Sicurezza stradale, una lezione diversa tra coscienza e valore della vita

Ad Anagni nella Sala della Ragione l'incontro organizzato da ACI Frosinone e da Generazione in Movimento. Obiettivo: formare i cittadini ad una guida responsabile toccando emozioni e sensibilità. La significativa testimonianza di Gabriella Saracino, madre di Gaia, travolta nel 2019 sulle strisce pedonali a Roma insieme all’amica Camilla

Matteo Sansoni

Le storie dietro ai numeri

Una lezione diversa, profondamente umana. Non sui libri ma sulle emozioni, sulla coscienza, sul valore di ogni singola vita. E sull’importanza, spesso dimenticata, di un gesto tanto semplice quanto decisivo: guidare con responsabilità. È andata in scena ad Anagni nella Sala della Ragione, gremita e silenziosa: dove solitamente si discute di politica e amministrazione, si è parlato di vita e morte lungo le strade.

L’impegno di mamma Gabriella

L’incontro – organizzato da ACI Frosinone e dall’associazione Generazione in Movimento, in collaborazione con il Comune di Anagni, Sara Assicurazioni Catilli e Wesave – ha avuto un obiettivo chiaro: formare i cittadini di domani sulla sicurezza stradale ma soprattutto toccare le loro coscienze. L’occasione è stata quella della Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada, che si celebrerà il 16 novembre. Un appuntamento che purtroppo, ogni anno, si carica di nuovi numeri: 3.000 morti solo in Italia. (Leggi qui: Ad Anagni la sicurezza stradale si impara con il cuore (e con il casco)).

Il cuore della mattinata è stato Gabriella Saracino, madre di Gaia, la ragazza travolta sulle strisce pedonali a Roma nel 2019, insieme all’amica Camilla. Gabriella non ha portato solo parole ma una ferita aperta trasformata in impegno. Ha scelto di trasformare il dolore in testimonianza. Quando ha parlato, anche i più distratti hanno abbassato lo sguardo, mentre nella sala calava un silenzio che pesava più di ogni lezione frontale.

La lezione di Bufalini, il piano dell’ACI

Ad affiancarla in aula, Andrea Bufalini delle autoscuole affiliate ACI R2GO. Tecnico esperto ma anche comunicatore sensibile, ha spiegato con esempi concreti i rischi legati all’abuso di alcol e droghe alla guida. Parole chiare, dirette, senza edulcoranti. Perché la realtà non fa sconti.

L’iniziativa è parte del piano promosso dal Commissario straordinario ACI, il generale Tullio Del Sette, per trasformare novembre in un mese di sensibilizzazione vera, fatta di volti e voci, non di spot.

Ad aprire gli interventi tecnici è stata la direttrice di ACFrosinone Celestina Arduini, che ha spiegato il motivo di questi incontri, partendo dai dati di ACI e Istat su incidenti morti e feriti, in particolare quelli della provincia di Frosinone. A seguire ci sono stati gli intervemti del presidente di ACI Frosinone Maurizio Federico, dell’assessore Carlo Marino (in rappresentanza del sindaco Daniele Natalia) ed i colleghi Chiara Stavole e Riccardo Natalia. Ognuno con parole di sostegno a una causa che, oggi più che mai, coinvolge tutta la comunità.

In campo tecnologia ed innovazione

Ma il convegno non è stato solo emozione. È stato anche tecnologia, innovazione, simulazione. I ragazzi hanno potuto sperimentare direttamente i dispositivi messi a disposizione da ACI e autoscuole R2GO: il simulatore di guida, il tappetino da attraversare con gli occhiali che riproducono lo stato d’ebbrezza e il nuovissimo visore in realtà aumentata fornito dall’Ufficio Mobilità ACI, guidato dal formatore Raffaele Pongelli. Un viaggio virtuale nel cuore di Roma, dove ogni passo, ogni incrocio, ogni auto diventava esperienza immersiva. E, forse, una presa di coscienza in più.

In platea, accanto a studenti e docenti, anche figure istituzionali e tecniche dell’ACI nazionale, come Chiara Pascarella, Fabrizio Trabucco, Sandra Pagani e Roberto Romagna, a testimoniare quanto forte sia l’impegno dell’ente per trasformare l’educazione stradale in cultura della vita.

Quella di Anagni è stata molto più di una lezione. È stata una semina silenziosa, fatta di parole forti, esperienze autentiche e sguardi commossi. Perché chi guida oggi, o guiderà domani, deve sapere che dietro ogni volante ci sono milioni di destini. E uno solo basta per cambiare tutto.