Allagamenti e aule chiuse trasformano il primo giorno di scuola in un caso politico. L’opposizione ceccanese, guidata da Del Brocco, si ricompatta e colpisce la Giunta Querqui. La maggioranza prova a difendersi ma la tempesta politica è appena iniziata.
La campanella non ha suonato. O meglio: ha suonato a vuoto. A Ceccano il primo giorno di scuola si è trasformato in un boomerang per l’Amministrazione Querqui. La scuola Badia Maiura, sotto l’effetto di piogge torrenziali e infiltrazioni vecchie quanto i banchi di legno, ha dovuto rimandare a casa i bambini. Aule allagate, strade impraticabili, genitori esasperati. E ovviamente, la politica che fiuta il sangue e torna a colpire. (Leggi qui: Piove su Ceccano e l’asfalto scappa. Scuola allagata, bambini a casa).
La voce della destra

La destra ceccanese ha rialzato la voce. Ma non con i soliti comunicati, stavolta il tono è stato più tagliente, più strategico, più organizzato. E il primo a scendere in campo è stato lui: Riccardo Del Brocco. L’ex assessore all’Ambiente, che in molti davano in fase calante, è tornato sulla scena come nei suoi giorni migliori. “Non siete palesemente all’altezza. Sapevate tutto da mesi. Solidarietà ai genitori e ai dipendenti comunali che devono avere a che fare con voi“, ha tuonato sui social. Ma non si è fermato qui.
Riccardo Del Brocco è tornato. E lo ha fatto nel modo che conosce meglio: attaccando. Da leader, con parole chirurgiche e un obiettivo preciso. Non solo la scuola chiusa ma anche il cuore antico della città: “Nel 2022 abbiamo ottenuto il più grande finanziamento mai ricevuto per questo tipo di interventi. Adesso tutto fermo. L’assessore in Consiglio ha detto che vuole stravolgere il progetto. E sapete quale sarà il risultato? Che perderemo tutto”.

Una bordata degna dei tempi migliori, che riporta Del Brocco al centro del dibattito come figura guida dell’opposizione. Un attacco forte e tecnico che va ben oltre il cliché del “lamentarsi sempre”: qui c’è una questione sostanziale, concreta, e soprattutto urgente. Perché se davvero quei 2,5 milioni di euro rischiano di andare persi, allora non si tratta più di polemica politica, ma di responsabilità amministrativa. La maggioranza dovrà fornire risposte chiare. E Colombo Massa – il nuovo delegato all’Ambiente, su cui si sono già accesi i riflettori – dovrà tenere la linea, spiegare le scelte e, se necessario, correggere il tiro. E se cosi l’opposizione, stavolta, ha colpito nel punto esatto.
La paternità contesa
Un altro attacco velenoso arriva anche sul tema dell’asfalto. Una strada provinciale, rifatta da poco, già saltata sotto la pioggia. Qui si apre una parentesi tutt’altro che marginale. Perché solo pochi giorni fa Rino Liburdi, segretario cittadino di Fratelli d’Italia, aveva rivendicato con orgoglio quel lavoro, attribuendolo all’intervento del consigliere provinciale Daniele Maura. Un’opera di cui andare fieri. Ma oggi, Del Brocco la boccia senza appello. Una crepa non solo sull’asfalto, ma anche nella linea politica della destra ceccanese: Liburdi rivendica, Del Brocco condanna. Opposizione a tutto campo, certo, ma con qualche contraddizione. (Leggi qui: Piove su Ceccano e l’asfalto scappa. Scuola allagata, bambini a casa).

E Liburdi, dal canto suo, non resta in silenzio. Anche lui affonda sul caso scuola, con un attacco durissimo: “Quello che è successo è molto grave. I soldi ci sono. Avreste potuto approvare la variazione di bilancio a luglio. Avete preferito investire in immagine e iniziative estive. Ora più che frignare, imparate a programmare“. Altro che hashtag e video patinati: qui si chiede conto di scelte politiche.
Non sono mancate neppure le voci femminili dell’opposizione. L’ex assessore all’urbanistica Ginevra Bianchini ha ironizzato sui social, seguita dalla consigliera Alessia Macciomei e dall’ex delegata pubblica istruzione Simona Sodani. Tutte a rimarcare che il problema era noto da tempo, che un’ordinanza preventiva sarebbe bastata, che il rispetto per bambini e famiglie non si dimostra con le scuse, ma con i fatti. Persino Antonella D’Annibale è tornata a farsi sentire: “Vergogna! Questo è il diritto allo studio che garantite?“.
Cosa chiede la Destra

E poi, in mezzo al coro, arriva anche Pasquale Bronzi, ex delegato alla biblioteca: “I nostri figli non meritano questo. Basta con le scuse, serve rispetto e responsabilità“.
Ma che cosa chiede esattamente la destra? Al netto della rabbia, il messaggio è chiaro: vogliono sapere di chi è la responsabilità. Chi ha fatto i sopralluoghi? Chi ha garantito che tutto fosse in ordine? Perché non è stata approvata prima la variazione di bilancio da 20.000 euro per l’edilizia scolastica, sapendo da mesi delle criticità?
Cosa risponde la Sinistra
La maggioranza, ovviamente, non ha lasciato il campo libero. In prima linea, l’assessore Alessandro Ciotoli, che ha spiegato le difficoltà ereditate, i fondi trovati a zero, i tentativi di intervenire in pochi mesi. Ha chiesto collaborazione, ha rivendicato l’approvazione di indirizzi per un bando da 2,5 milioni per la messa in sicurezza degli edifici. Ma ha anche ammesso: “Ci sono colpe. Ce le stiamo assumendo. Ma la morale da chi si è sempre fregato no, quella non è accettabile“.

A difendere la Giunta anche la vicesindaca Mariangela De Santis e Adriano Papetti, ex candidato con Ceccano in Comune. Entrambi hanno respinto gli attacchi, sottolineando l’eredità pesante ricevuta, gli anni di segnalazioni ignorate e la volontà – più che di scaricare colpe – di risolvere i problemi. La giustificazione è chiara: in pochi mesi non si raddrizzano dieci anni di incurie.
Ma intanto il confronto si è acceso anche sui social, dove la politica ceccanese ha trovato la sua nuova sala consiliare. E lì, tra un post e una replica, è andato in scena lo scontro tra Mariangela De Santis e Rino Liburdi. Un duello tra avvocati, condito da diritto amministrativo e frecciate ironiche. E si sa: quando litigano due avvocati, hanno sempre ragione entrambi. Il problema è che non lo ammetteranno mai. Così la piazza digitale si è trasformata in una specie di tribunale permanente, dove le sentenze non le emette un giudice… ma i “like”.
La posizione del sindaco

E in tutto questo, il sindaco? Andrea Querqui ha scelto la via dell’istituzionalità. Niente dirette accese, niente contro-post. Ha pubblicato un comunicato e poi un video sobrio e diretto, spiegando con pacatezza cosa è successo, cosa si sta facendo, cosa verrà fatto. Ma anche lui, tra le righe, ha fatto capire che certi attacchi servono più a pulire coscienze che a costruire soluzioni.
Ha cercato di mettere ordine nel nel caos comunicativo. Ma in questa fase, forse, non basterà. Perché se la pioggia ha allagato i corridoi, la politica ha già invaso le Aule. E la destra, questa volta, non ha intenzione di farsi sfuggire l’occasione: vuole risposte e le vuole in Aula.
Resta un fatto: Ceccano ha perso il primo giorno di scuola. Quelle aule bagnate hanno riaperto ferite, rivalità, veleni e visioni diverse. La pioggia è passata, ma la tempesta è appena iniziata.
L’opposizione non dorme

C’è chi dice che l’opposizione dormisse, ma stavolta ha colpito sveglia e affilata come non mai. La destra ceccanese si è mossa compatta, chirurgica, e – soprattutto – senza sconti. Ha ritrovato la voce (e la tastiera) Riccardo Del Brocco, con un attacco diretto non solo sulla scuola chiusa, ma anche sul progetto della frana e sull’asfalto saltato.
Ginevra Bianchini ha incalzato con sarcasmo e stile, Alessia Macciomei ha sottolineato la gravità del danno per le famiglie, Pasquale Bronzi ha parlato di “rispetto e responsabilità”, mentre Ugo Di Pofi e Rino Liburdi hanno chiesto conto della gestione, della programmazione mancata e delle priorità invertite. Non sono mancate neanche le stilettate più velenose, come quelle di Antonella D’Annibale, che ha gridato “vergogna” come un ritornello d’opposizione.
Una destra compatta, visibile e determinata. E ora punta dritta al Consiglio comunale, con una domanda chiara: di chi è la colpa?



