Scalia e Rocca, due visioni per un aeroporto: più vicine di quanto sembri

Apparentemente distanti, il presidente Rocca e l’ex presidente Scalia condividono lo stesso nodo cruciale: senza collegamento ferroviario veloce con Roma, l’aeroporto di Frosinone non può esistere. Uno lo dice puntando sulla futura stazione Tav, l’altro sulle navette instradate nei tempi morti. In un tempo di vuoto progettuale, le loro due idee possono incontrarsi. Magari in un convegno. O in tv.

Guido Spegli di Presene

Historiae lumen veritatis est

Se si leggono distrattamente le parole che hanno pronunciato in questi ultimi giorni, la distanza tra Francesco Rocca e Francesco Scalia sembra siderale. Da un lato, il presidente della Regione Lazio che boccia senza mezzi termini l’ipotesi dell’aeroporto a Frosinone, relegandola nel novero delle chimere con un secco “non è credibile”. Dall’altro, l’ex presidente della Provincia (ed oggi avvocato di fama nazionale e professore universitario) che rilancia la validità del progetto aeroportuale, snocciola pareri favorevoli di ENAC, denuncia interessi sovranazionali e conclude con un impietoso atto d’accusa alla politica.

Ma come spesso accade nella politica – e ancor più nella storia – serve andare oltre il titolo, superare la dicotomia apparente, perché tra le righe si cela spesso una verità più sfumata. E più interessante.

Scalia e Rocca dicono lo stesso

Francesco Rocca

Perché in fondo, a ben vedere, sia Scalia che Rocca dicono la stessa cosa: senza un collegamento ferroviario efficiente e veloce con Roma, l’aeroporto di Frosinone è solo un miraggio. Una cattedrale nel deserto, moderna e silenziosa, ma inutile.

Il presidente Francesco Rocca ha il merito della franchezza. Ha detto che Frosinone, senza l’Alta Velocità, non è una sede credibile per uno scalo. Troppo lontana dai flussi, troppo isolata dal sistema infrastrutturale. Ma ha anche chiarito: se la stazione Tav prevista tra Ferentino e Supino verrà realizzata, allora tutta la prospettiva cambierebbe. Allora Frosinone potrebbe avere una logica. Fermo restando un limite: la dimensione dell’aeroporto Girolamo Moscardini (oggi sede del 72° Stormo) non permette allargamenti e non permette la crescita e lo sviluppo di un eventuale aeroporto civile. Esattamente il limite che oggi ha Ciampino. (Leggi qui: Rocca boccia Frosinone: “Non è credibile per un aeroporto”. E non solo).

Francesco Scalia

Francesco Scalia, con la passione di chi su quel progetto ha speso anni e consenso, individua la stessa soluzione: treni-navetta instradati nei tempi morti della linea Tav. Un sistema intelligente, a basso impatto, che renderebbe Frosinone a meno di un’ora da Termini. E quindi appetibile, strategica, utile per drenare traffico da Ciampino.

Pregi e limiti dell’aeroporto

Per Francesco Scalia l’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile, preposto alla valutazione tecnica di fattibilità degli aeroporti, «nel 2022 ha inserito Frosinone nel piano straordinario per il riassetto aeroportuale italiano, valutandolo quindi non solo tecnicamente fattibile ma anche strategico, salvo poi non trovare sul punto il consenso del Governo dell’epoca».

Negli anni successivi, un altro report di Enac individuava il limite sulla capacità di espansione di Frosinone. In altre parole: avrebbe gli stessi problemi di Ciampino ma un po’ più a Sud. È per questo che Francesco Rocca dice che l’unica soluzione fattibile è quella di Fiumicino autorizzando il quarto terminal.

Scalia si dice ancora convinto che «Frosinone è che è l’unico aeroporto realizzabile nel Lazio con poche risorse e consentirebbe in poco tempo di chiudere l’aeroporto di Ciampino: aeroporto di cui lo stesso piano straordinario dell’Enac prevedeva la chiusura. (…) Ma Ciampino continua ad avere circa 6 milioni di passeggeri all’anno: una vera miniera d’oro».

La stilettata del professore

(Foto: Carlo Lannutti © Imagoeconomica)

L’ex Presidente della Provincia (e poi assessore e consigliere regionale, quinbdi senatore della Repubblica) sferra una stilettata finale. E domanda «Sarà che tutto questo avviene perché Ciampino è gestito da ADR? Società controllata, tramite Gemina S.p.A., da Atlantia: la stessa società che per lunghi anni e fino al 2021 ha controllato Autostrade per l’Italia?».

«Saranno le stesse ragioni – evidentemente non tecniche, ma – politiche che hanno consentito ad Atlantia di non vedersi revocata la concessione autostradale, dopo il crollo del Ponte Morandi e lo scandalo delle mancate manutenzioni, e di vendere la sua partecipazione in Autostrade per l’Italia ad una cordata guidata da Cassa Depositi e Prestiti – società del Ministero dell’Economia che gestisce il risparmio postale degli italiani – per circa 8 miliardi di euro?».

Percorsi diversi diversi, stessa visione

Una planimetria del progetto per l’aeroporto

Francesco Rocca e Francesco Scalia disegnano due percorsi diversi, due visioni politiche opposte, ma una stessa consapevolezza tecnica e infrastrutturale: che ha il suo punto di sintesi nel collegamento ferroviario veloce tra la provincia di Frosinone ed il centro di Roma. Senza ferro, tutto resta teoria: anche l’aeroporto. Con il ferro, non è escluso che diventi progetto. Forse è il momento di prendere atto che – in tempi di deserto progettuale – ci sono due idee, due proposte, e che queste vanno analizzate per valutare se possano essere messe a sistema.

Per questo, l’auspicio è che Francesco Scalia e Francesco Rocca si incontrino. Non per scontrarsi, ma per costruire. Spiegando le loro due visioni. E se vorranno, Teleuniverso si candida ad ospitare quel confronto pubblico, civile e approfondito: non solo sull’aeroporto ma su come si possa pensare un futuro possibile per questo territorio. Perché una buona idea resta tale, a prescindere da chi la enuncia. E oggi, di buone idee, ce n’è un disperato bisogno.