Sora, 779 firme contro la tassa. Anbi: «Il Consiglio comunale non può nulla»

Il Comitato guidato da Ennio Bruni ottiene il Consiglio straordinario di mercoledì per chiedere l'uscita dal Consorzio di Bonifica. Ma ANBI, in un vertice preventivo, avverte: una delibera comunale non ha alcun potere sulla materia tributaria.

Irene Mizzoni

Phoenix ex cineribus suis resurget

Settecentosettantanove firme sono bastate a portare la questione in Aula. Non è detto che bastino a portare a casa il risultato. Anzi: è molto probabile il contrario. È questo, in sintesi, il cortocircuito che si consumerà mercoledì 23 settembre alle 16 nel Consiglio comunale di Sora, convocato in seduta straordinaria dopo la mobilitazione del Comitato Cittadino del Territorio, guidato da Ennio Bruni, sul tema dei contributi di bonifica. La piazza chiede un voto che tiri fuori Sora dal perimetro del Consorzio Conca di Sora. ANBI, l’associazione che riunisce i Consorzi di Bonifica, dopo un vertice preliminare in Municipio, ha già fatto sapere che quel voto, giuridicamente, non conterebbe nulla.

«Basta tasse sulla casa»

Il sindaco Luca Di Stefano con il presidente Francesco Facchini

Lo slogan del Comitato è diretto come un pugno: Basta tasse sulla casa. Dietro c’è la richiesta, sottoscritta da 779 cittadini e formalizzata al presidente del Consiglio comunale Francesco Facchini, di una delibera che faccia uscire Sora dal Piano di Classifica del Consorzio di Bonifica. Passaggio che, nelle intenzioni del movimento, dovrebbe poi proseguire in Regione. La richiesta è in apparenza del tutto ragionevole: limitare il prelievo ai soli utenti che usufruiscono davvero dell’acqua irrigua, escludendo immobili e terreni che con l’irrigazione non c’entrano nulla.

Facchini ha risposto convocando l’aula per mercoledì. Il sindaco Luca Di Stefano e l’intero Consiglio si trovano ora a dover gestire una piazza che chiede risposte immediate su un tema che, a leggere le carte, immediato non è affatto.

Il vertice preventivo e il muro di ANBI

Daniele Pili

Prima di portare la questione in Consiglio, lo stesso Facchini ha voluto un passaggio intermedio: un incontro in Municipio tra l’amministrazione e i vertici della bonifica, per chiarire i confini della materia prima che la discussione arrivi in Aula. Al tavolo, il commissario dei Consorzi di Bonifica della provincia di Frosinone Daniele Pili, il direttore nazionale di ANBI Massimo Gargano, il direttore dell’ente Aurelio Tagliaboschi e il sub commissario Riccardo Del Brocco.

«Abbiamo partecipato volentieri alla riunione convocata dal presidente del Consiglio comunale di Sora, Francesco Facchini, che intendo ringraziare unitamente al sindaco Di Stefano e a tutti i consiglieri presenti», ha detto Pili. «Riteniamo che il confronto e la corretta informazione rappresentino la chiave di volta per evitare notizie imprecise su temi complessi legati alla salvaguardia del territorio». Cortesia istituzionale al massimo, ma possibilità di apertura alla richiesta, pressoché zero.

Sul merito che il commissario Pili ha chiuso ogni spiraglio, riportando la posizione dell’ufficio legale di ANBI: «Riguardo l’ipotesi che il Consiglio comunale possa approvare una delibera volta alla fuoriuscita dal perimetro del Piano di Classifica, intendiamo precisare, sulla base del quadro normativo e giurisprudenziale vigente, che eventuali deliberazioni comunali o istanze di gruppi di cittadini, pur se ammissibili, non sono giuridicamente idonee a produrre effetti modificativi del Perimetro di contribuenza o del Piano di Classifica, né possono incidere sul potere impositivo del Consorzio, che ha natura tributaria».

Perché Anbi dice no

Tradotto: il Consiglio può votare quello che vuole. Ma il perimetro di chi paga e chi no lo decidono leggi regionali e nazionali, non un’Aula civica per quanto sostenuta da 779 firme raccolte porta a porta.

I lavori in corso a Sora

Anche la posizione di Anbi Lazio ha la sua ragionevolezza. Che si basa su due punti. Chi paga e chi no lo stabilisce il Piano di Classifica cioè la mappa con la classificazione dei terreni: non può stabilirlo in alcun modo il Consorzio ma le leggi regionali e nazionali. Il secondo punto: la Legge prevede che a pagare non debbano essere solo quelli che ricevono l’acqua per irrigare ma anche quelli che ricevono un servizio dal Consorzio. E la pulizia dei fossi, la manutenzione dei canali, i lavori con cui evitare gli allagamenti, il taglio della vegetazione spontanea, sono tutti servizi che vanno a vantaggio di tutti quelli che stanno nel Piano di Classifica.

Il Consorzio è già intervenuto più volte a svolgere quei lavori di manutenzione, sollecitato anche dal Comune. (Leggi qui: Dopo Anbi bussa Coldiretti: ma i Consorzi tornano già in campo. E qui: Il Tibet crolla, la Ciociaria ripara i fossi: la manutenzione contro il clima impazzito).

Un’Aula tra due fuochi

Mercoledì, dunque, Sora si presenta a un appuntamento che ha il sapore del cortocircuito istituzionale: da una parte l’aspettativa legittima di centinaia di cittadini che chiedono un segnale politico netto; dall’altra un parere tecnico-legale che rende quel segnale, per quanto approvato all’unanimità, privo di effetti concreti.

Approvare un atto simbolico per accontentare la piazza rischia di alimentare un’illusione — quella di aver risolto un problema che, in realtà, resta tutto da affrontare nelle sedi competenti, a partire dalla Regione. Sta al sindaco Luca Di Stefano e al Consiglio trovare la misura tra l’ascolto dovuto al territorio e il rispetto di norme che, piaccia o no, restano fuori dalla portata di una delibera comunale.

Il Consorzio intanto lavora sul territorio

Mentre la partita politica si gioca in Municipio, il Consorzio Conca di Sora prosegue la programmazione ordinaria in vista dell’autunno. Sul Fosso Campovarigno, tra Sora e Broccostella, sono in corso trinciatura, espurgo e rimozione delle alberature crollate lungo il tratto che va dalla foce sul Fibreno fino all’area industriale ASI. Sul Fiume Fibreno, nel tratto urbano di Broccostella, gli interventi con escavatori a cesoie e motobarca sfalciante sono in fase di conclusione.

Intanto, sul fronte del servizio irriguo, le squadre manutentive continuano a intervenire sulla riparazione delle condotte a supporto delle aziende agricole del territorio. «La manutenzione costante della rete idrica costituisce un presidio essenziale per la prevenzione del rischio idraulico», ha concluso Pili. «Il Consorzio continua a operare con continuità e professionalità per garantire la sicurezza del comprensorio».

Resta da vedere se mercoledì la politica sorana troverà il modo di trasformare l’ascolto della piazza in qualcosa di più di un gesto simbolico. O se, come lascia intendere ANBI, la vera battaglia dovrà spostarsi altrove, lontano dall’Aula del Consiglio comunale.