

Il Piano per Frosinone

L’ospedale Spaziani

Per la provincia di Frosinone, che conta 481.863 abitanti, viene confermato un assetto ospedaliero rilevante con 1.459 posti letto complessivi, pari a 3,03 posti letto ogni mille abitanti. Nella programmazione precedente (2021-2023) il valore era di 2,97.

Si registra una lieve riduzione rispetto ai 1.479 posti letto previsti nel piano precedente, ma la Regione punta a compensare questo dato con un miglioramento qualitativo dei servizi e una maggiore appropriatezza delle prestazioni sanitarie.

Nel quadro della rete regionale restano centrali tre presidi ospedalieri:

  • l’ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone,
  • l’ospedale Santa Scolastica di Cassino,
  • l’ospedale SS. Trinità di Sora.

Tutte e tre le strutture mantengono la classificazione di DEA di I livello, confermando il loro ruolo strategico nella gestione delle emergenze sanitarie e nella rete dell’urgenza regionale.

Questo significa che continueranno ad essere i principali punti di riferimento per il sistema di emergenza-urgenza della provincia, garantendo servizi ad alta complessità e specializzazione.

Il potenziamento dello Spaziani di Frosinone

(Foto: © DepositPhotos.com)

All’interno della nuova programmazione sanitaria regionale l’ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone assume un ruolo centrale. La struttura, che insieme all’ospedale di Alatri forma il Polo Unificato Frosinone-Alatri, potrà contare su 350 posti letto complessivi (325 ordinari e 25 in day hospital).

Il piano regionale prevede un importante rafforzamento delle specialità e delle strutture cliniche, con interventi mirati a rispondere meglio ai bisogni sanitari del territorio.

Tra le principali novità figurano:

  • potenziamento della chirurgia vascolare con incremento dei posti letto
  • sviluppo della nefrologia, per rispondere alla crescente domanda di trattamenti dialitici
  • rafforzamento della neurochirurgia
  • ampliamento della medicina d’urgenza
  • potenziamento della gastroenterologia

Il presidio frusinate mantiene inoltre due funzioni strategiche nella rete sanitaria regionale:

  • Centro Trauma di Zona (CTZ)
  • Unità di Trattamento Neurovascolare di I livello (UTN I) per la cura dell’ictus.
(Foto © DepositPhotos.com)

Questo significa che lo Spaziani continuerà a essere un punto di riferimento per le emergenze tempo-dipendenti, come traumi gravi e ictus cerebrali, dove la rapidità di intervento è determinante per salvare vite e ridurre le disabilità permanenti.

Il rafforzamento delle specialità mediche e chirurgiche punta anche a ridurre la mobilità sanitaria verso Roma, un fenomeno che negli ultimi anni ha inciso pesantemente sui costi del sistema sanitario e sui disagi per i pazienti.

In altre parole, la strategia della Regione è chiara: potenziare i presidi provinciali affinché possano gestire sul territorio una quota sempre maggiore di prestazioni sanitarie ad alta complessità.

Cassino, Sora e Anagni

L’ospedale Santa Scolastica

La programmazione regionale interviene in modo significativo anche sugli altri principali ospedali della provincia.

L’ospedale Santa Scolastica di Cassino consolida il proprio ruolo di DEA di I livello con 293 posti letto complessivi (272 ordinari e 21 in day hospital). La novità più rilevante riguarda l’introduzione di una nuova specialità neurologica, destinata a colmare una lacuna importante per l’area sud della provincia.

Vengono inoltre confermati 20 posti letto di lungodegenza, fondamentali per la gestione dei pazienti cronici e anziani e per garantire continuità assistenziale dopo la fase acuta delle cure.

Un passaggio particolarmente significativo riguarda l’ospedale SS. Trinità di Sora, dove la programmazione prevede un importante sviluppo dell’oncologia.

14 posti letto oncologici saranno collocati presso l’ospedale di Anagni, che diventerà così un nuovo punto di riferimento per la cura dei tumori nel basso frusinate. Ad Anagni saranno inoltre attivati servizi di chemioterapia e dialisi, creando un presidio sanitario integrato in grado di offrire trattamenti complessi senza costringere i pazienti a spostamenti verso altri territori. Ma proprio su questo punto è già partita l’offensiva dell’opposizione di centrosinistra che giudica quei 14 letti poco più di una presa in giro per i pazienti. (Leggi qui: “Il pacco dei 14 posti letto oncologici”: il PD anagnino sferza la Regione).

La stessa Regione specifica nella delibera che il progetto dovrà essere accompagnato da “un apposito progetto aziendale che identifichi i percorsi organizzativi e funzionali, i criteri clinici e le procedure di sicurezza”.

L’ingresso dell’ospedale SS Trinità di Sora

Nel frattempo Sora mantiene i suoi 241 posti letto complessivi e vede l’attivazione di 20 posti letto di lungodegenza, rafforzando il sistema della post-acuzie.

Infine anche l’ospedale San Benedetto di Alatri si arricchisce di nuove specialità:

  • geriatria, per rispondere all’invecchiamento della popolazione
  • urologia, finora carente nel territorio.

Con 131 posti letto complessivi e 28 di lungodegenza, Alatri completa l’offerta sanitaria del polo integrato con Frosinone.

Il ruolo del privato accreditato e le reti cliniche

Ini Città Bianca

Accanto alla rete ospedaliera pubblica, la programmazione regionale valorizza anche il contributo delle strutture private accreditate, che rappresentano una componente importante del sistema sanitario provinciale.

Tra le principali realtà figura il San Raffaele di Cassino, con 259 posti letto complessivi, specializzato in:

  • riabilitazione (146 posti letto)
  • lungodegenza (69 posti letto)
  • neuroriabilitazione (20 posti letto).

A queste si aggiunge la struttura CdC I.N.I. Città Bianca, con 63 posti letto dedicati al recupero e alla riabilitazione, oltre ad altre strutture minori presenti a Cassino, Sora e Isola del Liri.

Il piano regionale punta molto anche sullo sviluppo delle reti clinico-assistenziali, fondamentali per garantire cure coordinate e tempestive.

Tra le principali reti previste:

  • Rete Ictus, con lo Spaziani dotato di Unità di Trattamento Neurovascolare di I livello
  • Rete Trauma, con Frosinone Centro Trauma di Zona e Cassino e Sora come presidi per i traumi
  • Rete Cardiologica, con centri cardiologici attivi in tutti i DEA di I livello
  • Rete Perinatale, con la conferma dei punti nascita di I livello.

La strategia della Regione punta quindi sulla sanità di prossimità, senza prevedere nuovi ospedali ma rafforzando le strutture esistenti.

Gli obiettivi dichiarati sono chiari:

  • ridurre la mobilità sanitaria verso Roma
  • sviluppare le alte specialità nei principali ospedali provinciali
  • rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio
  • potenziare la post-acuzie con più posti di lungodegenza.

Il piano, fortemente voluto dal presidente della Regione Francesco Rocca, è ambizioso ma dovrà confrontarsi con alcune criticità strutturali: la carenza di personale sanitario e la necessità di aggiornamento tecnologico delle strutture. Per questo la Regione ha previsto investimenti nella formazione del personale e strumenti di supporto per l’attivazione delle nuove specialità, soprattutto nelle strutture provinciali.

Nel complesso, la sanità della provincia di Frosinone mantiene un ruolo strategico nella rete regionale, con un rafforzamento qualitativo dell’offerta sanitaria destinato a migliorare l’assistenza territoriale e ridurre gli spostamenti verso la Capitale.