La lettera è datata 14 luglio. Il coordinatore del circolo sorano di Fratelli d'Italia rassegna le dimissioni per motivi professionali: impegni crescenti nel servizio pubblico radiotelevisivo. Ruspandini assumerà la carica di commissario, ascolterà le sensibilità interne e poi deciderà il da farsi. Ma i tempi stringono: da settembre parte la campagna per le Comunali. E il vero nodo non è chi guida il circolo: è se FdI costruirà un'alternativa a Di Stefano
Ha pronunciato l’impronunciabile: dimissioni. Filippo Mosticone lascia la guida di Fratelli d’Italia a Sora. La notizia non è la decisione in sé: i Coordinatori di Circolo si dimettono, è fisiologico. Ma il tono e le ragioni. Il Coordinatore lascia l’incarico non per dissidi interni, non lo fa per ambizioni frustrate, non lo fa per schieramenti provinciali. Lo fa perché ha quasi 25 anni, lavora nel servizio pubblico radiotelevisivo e si è reso conto che non riesce più a fare bene entrambe le cose.
«Mi avvicino al venticinquesimo anno di età con la necessità, sempre più pressante, di consolidare il mio percorso di vita e professionale», scrive nella lettera indirizzata all’onorevole Massimo Ruspandini, coordinatore provinciale. E aggiunge, citando Guido Crosetto e il suo discorso al congresso di Trieste del 2017: «L’indipendenza si conquista nel lavoro, non nel Partito, al quale si può semmai portare in dono ciò che nel lavoro si costruisce».
Nessuna traccia dell’indiscrezione secondo la quale due terzi del Direttivo Cittadino stavano raccogliendo le firme per sfiduciarlo. Restano i fatti. Dimissioni spontanee e motivate. Era entrato in FdI nel 2016. Aveva 15 anni. Il Partito pesava il 2%.
La lettera

Nella lettera di dimissioni non c’è una critica interna, nessuna frecciata verso la gestione provinciale, nessun messaggio in codice. C’è invece la coerenza dichiarata tra i principi e i comportamenti.
Il Coordinatore cita espressamente la sua avversione a chi «cerca di campare di sola politica» e ricorda di essersi candidato «all’insegna del rinnovamento». Lascia il ruolo prima di essere costretto a farlo, avvisa con anticipo per non creare i problemi che lui stesso – nella sua esperienza da coordinatore – ha visto nascere da «scelte improvvise e passi di lato non comunicati». Affida la gestione del passaggio a Ruspandini con piena fiducia, indicando nell’avvocato Antonio Lecce il riferimento del Partito in Consiglio comunale.
È una lettera scritta bene. E per un Partito che ha costruito parte della propria identità sul valore della militanza come servizio e non come rendita, ha un valore simbolico che va oltre la singola vicenda.
Ruspandini commissario: tre opzioni sul tavolo

Massimo Ruspandini assumerà la carica di Commissario del circolo di Sora. Da lì, ascolterà le sensibilità interne, valuterà le loro chiavi di lettura sul passato e sui prossimi mesi che separano dalle elezioni Comunali. E poi deciderà tra tre strade: mantenere lui stesso la carica commissariale per il tempo necessario, nominare un commissario su cui ci sia convergenza, oppure indire un Congresso.
Il problema è il tempo. Da settembre parte la campagna elettorale per le Comunali di Sora. Un Circolo senza una guida stabile in quel frangente è un circolo che rischia di perdere slancio nel momento in cui ne avrebbe più bisogno.
Il vero nodo: opposizione o alternativa a Di Stefano?

Ma la questione del Coordinatore è, in fondo, la questione meno importante di quelle che Ruspandini dovrà affrontare a Sora nelle prossime settimane. Il vero nodo è strategico. FdI a Sora è all’opposizione, ma è un’opposizione che ha scelto fino ad ora un profilo dialogante con l’amministrazione del sindaco Luca Di Stefano. Con le elezioni comunali che si avvicinano, quel posizionamento dovrà essere ridefinito. Ci sono due strade possibili.
La prima: continuare sulla linea dell’opposizione, presentarsi alle Comunali come alternativa credibile ma non come antisistema, puntare su una coalizione di centrodestra coesa che si contrapponga a Di Stefano con un candidato forte.
La seconda: valutare se Di Stefano stesso possa diventare un punto di convergenza del centrodestra (qualora si dichiarasse tale) in un’ipotesi che partirebbe dai Comuni e potrebbe avere ricadute anche sulle elezioni Provinciali.
La partita provinciale

Qui la questione si complica ulteriormente, perché Luca Di Stefano non è solo sindaco di Sora: è anche presidente della Provincia di Frosinone. E in quella veste ha già dimostrato di saper costruire accordi trasversali.
In FdI provinciale esistono due sensibilità distinte su questo punto. Una non sarebbe contraria a sostenere Di Stefano alle prossime Provinciali, qualora lui si dichiarasse apertamente di centrodestra: un percorso che trasformerebbe la traversata al centro in un approdo riconoscibile. L’altra preferisce puntare su un nome interno al centrodestra, e il nome che circola è quello del sindaco di Isola del Liri, Massimiliano Quadrini.
Sono due visioni del centrodestra di Frosinone che non si escludono a vicenda sul piano logico ma che sul piano politico non possono coesistere: o si lavora per portare Di Stefano nel campo, o si lavora per costruire un’alternativa credibile a lui. Fare entrambe le cose contemporaneamente significa non fare nessuna delle due.
Ruspandini lo sa. Ed è probabilmente per questo che l’incarico di commissario a Sora non è un peso che si sarebbe cercato in questo momento ma un passaggio necessario per non perdere il controllo di un pezzo importante della scacchiera provinciale proprio quando le mosse contano di più.



