A Formia divampa la polemica dopo le dichiarazioni di Bartolomeo che non parlava di politica da 8 anni. Il primo cittadino ha risposto attaccando duramente il suo predecessore. Luca Magliozzi, capogruppo del Pd, ha preso le distanze da entrambi. La solidarietà di Pierpaolo Chiumera ad Imma Arnone
Un vespaio di polemiche e di accuse reciproche. Lo ha innescato la decisione dell’ex sindaco Sandro Bartolomeo di rompere il silenzio durato otto anni e commentare le vicende politiche amministrative del comune di Formia che ha guidato per quattro mandati ha provocato.
L’ex primo cittadino aveva replicato al coordinatore comunale di Forza Italia Angelo D’Onorio De Meo ribattendo alle accuse piovute sulla moglie di Bartolomeo, Imma Arnone (capogruppo di Guardare Oltre). Forza Italia aveva criticato il suo annuncio di aderire al Gruppo consiliare del Partito Democratico. (Leggi qui: Gli attacchi di D’Onorio De Meo risvegliano il vecchio leone Bartolomeo).
Il sarcasmo di Taddeo

La reazione più velenosa alle parole di Sandro Bartolomeo è stata del sindaco in carica Gianluca Taddeo che di Bartolomeo è stato più di un amico quando a Formia, Forza Italia nella consiliatura 2013-2018 è corsa in suo aiuto in Consiglio, votando a favore o astenendosi, blindando così la maggioranza di centrosinistra in difficoltà.
Taddeo, come il coordinatore comunale del suo Partito, ha utilizzato il sarcasmo per attaccare, anche sul piano personale, Bartolomeo. Lo ha fatto in un post in cui ha allegato una foto risalente al 2013 quando nella seduta inaugurale del rinnovato Consiglio l’ex sindaco indossava per la quarta volta la fascia e Taddeo, in qualità di consigliere anziano e, dunque, del più votato dell’Assemblea, toccò presiedere la seduta.
“Caro Sandro, di te mi ha sempre colpito il tuo self-control ma ora sei riuscito a perdere anche questa qualità“, ha scritto Taddeo che prima di usare la spada sembra complimentarsi con l’ex sindaco in questi termini: “Interessante l’elenco delle attività svolte durante i mandati che hanno tracciato 20 anni della storia della nostra Città, risultati che tutti conoscono e ricordano perfettamente”.
Attacco velenoso a Sandro

L’attuale sindaco attacca frontalmente il suo predecessore (e la moglie Imma Arnone) quando si definisce “stupito” della scelta avvenuta nel 2021 di “sostenere una coalizione (quella, trasversale, che candidava a sindaco Amato La Mura) che si presentava in netta divisione e spaccatura rispetto al Pd, tuo Partito di sempre, dove oggi ritorni accanto a Luca Magliozzi. Lo stesso Magliozzi tentò di dare invano un volto nuovo al vostro Partito e tu nel 2021 scegliesti di non sostenere”.
In effetti la libertà di voto data dal Pd al suo elettorato consentì a Taddeo di diventare sindaco di Formia e di battere La Mura per soli 38 voti. Un’inezia su una popolazione di oltre 38mila residenti a sugello di scelte che hanno creato diaspore e alimentato veleni.
Taddeo è velenoso più di ogni previsione quando definisce “mediocre (…) il tuo risultato elettorale” e della lista Guardare Oltre alle amministrative del 2021: 887 voti. “Poca cosa rispetto al mio risultato elettorale ottenuto nel 2013 come semplice candidato al Consiglio comunale”.
Nel mirino Stefano Scipione

L’affondo continua quando il sindaco per difendere la presa di posizione del coordinatore comunale di Forza Italia dice di parlare “di dati e numeri e non di falsità e bugie che non appartengono al nostro modo di fare politica”.
E nel mirino di Taddeo per la prima volta finisce anche il Segretario comunale del Pd, “tale (Stefano) Scipione”. E’ accusato di parlare “di nodi irrisolti negli anni nella Città di Formia. Forse ha vissuto in qualche altro luogo fino al 2021 oppure non hai compreso il suo discorso”.
Taddeo non manca di sottolineare alcuni risultati conseguiti nel corso di questi quattro anni e, soffermandosi sulla gestione del personale, si esprime in questi termini: “Abbiamo svolto un ottimo lavoro ed una utile bonifica, ma non della mia stanza”.

Ma cosa significa “utile bonifica”? Si tratta di una chiara allusione a quando furono trovate alcune cimici nella stanza dell’allora sindaco di Formia. Le aveva piazzate la Dia, la Direzione Investigativa Antimafia, ipotizzando un collegamento della camorra con il progetto del Comune di di Formia per realizzare la strada Pedemontana. Quell’inchiesta evaporò subito e la Dia trasmise gli atti alla Procura di Cassino chiedendo di continuare ad indagare su un giro di incarichi e appalti pilotati.
Sandro Bartolomeo fu rinviato a giudizio ma decise, contrariamente agli altri indagati, di rinunciare alla prescrizione e di essere giudicato (l’unico) con il rito ordinario tuttora in corso in piazza Labriola per dimostrare “sino in fondo la mia totale estraneità dei fatti”.
“A Bartolomeo manca una visione reale”
Taddeo rimprovera al suo predecessore di “non avere più una visione reale e completa di quanto sta accadendo nel comune. Forse qualche tuo residuo adepto non ti informa adeguatamente”. Lo invita a dedicarsi “egregiamente alla tua professione dove certamente raccogli molte più gratificazioni rispetto alla politica”.

La campagna elettorale in vista del voto amministrativo del 2027 è iniziata, dunque, con i fuochi pirotecnici e Taddeo punta legittimamente al bis: “Racconteremo i nostri primi 5 anni di amministrazione e poi la Città deciderà chi sono i mediocri. In realtà gli elettori formiani hanno scelto bene già nel 2021 e sono certo che altrettanto faranno nel 2027 confermandoci alla guida della città”.
Magliozzi: “No al teatro della nostalgia”
Nel dibattito, che definisce “fuori luogo e fuori tempo”, si è inserito subito il capogruppo del Pd Luca Magliozzi. Lo fa prendendo le distanze da Taddeo osservando come “un sindaco ha un compito di amministrare il presente e provare a costruire il futuro. Se è in grado di farlo. Se Taddeo continua a discutere di ciò che è stato, è perché non vuole parlare di ciò che Formia è diventata: una città che si accontenta del minimo, che celebra l’ordinario, che ha smarrito ambizione, cura e visione”.

Magliozzi rivela di essere lontano anni luce anche dallo stesso Bartolomeo: ”Quando, invece, un sindaco passa il tempo a rievocare il passato, significa che oggi ha poco da dire al futuro della città”. L’ex candidato sindaco dei Dem formiano precisa di non voler, pertanto, “partecipare a questo teatro della nostalgia”.
Gli interessa “Formia adesso: le scelte che si prendono oggi, l’idea di città che si mette in campo, la direzione che si dà ai prossimi anni. Il Pd sta costruendo un percorso nuovo, riconoscibile, collettivo. Stiamo rafforzando la nostra presenza, allargando la squadra, riaprendo spazi di partecipazione e confronto pubblico. Lo stiamo facendo passo dopo passo, con serietà”.
Chiumera difende Imma: “Parole becere”
Ad esprimere solidarietà a Imma Arnone dopo gli attacchi subiti dal coordinatore formiano di Forza Italia Angelo D’Onorio De Meo e dal sindaco Taddeo è il capogruppo del Pd al comune di Terracina Pierpaolo Chiumera.

“Parlare di Sandro Bartolomeo per commentare l’adesione di Imma Arnone al Partito Democratico è quanto di più becero e maschilista si possa immaginare – ha scritto Chiumera – Lo è perché afferma un principio inaccettabile: che la politica la fanno gli uomini, che a contare sono sempre e solo gli uomini, che una donna – se entra in politica e viene eletta – lo fa “perché dietro c’è qualcuno”.
“Un modo di pensare antico, offensivo e profondamente ingiusto, che umilia le donne e svilisce la politica stessa – ha aggiunto Chiumera – Imma Arnone non ha bisogno di “padrini”, né di giustificazioni: ha idee, competenza, coraggio e una storia personale di impegno sociale e professionale che valgono più di mille parole. Chi non riesce a riconoscerlo rivela solo la propria povertà culturale e umana”.



