Il Consiglio comunale di Latina approva un documento che impegna la sindaca Matilde Celentano di rapportarsi con Regione e Governo sui problemi di sovraffollamento del Pronto Soccorso del Goretti. Inoltre la prima cittadina dovrà chiedere risposte sul futuro dell'ospedale e del nuovo nosocomio che dovrà sorgere a Borgo Piave. La prima cittadina getta acqua sul fuoco ma le opposizioni attaccano e sottolineano le assenze dell'Asl e dei rappresentanti della Regione
Decine di migliaia di accessi ogni anno e il Pronto soccorso del “Goretti” di Latina presenta tutte le sue criticità. Carenza di risorse umane e strutturali, sovraffollamento dovuto spesso ad accessi “impropri” cioè gente che va al Pronto Soccorso ma non è né un caso urgente né di emergenza e sarebbe dovuto andare dal medico di famiglia. E poi anche il fatto di essere rimasto l’unico ospedale di un comprensorio che tocca l’intera area nord della provincia di Latina, in seguito a chiusure o rimodulazioni di ospedali come Cori o Priverno.
E così, alla sindaca Matilde Celentano, che è anche presidente della conferenza dei sindaci sulla sanità, è stato chiesto di rapportarsi con Asl, Regione e Governo nazionale per avere risposte sul futuro del Goretti, del Nuovo ospedale di Latina (NoL) che dovrà sorgere (quando, è da definire) a Borgo Piave e sulla gestione e fornitura di personale e strumentazioni delle 15 Case di comunità e dei 4 Ospedali di comunità, in gran parte aperti in provincia, ma ancora non strutturati.

È l’ordine del giorno, presentato da Noi moderati e sottoscritto da diversi consiglieri comunali, approvato oggi all’unanimità dal Consiglio comunale di Latina dopo diversi emendamenti sia di maggioranza che di opposizione. Quello che ha lasciato stupiti molti osservatori è stata però la decisione di una seduta “chiusa” ovvero in cui non sono stati chiamati a presenziare rappresentanti della Asl o della Regione.
Solo i consiglieri comunali, sindaca e assessori. Una scelta contestata dalle opposizioni, in particolare da Valeria Campagna del Pd, secondo cui quelle presenze “avrebbero arricchito il dibattito”. Detto in parole povere: fornire risposte immediate sulle criticità presentate.
Il j’accuse di Emiliano Licata

La discussione è stata lunga e ha impegnato l’intera giornata. Secondo Emiliano Licata di Noi moderati, che ha presentato l’ordine del giorno (dopo avere sollecitato la convocazione del Consiglio), “il problema del pronto soccorso esiste e lo dimostrano le testimonianze dei cittadini,le segnalazioni degli operatori e le notizie riportate ormai da tempo dalla stampa: si parla sovraffollamento, attese prolungate, pazienti che rimangono sulle barelle e familiari che incontrano difficoltà nel ricevere informazioni sui propri cari ricoverati”.
“È un problema serio e complesso, che non può essere negato, minimizzato o liquidato come una semplice successione di episodi isolati. Quando una persona malata, anziana o fragile rimane per ore, e talvolta per giorni, su una barella, senza la necessaria riservatezza e in un ambiente sovraffollato, rischia di essere compromessa la dignità stessa del paziente”.

Licata ha parlato del “problema centrale che, a mio avviso, è proprio il sovraffollamento. Nelle giornate più critiche dell’estate le cronache hanno riferito di circa 170 o 180 accessi quotidiani e di punte superiori a 130 pazienti presenti contemporaneamente nel Pronto Soccorso. Sono numeri enormi per una sola struttura, e adesso ci attende la stagione influenzale, con un prevedibile nuovo aumento degli accessi, soprattutto tra anziani e pazienti fragili”.
Per la sindaca i numeri migliorano
Di diverso avviso Matilde Celentano, che nel suo intervento ha ripreso alcuni dati come il fatto che “nel 2025 il pronto soccorso del Goretti ha gestito 52.604 accessi (con il 25% di codici 1 e 2), mentre nei primi otto mesi del 2026 ne sono stati registrati 35.454 (con una quota di codici gravi salita al 27%). Nonostante la costante pressione sul presidio, il tempo medio tra la prima visita e il ricovero ha registrato un drastico calo, passando dalle oltre 32 ore del 2023 (1.946 minuti) ai 1.041 minuti attuali: un abbattimento di circa 15 ore (-46%)”.

Inoltre,“il Goretti rappresenta un punto di riferimento insostituibile, non solo per la nostra provinciama per l’intero bacino regionale, grazie al suo ruolo di Dea di II livello e centro per le reti tempo-dipendenti – ha dichiarato la sindaca – I numeri confermano l’altissimo livello delle nostre specialità: i dati del 2025 posizionano la struttura al primo posto in Italia per numero di angioplastiche primarie nell’infarto acuto (Stemi), e la nostra Rete Ictus ha ottenuto riconoscimenti di prestigio internazionale come il premio ‘Diamond’ dell’European Stroke Organization”.
Relativamente al NoL, ha osservato che“la Regione Lazio ha confermato lo stanziamento di oltre 261 milioni di euro (a cui si aggiungono ulteriori fondi per arredi e attrezzature sanitarie) inseriti nel programma di investimenti in edilizia sanitaria; l’azienda sanitaria ha avviato le procedure per gli incarichi tecnici relativi allo studio di fattibilità e alla definizione degli assetti volumetrici (stimati in circa 55.000 metri quadrati per oltre 500 posti letto iniziali). La programmazione regionale 2026-2028 conferma la centralità dell’opera per il territorio pontino”.
Opposizione a favore ma critica

Di diverso avviso le opposizioni, che, pur votando a favore, in virtù anche dell’accoglimento dei loro emendamenti, hanno posto alcuni distinguo: per Damiano Coletta (Lbc), “la quota capitaria e la quota per l’edilizia sanitaria, erogate dalla Regione, a Latina restano le più basse tra le province laziali”. Per i Dem, Valeria Campagna e Leonardo Majocchi, “per affrontare il sovraffollamento del Pronto Soccorso non basta intervenire sull’emergenza: occorre rafforzare il territorio, garantire personale adeguato e costruire una prospettiva strutturale per il sistema ospedaliero di Latina”; e hanno espresso dubbi sui numeri citati dalla prima cittadina.
“Ci chiediamo come si possa parlare di miglioramenti davanti alla situazione del Santa Maria Goretti: pensiamo alla UOC di Ortopedia: da quasi due anni il Goretti è l’unico presidio della provincia a garantire la guardia ortopedica notturna e nei giorni festivi e, da circa cinque mesi, le urgenze ortopediche dell’intera provincia gravano sostanzialmente su un unico ortopedico reperibile, a causa della grave carenza di organico”.
Anche per Maria Grazia Ciolfi (M5S), “se vogliamo davvero affrontare il problema del sovraffollamento del Pronto Soccorso – sottolinea Ciolfi – dobbiamo smettere di pensare che esista una sola soluzione. È necessario intervenire in maniera sinergica su diversi piani. Il Santa Maria Goretti è da tempo una struttura che presenta evidenti limiti rispetto al bacino di utenza che deve servire”.

“Continuare a intervenire con ampliamenti, ristrutturazioni e adeguamenti può essere necessario per garantire oggi il funzionamento dell’ospedale, ma non può rappresentare la soluzione strutturale per il futuro. Per questo chiediamo di conoscere con chiarezza lo stato dell’iter del nuovo ospedale di Latina e perché, a fronte della programmazione e delle risorse previste, non si sia ancora arrivati alla sua concreta realizzazione”.



