Sinistra Italiana, prima i programmi e poi nomi: ecco la nostra idea di città

Ad Anagni "SI" ha presentato una serie di proposte da condividere con le altre forze del centrosinistra in vista delle elezioni comunali. Un punto di partenza per provare a costruire un campo largo che possa battere il centrodestra. Al di là delle iniziative lanciate, va sottolineato il metodo: a differenza degli altri partiti, si antepone il progetto alle candidature

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Chiariamo subito: non si tratta del programma elettorale del centrosinistra. Peraltro, almeno ufficialmente, come proposta ancora non esiste. Ma, in un contesto nel quale ad Anagni sembra che le uniche cose degne di discussione siano le schermaglie sui nomi dei possibili candidati a sindaco da una parte e dall’altra (anche se le al momento riguardano più i conservatori che i progressisti), è comunque da sottolineare il fatto che, prima di fare i nomi, si parli anche di cosa si vuole fare della città. E di quale direzione questa deve prendere non per i prossimi mesi, ma per i prossimi anni. Quella che si chiamerebbe la  visione del territorio. 

Un modello politico da rifare

Costantino Santovincenzo di Sinistra Italiana

A farlo è stata Sinistra Italiana che ha deciso di dire cosa intende fare in caso di arrivo al governo del paese. Una bozza di programma che andrà condiviso con gli altri esponenti progressisti cittadini, ma è pur sempre il primo tentativo concreto di realizzare un programma politico comune per il centrosinistra ad Anagni. Per superare le frammentazioni storiche (che comunque permangono), e per gettare la base per un accordo di campo largo che possa, in attesa del nome del candidato a sindaco, essere il punto di partenza per uno schieramento comune. 

Il punto di partenza è, ovviamente, la critica radicale al modello che ha caratterizzato la politica locale (tutta, non solo quella progressista) negli ultimi vent’anni. Di qui la scelta di muoversi “con evidente anticipo sui tempi elettorali locali”. Evitando insomma, come è stato fatto negli ultimi anni, di far calare il nome del candidato dall’alto e solo poco prima della scadenza dei termini.

Perché il punto non è “governare il sistema, ma cambiarlo e proporre qualcosa di profondamente innovativo”. E questo non si fa “sostituendo i distintivi elettorali e rieleggendo gli stessi candidati”. 

Democrazia, rappresentanza e solidarietà

Il consiglio comunale di Anagni

Detto questo, quali sono i punti centrali? Anzitutto bisogna elaborare “un percorso di ripristino della democrazia e della rappresentanza”, senza “deleghe in bianco”. Perchè ad Anagni, negli ultimi anni “le funzioni del sindaco e del consiglio comunale hanno subito una distorsione: uno fa il gerarca del comune, l’altro è un’assemblea non rappresentativa dei cittadini pronta ad approvare tutto ciò che decide il capo. Per il Sindaco e il Consiglio non esiste popolo, comunità, paese. Si potrebbe dire senza paura di sbagliare che non esistono cittadini”. 

Al di là della critica al centrodestra cittadino, per Sinistra Italiana è centrale recuperare un valore importante; quello della solidarietà, interpretata non come assistenzialismo, ma come un preciso dovere di programmazione pubblica: reindirizzare l’azione amministrativa a beneficio di tutta la collettività, con un’attenzione particolare ai giovani per fermare l’impoverimento del tessuto sociale e la fuga dei cervelli. 

In ambito economico, l’idea fondamentale è quella di valorizzare l’esistente, passando da uno schema speculativo a un piano strutturato basato sulle politiche pubbliche. L’obiettivo è quello di passare da un ideale “privatistico e finanziario ad un altro con più attenzione ai bisogni sociali e ai beni comuni grazie ad un significativo intervento pubblico”.

“E’ più vantaggioso per la comunità una rotatoria o una scuola? È più utile per la città fare un parcheggio o una struttura di formazione? È meglio un supermercato o un ufficio comunale che incentivi l’autoproduzione di energia elettrica? È più ragionevole un centro di logistica o un tentativo di ripresa di attività agricole o artigianali?”, il pensiero di Sinistra Italiana.

Un nuovo modello di sviluppo economico

Piazza Cavour nel centro storico di Anagni

Anche per quanto riguarda lo sviluppo industriale: non va penalizzato. Ma bisogna ricordare che “la nostra economia di prossimità si può articolare su due settori che erano alla base del periodo preindustriale della Valle del Sacco: agricoltura e artigianato. Si tratta di riavviarli e creare di nuovo competenze e mercato per sostenerli e svilupparli”.

Il modello non può essere solo quello di “esposizioni e sagre paesane che esaltano i prodotti tipici locali mediante eventi più o meno estemporanei”, ma “uno strumento permanente di valido supporto e volano a sostegno della produzione agricola ed artigianale diretta a soddisfare le esigenze dei consumatori limitando l’influenza e la invadenza della grande distribuzione”.

Idem per l’altro grande asset cittadino, quello turistico e culturale: riscoprire e valorizzare il centro storico non deve essere un elemento a sé, ma “funzionale alla politica di economia di prossimità (artigianato, commercio e servizi)”. Non si guarda solo “alla bellezza ed al recupero” del centro cittadino, ma anche alla creazione, su questa base, di “una solida economia locale basata sulla attività di produzione”.

Questa, in sintesi, la proposta che, come detto, andrà discussa con le altre forze della città. Una sorta di laboratorio politico. Da cui partire per scegliere, in un secondo momento, la figura di sintesi chiamata a rappresentare l’alternativa di governo per la città.