Scuolabus, lunedì si riparte. E l’opposizione conta i bulloni

Il Comune di Ceccano riaccende i motori del servizio di trasporto scolastico, termometro politico e banco di prova amministrativo. Il sindaco Querqui gonfia il petto per l'impegno mantenuto. L'opposizione all'attacco parlando di opacità dell'operazione e ponendo una serie d'interrogativi che facciano chiarezza. Ma alla fine sarà la strada a promuovere o bocciare il nuovo inizio

Lunedì 26 gennaio torna su strada lo scuolabus. Che a Ceccano non è mai “solo” uno scuolabus: è un termometro politico, un banco di prova amministrativo, una promessa che – quando la fai – poi ti inseguono le famiglie, i post, le domande e pure i conti. E infatti la vicenda arriva da mesi in cui il trasporto scolastico è diventato un simbolo più che un servizio: stop, attese, polemiche, genitori costretti a inventarsi soluzioni quotidiane e opposizione a battere sul chiodo.

La promessa, i vincoli e lo slittamento

Andrea Querqui, sindaco di Ceccano

L’amministrazione Querqui lo aveva già messo in chiaro con comunicazione istituzionale: da gennaio 2026 il servizio sarebbe ripartito, rivendicato come “impegno mantenuto” e presentato come segnale di discontinuità. Sullo sfondo, il convitato di pietra che a Ceccano si presenta a ogni seduta: il piano di riequilibrio, che lega risorse, procedure e tempi come un rosario tecnico-amministrativo. Cioè quel piano che impone alla città di restituire a rate il prestito avuto dallo Stato per azzerare i suoi debiti evitando il dissesto. Dove le rate sarebbero state ancora più salate ed i margini di discussione pari a zero. (Leggi qui: Lo scuolabus riparte: promessa mantenuta e sfida lanciata).

E c’è anche l’altra metà della storia: la stessa promessa era stata spesa pure dalla destra. Possibile. Ma poi i cittadini hanno scelto un sindaco e una maggioranza diversi: il risultato, nel bene e nel male, lo porta a casa chi governa. È la democrazia: la palla resta a chi sta in campo.

Solo che la ripartenza, nel frattempo, ha cambiato data. Dal Comune è arrivata una nota ufficiale: avvio posticipato a lunedì 26 gennaio su richiesta del gestore, perché a ridosso della chiusura delle iscrizioni (fissata al 16 gennaio) sarebbe arrivato uno “straordinario” numero di domande, tale da imporre una rimodulazione integrale di tragitti e orari. Quattro giorni in più, insomma, per far salire tutti “nello stesso giorno”, senza lasciare nessuno a terra.

La ripartenza “tecnica”: linee, orari e rimborsi

Lunedì prossimo a Ceccano torneranno in servizio gli scuolabus

Nel comunicato dell’assessorato alla Pubblica Istruzione viene promesso che entro la mattina del 23 gennaio saranno resi noti linee e orari rimodulati. E viene anche messo nero su bianco come si recuperano i pagamenti di gennaio: gratuità di giugno 2026 per chi userà il servizio fino a fine anno, oppure compensazione sulle mensilità successive per chi paga a partire da febbraio.

Il Comune assicura inoltre alcuni paletti: copertura delle strade comunali (o in immediata adiacenza del civico), fermate spostabili per motivi di sicurezza, fermate “cumulative” solo quando le salite-discese sono ravvicinate, corse entro 45 minuti, e per la Primaria obbligo della presenza di un familiare o adulto autorizzato in salita e discesa.

Liburdi: “Scherzi a Parte” o “supercazzole”?

Rino Liburdi

Ed eccoci al punto politico. Perché se un servizio torna, la città tira un sospiro. Ma se torna con uno slittamento e con la parola “raddoppio” che balla tra righe e corridoi, allora qualcuno prova a trasformarlo in processo. Negli ultimi giorni Rino Liburdi ha scritto un intervento dal sapore di sfida: tra “Scherzi a Parte” e le “supercazzole” di Amici Miei, sostiene che l’amministrazionesi stia “incartando” proprio sui cavalli di battaglia annunciati – trasparenza e correttezza delle procedure – e parla di opacità nel capitolo scuolabus.

Non lo fa con una raffica di numeri, ma con domande che suonano come colpi di martello: com’è possibile che il censimento degli utenti, iniziato da mesi, non abbia ancora prodotto un numero definitivo? Siamo davvero sicuri che il rinvio dipenda soltanto dal “quasi raddoppio” delle richieste nelle ultime ore e non da altro?

E ancora: com’è stata formulata un’offerta, se l’unica ditta che ha risposto alla manifestazione di interesse non avrebbe avuto un quadro definitivo degli utenti? Infine, la paura più concreta per le famiglie: se i costi sono raddoppiati, potrebbero salire ancora? E tutte le linee saranno davvero coperte? Chiusura da palcoscenico: “aspettiamo con curiosità il 26”.

Ginevra Bianchini

E non è scontato che resti solo un ring social. Perché quelle domande, volendo, possono diventare carta intestata: non è difficile immaginare che arrivino anche in Consiglio comunale attraverso i consiglieri di riferimento Di Pofi, Bianchini e Macciomei, se decideranno di trasformare la critica in iniziativa formale.

Il punto vero: “riparte” non basta, conta “come”

L’assessore alla pubblica istruzione Francesca Ciotoli

Qui sta la trappola e anche la prova di maturità. Perché una ripartenza annunciata può reggere sul comunicato; ma la ripartenza vera la decidono le mattine davanti alle scuole.

Il Comune dice: serve tempo per rimodulare tragitti e orari, per garantire sicurezza ed efficacia. L’opposizione ribatte: allora spiegate meglio metodo, numeri, tempi, costi.

Ad oggi, alle domande specifiche di Liburdi non risultano risposte puntuali una per una: il 26, più che una data, diventa un verdetto. E a Ceccano i verdetti non li scrivono i post: li scrivono i pullman quando girano la chiave.