Sora inciampa nella sentenza di Atina: il Consorzio passa al contrattacco

Oggi conferenza stampa di Regione e Consorzio di Bonifica sulla delibera di Sora. Con un monito chiaro firmato dall’assessore Giancarlo Righini: «Ora si abbia la decenza istituzionale di ritirarla».

Irene Mizzoni

Phoenix ex cineribus suis resurget

Ci sono momenti in cui la politica si trova ad attraversare un crinale sottilissimo. Da una parte c’è la pressione delle comunità locali, esasperate da anni di servizi non sempre visibili e da bollette che per questo appaiono ingiustificate. Messe di fronte ad una serie di cambiamenti rapidi ed epocali: il clima che si trasforma, la terra che diventa sempre più arida, i fiumi che si ritirano, i temporali di una stagione intera che si concentrano in poche ore e devastano tutto. Ed all’improvviso, quello che appariva invisibile ed ingiustificato diventa decisivo e fondamentale.

Dall’altra parte c’è la rigidità dell’architettura istituzionale e giuridica, fatta di leggi regionali, codici tributari e competenze inderogabili che non si possono scalfire con un semplice voto in Aula.

I lavori in corso a Sora

La vicenda del Consorzio di Bonifica “Conca di Sora” e della delibera approvata lo scorso 23 settembre dal Consiglio comunale di Sora per uscire dal perimetro di quel Consorzio ancora poco compreso nella sua nuova funzione essenziale, rappresenta esattamente questo incrocio complesso. Un passaggio delicato su cui la Regione Lazio e i vertici consortili venerdì pomeriggio hanno voluto fare il punto in un’affollata conferenza stampa. Fatta non tanto di parole. Ma ponendo sul tavolo sentenze e pareri legali, fornendo soprattutto i numeri significativi della gestione e degli investimenti, per aprire un confronto politico a tutto campo sul futuro della tutela idrogeologica del territorio. (Leggi qui: Consorzio di Bonifica, Sora non ascolta: l’Aula vota la fuoriuscita).

La scelta del Comune e i numeri veri della petizione

Per comprendere la mossa del sindaco Luca Di Stefano e dell’amministrazione di Sora occorre calarsi nel clima sociale della città. Il deposito delle firme da parte del Comitato Cittadino non era un semplice atto formale, ma il sintomo d’un malessere strisciante legato agli aumenti dei contributi e alla storica difficoltà di percepire il “beneficio diretto” della bonifica nei centri urbanizzati.

Il Commissario illustra le cifre

Portando la questione in Consiglio comunale e approvando la delibera a larghissima maggioranza, l’amministrazione Di Stefano ha scelto di farsi cassa di risonanza di un’istanza popolare. Ed al tempo stesso di non ascoltare le raccomandazioni arrivate nelle ore precedenti dal Consorzio e dalla Regione Lazio: che lo mettevano in guardia, sottolineando che non è possibile fare demagogia sui lavori della Bonifica, troppo rischioso per tutti ed in particolare per i cittadini. (leggi qui: Sora, 779 firme contro la tassa. Anbi: «Il Consiglio comunale non può nulla»).

Durante la conferenza stampa di venerdì pomeriggio, i vertici del Consorzio hanno voluto mettere a fuoco la reale consistenza numerica della protesta per contestualizzarla nel quadro generale.

I numeri della petizione

Firme depositate l’11 maggio779
Firme convalidate504 (64,7%)
Consorziati di Sora6.700
Peso delle firme su Sora7,52%
Consorziati della Conca di Sora16.143
Peso delle firme sul Consorzio3,12%

Su 779 firme depositate l’11 maggio scorso, quelle convalidate dagli uffici comunali sono state 504 (pari al 64,7%). Il peso percentuale su Sora: i 504 firmatari rappresentano il 7,52% dei 6.700 consorziati del Comune di Sora. L’impatto sull’intero Consorzio: rispetto ai 16.143 consorziati totali del “Conca di Sora“, la firma del comitato corrisponde ad appena il 3,12% dell’intera platea dell’ente.

Nello stesso dibattito consiliare del 23 settembre, proprio il primo cittadino non aveva nascosto la natura essenzialmente d’indirizzo politico dell’atto, ricordando che il voto non avrebbe cancellato da un giorno all’altro le cartelle o modificato d’ufficio i confini d’autorità.

Il muro del diritto: i legali e la sentenza su Atina

Ed è proprio su questo solco che si è inserita la risposta del Consorzio di Bonifica e della Regione Lazio. Carte alla mano, l’avvocato Guglielmo Gattamelata e la struttura tecnica dell’ente hanno ricordato come il perimetro del Diritto Amministrativo lasci ben pochi margini di manovra alle deliberazioni comunali.

Come evidenziato dai pareri legali, la delimitazione dei perimetri di contribuenza (chi deve pagare il contributo e chi non è tenuto a farlo) è materia riservata in via esclusiva al Consiglio Regionale e alla Giunta (ai sensi dell’art. 860 c.c. e della L.R. 4/1984). Una delibera di Consiglio comunale costituisce una “mera manifestazione di volontà e un atto di indirizzo politico” e non ha la forza giuridica di sospendere i ruoli, modificare il Piano di Classifica o disapplicare la L.R. 12/2016 sul riordino consortile.

A blindare la tesi del Consorzio è arrivato anche il richiamo a un precedente giurisprudenziale recentissimo: la sentenza n. 5380/2026 della Corte di Giustizia Tributaria di II Grado del Lazio (depositata il 24 settembre 2026). I giudici tributari, chiamati a esprimersi su un ricorso analogo promosso dal Comune di Atina dopo una delibera di “uscita” dal Consorzio Valle del Liri, hanno rigettato le tesi dell’ente locale, stabilendo la totale inidoneità degli atti comunali a modificare i perimetri regionali e condannando il Comune al pagamento delle spese di giudizio.

I dati finanziari e il risparmio per il Municipio

Il cuore dell’intervento dell’Assessore Regionale al Bilancio e Agricoltura Giancarlo Righini, affiancato dal Presidente Anbi Lazio Lino Conti, dal Commissario Straordinario Daniele Pili, dal Direttore Aurelio Tagliaboschi e dall’avvocato Claudio Martino di Roma (giudicato tra i migliori, se non il migliore, avvocato d’Italia in materia di questioni riguardanti i Consorzi di Bonifica), si è concentrato sui dati contabili ed economici della gestione. Per dimostrare chel’ente non vive di sole cartelle ma di imponenti investimenti pubblici, sono state mostrate le cifre ufficiali delle Convenzioni S.P.M. (Servizio di Protezione e Manutenzione).

PERIODOCONTRIBUTO REGIONALE
2021-2024€ 395.850 x anno
2025€ 800.850 (+102,31%)
2026€ 954.000 (+141%)


Nel quadriennio 2021-2024 il contributo regionale al Consorzio era fisso a € 395.850,00 all’anno. L’impennata arriva nel 2025: con la Delibera G.R. n. 155/2025, la Giunta Rocca porta lo stanziamento a € 800.850,00, registrando un balzo del +102,31%. Il record arriva nel 2026: la nuova convenzione 2026-2030 (Delibera G.R. n. 1156) fissa per l’annualità 2026 la cifra di € 954.000,00. Si tratta di un incremento netto del +141% complessivo rispetto allo schema precedente, risorse destinate interamente alla pulizia degli alvei, alla sicurezza idraulica e alla gestione dei 400 chilometri di reticolo idrico gestito.

I rapporti Consorzio – Comune di Sora

Il municipio di Sora

Sotto il profilo dei rapporti diretti tra Municipio e Consorzio, sono stati ripercorsi i numeri della convenzione manutentiva quadro (rinnovata con Delibera di Giunta Comunale n. 99 del 5 maggio 2022):
Il Comune di Sora fissa un tetto massimo annuo di spesa di soli € 20mila euro.

A fronte di questo stanziamento, il Municipio ottiene un risparmio economico superiore al 50% rispetto ai prezzi di mercato praticati da ditte private, grazie all’assenza di IVA, all’assenza dell’utile d’impresa e alle tariffe agevolate sui mezzi consortili. Lo diciamo più chiaro?

Se il Comune di Sora dovesse affidarsi a ditte esterne per fare i lavori che svolge il Consorzio di Bonifica Conca di Sora dovrebbe spendere il doppio. Invece, grazie alla convenzione con il Consorzio spende solo 20mila euro perché al Conca di Sora non c’è il ricarico che giustamente un imprenditore privato deve avere per ottenere il suo guadagno. Inoltre, trattandosi di rapporti tra Enti pubblici non c’è l’Iva.

Il duello politico

L’assessore Giancarlo Righini con il commissario Daniele Pili

Il passaggio centrale della conferenza stampa ha visto accendersi il dibattito sull’etica della rappresentanza e sul confine, sempre più labile, tra il dovere di guidare un territorio e la tentazione di assecondare le spinte umorali della piazza.

Un’analisi sull’agire politico è arrivata dall’onorevole Alessia Savo, consigliera regionale di Fratelli d’Italia ed ex sindaco, che ha richiamato l’aula consiliare a un’assunzione di responsabilità collettiva: «Io vengo dall’esperienza della gestione del singolo Comune, sono stata sindaco per anni. Quando nel 2023, alla vigilia della campagna elettorale, i comitati vennero a propormi di sposare la battaglia per l’uscita dai Consorzi, io dissi di no con profonda onestà intellettuale. Perché la politica non deve mai superare ciò in cui ognuno di noi crede. La tutela del territorio non è un valore individuale o di parte, è un bene comune. Se non insegniamo anche ai più giovani il valore della prevenzione idraulica e delle bonifiche fronteggiando la prospettiva drammatica dei cambiamenti climatici, tradiamo il nostro compito: le istituzioni devono governare i territori, non esercitare un potere estemporaneo per rincorrere il consenso momentaneo».

Daniele Pili

Allo stesso tempo, per disinnescare la narrazione di un ente arroccato nelle proprie stanze e sordo alle richieste di trasparenza avanzate da cittadini e amministratori, il Commissario Straordinario Daniele Pili ha calato sul tavolo l’asso della gestione contabile d’eccellenza, annunciando una svolta senza precedenti nei bilanci dei Consorzi di Bonifica regionali: «In pieno accordo con l’Assessore Righini, quest’anno faremo certificare il bilancio del Consorzio direttamente da KPMG, una delle Big Four mondiali dell’audit. Vogliamo che la gestione finanziaria dell’ente sia una casa di vetro trasparente per gli amministratori locali e per tutti i contribuenti, spazzando via ogni dubbio o sospetto del passato».

Surreale e grottesca

La replica più dura nei confronti della scelta del Consiglio Comunale di Sora porta però la firma dell’Assessore Regionale al Bilancio e Agricoltura, Giancarlo Righini. L’esponente della Giunta Rocca ha sottolineato la contraddizione di un’amministrazione comunale che vota la rottura col Consorzio mentre, nei fatti, continua a beneficiare delle sue maestranze e dei suoi investimenti.

Dice l’assessore «Siamo qui per ristabilire la verità istituzionale e amministrativa rispetto a una delibera che continuo a giudicare surreale e grottesca. Se per troppi anni in questo territorio nessuno pretendeva il pagamento delle bollette, era solo per ragioni di clientelismo politico ed elettorale. Poi arriva il momento in cui i nodi vengono al pettine e chi governa ha il dovere di riannodare i fili della sana amministrazione».

L’assessore rivendica con orgoglio una scelta. «La Regione ha incrementato del 141% le proprie risorse destinate alle manutenzioni perché sappiamo bene che i soli contributi dei cittadini non bastavano per realizzare le opere straordinarie necessarie a proteggere Sora e la Media Valle del Liri dalle alluvioni e dalla siccità».

Verità e responsabilità

Valter Tersigni

Righini ha poi voluto ringraziare il consigliere comunale Valter Tersigni per aver rappresentato «l’unica voce di verità e responsabilità fuori dal coro in un’Aula appiattita sulle richieste dei comitati», prima di lanciare la stoccata finale diretta a Palazzo San Nicola.

«Le amministrazioni parlano per atti pubblici: non si può firmare una convenzione in cui si ammette che il Comune è sprovvisto di mezzi e personale per pulire i fossi e poi, non appena arrivano quattro scalmanati sotto il Municipio, approvare delibere fuorilegge. Di fronte alla giurisprudenza chiarissima, ai pareri legali e ai contenziosi già persi da altri Comuni, mi auguro davvero che adesso si abbia la decenza istituzionale di ritirare la delibera».

Dalla contrapposizione al tavolo tecnico

Al netto dei toni accesi della politica e dei punta e tacco della giurisprudenza, la vicenda mette a nudo una sfida cruciale: come conciliare l’equità fiscale richiesta dai cittadini con la necessità inderogabile di tutelare un territorio fragile e attraversato dal fiume Liri.

La via d’uscita dall’impasse non potrà passare né da atti simbolici destinati a infrangersi nei tribunali tributari, né da una gestione dei consorzi percepita come lontana dai consorziati. La vera partita si sposterà ora sui nuovi Piani di Classifica e sulla nascita del maxi-ente “Lazio Sud Est” con la fusione dei tre enti di bonifica della provincia di Frosinone.

Sarà in quella sede tecnica e istituzionale che il Comune di Sora, la Regione e i vertici consortili dovranno sedersi allo stesso tavolo: non per rincorrere scorciatoie impossibili, ma per calibrare le tariffe sui reali benefici, garantire manutenzioni e restituire ai cittadini la certezza che ogni euro versato si traduca in sicurezza per le proprie case e per le generazioni future.