La nomina di Giuseppe Schiboni nel CdA Agenas libera un assessorato chiave in Regione Lazio. Perché le due cariche non sono compatibili. Forza Italia, guidata da Claudio Fazzone, gioca una partita tutta pontina. Francesco Rocca punta alla stabilità ma gli equilibri interni possono cambiare.
La nomina che muove gli equilibri
L’atto è nero su bianco: protocollo 2026/0001713 del 19 febbraio 2026. Porta la firma del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e sancisce la nomina del nuovo Consiglio di amministrazione di Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Alla presidenza va Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli-Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni. Nel CdA entrano, tra gli altri, Domenico Mantoan e Giuseppe Schiboni, designati dal Ministero della Salute.

È proprio quest’ultima nomina ad aprire un fronte politico a via della Pisana. L’incarico in Agenas è incompatibile con quello di assessore regionale. Per Schiboni, esponente di Forza Italia ed ex sindaco di San Felice Circeo, si avvicina dunque l’uscita dalla Giunta Rocca.
Un’uscita non politica ma istituzionale. Che però produce effetti politici immediati. Si libera una casella assessorile pesante: scuola, formazione, lavoro e urbanistica — delega quest’ultima assegnata appena nel 2025. Non un assessorato tecnico, ma una leva che incide su fondi europei, politiche attive, edilizia scolastica e programmazione territoriale.
Per il presidente Francesco Rocca si apre ora una partita delicata. Il sostituto dovrà essere espressione di Forza Italia. Ma la scelta non sarà neutra.
La partita pontina dentro Forza Italia
Il dossier è nelle mani del senatore Claudio Fazzone, dominus di Forza Italia nel Lazio. È a lui che spetta indicare il nome da sottoporre a Rocca. E la partita si gioca tutta nel territorio pontino: Schiboni è espressione diretta della provincia di Latina.

Fino a poche settimane fa, il nome più accreditato sembrava quello di Cosimo Mitrano, già sindaco di Gaeta. Un profilo amministrativo forte, capace di garantire continuità territoriale ed equilibrio tra le diverse anime locali del partito. Ma secondo alcune fonti della Pisana avrebbe rifiutato la proposta, scegliendo di rimanere in Consiglio.
Negli ultimi giorni è salito nelle quotazioni un altro nome: Alessandro Calvi, consigliere comunale di Latina e fedelissimo di Fazzone. Una candidatura che risponderebbe a una logica di rafforzamento diretto della filiera fazzoniana in Giunta, consolidando il controllo del senatore sugli assetti regionali del partito.
Non è un dettaglio. Già nell’autunno 2024, durante la fase più tesa della maggioranza di centrodestra, Forza Italia aveva rivendicato maggiore peso nell’esecutivo regionale, forte di un consenso elettorale cresciuto rispetto alle Regionali del 2023, a scapito soprattutto della Lega.
Allora la crisi rientrò. Oggi la sostituzione di Schiboni offre agli azzurri un’occasione concreta per ridefinire i rapporti di forza.
La strategia di Rocca

Il presidente Francesco Rocca ha già fatto sapere che aprirà un confronto con gli alleati per individuare il sostituto, ringraziando pubblicamente Schiboni per il lavoro svolto.
Resta da capire quale sarà la strategia del governatore: una sostituzione chirurgica, limitata alla sola casella di Forza Italia, per evitare di riaprire vecchie ferite nella coalizione; oppure un aggiustamento più ampio, approfittando dell’occasione per riequilibrare la squadra di governo dopo un anno di tensioni sotterranee tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Al momento, la prima ipotesi appare la più accreditata. Rocca ha dimostrato di preferire la stabilità ai colpi di teatro. La Regione è impegnata su dossier complessi — sanità, trasporti, programmazione dei fondi europei — e riaprire un cantiere politico potrebbe indebolire la maggioranza.
Ma la natura dell’assessorato lasciato vacante non consente scelte marginali. Scuola, formazione, lavoro e urbanistica incidono direttamente sulle dinamiche territoriali e sugli equilibri con i Comuni.
Non è solo una sostituzione. È una partita tutta interna a Forza Italia ma con effetti sull’intera coalizione. E, ancora una volta, si gioca a Latina.



