Savone fuori dalla Pro Loco? La scintilla per incendiare il centrodestra

Martedì ad Anagni è in discussione l'esclusione dall'associazione dello storico esponente vicino ad Idea Anagni e in rotta di collisione col presidente Terilli tra i fedelissimi dell'assessore Marino. Un'eventuale cacciata potrebbe innescare la reazione di Idea Anagni che rivendicherebbe il posto in giunta garantito nel 2023

Paolo Carnevale

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Non aveva poi così torto Tucidide a sostenere che “nelle questioni umane una grande scintilla nasce spesso da una piccola causa”. Ad Anagni, la piccola causa in questione è una riunione del direttivo della Pro Loco. Di fatto però, l’appuntamento in questione (e le decisioni  che verranno prese durante lo stesso) rischia di essere il casus belli di una grana tutta interna al centro destra. Capace di far saltare gli equilibri della maggioranza, innescando una crisi politica dalle conseguenze imprevedibili.

Il caso-Savone arriva alla resa dei conti

I dati anzitutto. Il prossimo 25 agosto, a partire dalle 12, nella sede della Pro Loco di Anagni, si terrà il Consiglio Direttivo della principale associazione turistico-culturale della città dei papi. All’ordine del giorno c’è un punto scottante: “discussione e delibera su proposta di esclusione del socio Fabrizio Savone dalla compagine sociale (leggi qui Anagni, la faida interna alla Pro Loco spia di un centrodestra diviso)”.

Al centro Fabrizio Savone in una recente riunione della Pro Loco

L’accusa mossa dalla Pro Loco nei confronti del suo (per il momento ancora) iscritto riguarda il mancato versamento della quota associativa annuale. In base al regolamento interno, questa morosità può dare il via all’iter formale che potrebbe portare a un’esclusione dalle conseguenze pericolose anche sul piano politico.

Perché? Fermo restando che l’iter è formalmente legittimo, dietro la controversia burocratico-amministrativa si cela uno scontro squisitamente politico. Savone è, chiaramente, da tempo in rotta di collisione con i vertici dell’ente. Il cui attuale presidente, Augusto Terilli (sul cui operato e sulla cui correttezza, ovviamente, nessuno ha nulla da dire), è considerato molto vicino all’assessore alla cultura, Carlo Marino, esponente di Cuori Anagnini.

Fabrizio Savone, pure considerato vicino al centrodestra, è da sempre legato alla lista civica Idea Anagni, rappresentata in consiglio comunale da Guglielmo Vecchi. Una distanza che si è tradotta nel tempo in accesi dibattiti sulle decisioni gestionali; e che costituirebbe la vera radice delle attuali tensioni. Le quali potrebbero, appunto, portare all’esclusione del consigliere Savone.

La chiave politica

Guglielmo Vecchi, consigliere comunale di Idea Anagni

Il punto è che la querelle associativa rischia di trasferirsi direttamente sulle dinamiche politiche comunali. Fonti interne all’amministrazione rivelano che un’eventuale esclusione di Savone scatenerebbe una dura reazione, tra ricorsi e prese di posizione ufficiali. Che potrebbe arrivare a minare direttamente gli equilibri di maggioranza.

Perché nel centro destra anagnino capitanato da Daniele Natalia resta ancora aperta la questione del rimpasto di giunta da effettuare per rispettare la famosa staffetta stabilita agli albori della consiliatura. Quando, come si ricorderà, nel 2023, era stato siglato un accordo di alternanza tra Idea Anagni e Forza Italia per garantire la stabilità della coalizione di centrodestra. L’idea era che le due liste di centro destra si sarebbero alternate un anno a testa in giunta. (Leggi qui: Anagni, il turnover al femminile in giunta diventa un caso).

Dopo un’iniziale nomina come assessore di Anna De Lellis in quota Idea Anagni nel 2023, l’anno dopo l’incarico era passato a Chiara Stavole di Forza Italia. L’alternanza prevista avrebbe dovuto riconsegnare, dopo un altro anno, il posto a Idea Anagni. Ma l’accordo a quel punto si è bloccato: e Chiara Stavole è rimasta al suo posto. Una situazione finora tollerata a fatica da Idea Anagni per garantire la stabilità del centrodestra cittadino, ma mai completamente digerita. (Leggi qui: Tandem Idea Anagni-Forza Italia per risolvere il caso-staffetta e frenare FdI).

Il rischio di uno strappo

Daniele Natalia, sindaco di Anagni

Il rischio è dunque che, adesso, il caso Savone possa spingere Idea Anagni a dissotterrare l’ascia di guerra, arrivando a pretendere (non chiedere) il rispetto del patto del 2023. Un eventuale rifiuto della richiesta di rimpasto potrebbe provocare uno strappo ben più grave del silenzio imbarazzato mantenuto finora.

Tutto questo accade mentre la città vive i giorni più caldi dell’anno con le festività patronali di San Magno che vedono la stessa Pro Loco in prima linea. Il clima in città, a quanto pare, si preannuncia rovente (la famosa “grande scintilla” di cui sopra) non solo dal punto di vista meteorologico. Ma anche politico.