Dalle idrovore di Focene alla Cascata di Isola del Liri illuminata di verde, bianco e rosso. Con “Bagliori nella notte” i Consorzi di bonifica accendono i riflettori sull’acqua: risorsa strategica, infrastruttura invisibile, politica concreta.
Certe notti la macchina è calda / E dove ti porta lo decide lei
Certe notti la strada non conta / E quello che conta è sentire che vai
Certe notti la radio che passa Neil Young / Sembra avere capito chi sei
Certe notti somigliano a un vizio / Che tu non vuoi smettere, smettere mai
Mancavano solo le note di Ligabue a fare da sottofondo. La poesia e la visione della sua Certe Notti invece c’era tutta. Perché ci sono notti in cui le infrastrutture parlano. Non fanno comizi, non scrivono comunicati. Si limitano ad accendersi.
È successo in queste ore nel Lazio, dove le idrovore dei Consorzi di bonifica si sono illuminate con i colori del tricolore nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Bagliori nella notte”, promossa da ANBI, l’associazione dei Consorzi di Bonifica per ricordare una cosa che spesso si dimentica finché non manca: l’acqua è una risorsa strategica. E gestirla non è solo una questione tecnica ma politica.
Luci sulla cascata

L’immagine più potente arriva dal Frusinate. La Cascata di Isola del Liri, simbolo naturale della provincia, si è accesa di verde, bianco e rosso trasformandosi in una scenografia quasi teatrale. Non è solo un colpo d’occhio suggestivo: è un messaggio. Perché dietro quella cascata, come dietro ogni canale e ogni impianto idrovoro, c’è un lavoro quotidiano fatto di manutenzione, prevenzione e sicurezza. Se un’idrovora non funziona, la conseguenza è che i terreni attorno possono finire sott’acqua, allagati con il primo colpo di maltempo; le coltivazioni possono affogare perdendo un’intero raccolto. O, come nel caso di Fiumicino, l’aeroporto rischia di trovarsi sott’acqua con l’intero traffico aereo in tilt.
Non è un caso che ad inaugurare l’iniziativa regionale sia stato il Consorzio di Bonifica Litorale Nord, accendendo il tricolore sull’impianto idrovoro di Focene “Aeroporto”, nel Comune di Fiumicino. Un’infrastruttura che non si vede quasi mai nelle foto patinate ma che difende un territorio delicato e strategico come quello dello scalo romano.

Presenti all’accensione il presidente di ANBI Francesco Vincenzi, il direttore generale Massimo Gargano e il direttore del Consorzio Litorale Nord e di ANBI Lazio Andrea Renna, che ha portato i saluti del presidente Sacchetti. «Accendere il tricolore su queste infrastrutture significa valorizzare il lavoro quotidiano dei Consorzi e ricordare quanto sia fondamentale investire nella prevenzione e nella gestione dell’acqua», ha sottolineato Renna.
Non è mai solo acqua
Il punto è proprio questo: l’acqua non è mai solo acqua. È agricoltura, sicurezza idraulica, ambiente, economia. E soprattutto futuro.

Lo ha ricordato anche Marco Casini, segretario generale di AUBAC, l’ente pubblico responsabile della programmazione e della pianificazione territoriale per la gestione del rischio idrogeologico, la gestione e la tutela del Bacino dell’Appennino centrale. Ha spiegato che iniziative come questa servono a rafforzare la consapevolezza di un bene comune spesso dato per scontato. «Il tricolore acceso sugli impianti è il segno di una responsabilità collettiva verso una risorsa essenziale per le comunità e per il territorio».
E infatti l’eco dell’iniziativa si è diffusa in tutta la regione. Il Consorzio di Bonifica Lazio Sud Ovest ha illuminato l’impianto idrovoro di Tabio a Terracina, lungo la via Appia, mentre il Consorzio Etruria Meridionale e Sabina ha acceso il tricolore sull’impianto di Reopasto.
La presenza della Regione

Nel Frusinate, accanto alla cascata illuminata, era presente l’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini, che ha colto il senso politico dell’immagine:
«L’acqua è una risorsa fondamentale per lo sviluppo dei territori, per l’agricoltura e per l’ambiente. Questa iniziativa ricorda quanto sia importante lavorare insieme per la sua gestione sostenibile».
In fondo, la lezione è semplice. Le infrastrutture idrauliche sono un po’ come le fondamenta di una casa: non si vedono quasi mai, ma se mancano tutto il resto crolla.
Per una notte, almeno, quelle fondamenta si sono illuminate. E hanno ricordato che dietro un campo irrigato, un fiume governato e una città protetta dalle alluvioni c’è qualcosa che funziona solo quando qualcuno se ne prende cura.
Silenziosamente. Anche al buio. Suprattutto in Certe notti.



