Sora, la liturgia del silenzio e il rebus delle grandi manovre

Il fortino del sindaco Di Stefano e le manovre per tentare di costruire una cordata per contrastarlo. I primi incontri. Se sono rose... si manifesteranno

Irene Mizzoni

Phoenix ex cineribus suis resurget

Tra la pietra antica e il corso silenzioso del Liri, l’aria politica di Sora inizia ad appesantirsi di quell’umore sottile che precede le grandi scadenze. Le piazze tacciono ancora e le bandiere restano piegate nei cassetti, giacché la stagione dei proclami ufficiali è ben lontana da venire. Regna, per ora, la prima e più preziosa virtù dell’alta politica: la penombra.

L’appuntamento con le urne sembra distante: ma è un’illusione destinata ai soli spettatori distratti. La superficie dell’acqua appare immobile, eppure nel profondo la corrente ha già iniziato a scavare.

La tenuta dell’amministrazione Di Stefano

Luca Di Stefano

In questo palcoscenico di discrezione, la fortezza del sindaco Luca Di Stefano si presenta solida, custodita da un’architettura audace, capace di congiungere le sponde della destra con gli approdi della sinistra dialogante. Un’alchimia di governo che finora ha garantito tenuta che oggi deve fare i conti con un dato esterno del tutto nuovo: le manovre sono già uscite dalle mura del Municipio.

Fuori dall’assise si sono accesi i primi motori. Corpi intermedi, circoli d’opinione, imprenditoria locale e figure di peso del tessuto cittadino stanno muovendo le prime tessere per far valere il proprio peso sulle future coalizioni. È questo fermento esterno che dà corpo all’ipotesi di una scossa destina prima o poi a riflettersi anche sulle geometrie consiliari.

Gianluca Quadrini

I tessitori affilano gli strumenti e definiscono i contorni delle proprie manovre. Fuori e dentro le istituzioni si fa sentire l’attivismo del gruppo del consigliere provinciale Gianluca Quadrini, tessitore navigato e lesto nel muovere le proprie pedine strategiche sul territorio per condizionare l’asse politico della città. Fino ad un anno fa era presidente del Consiglio Provinciale e fedelissimo alleato del sindaco / presidente della Provincia. Il rapporto si è incrinato dopo gli accertamenti avviati dalla Procura sugli straordinari di alcuni elementi della Segreteria di Quadrini: l’ex presidente d’Aula rimprovera al presidente della provincia di non averlo difeso ed averlo lasciato solo.

I tentativi di Bruni

Quadrini con il partito Evoluzione e Libertà, che ha sede provinciale proprio nella città volsca, cercherà di ricompattare il centrodestra all’insegna di una svolta identitaria.

Massimiliano Bruni

Dall’altra parte continua a lavorare Massimiliano Bruni (FdI), già delegato ai Lavori Pubblici nell’amministrazione del sindaco Roberto De Donatis e non rieletto in Aula alle elezioni che hanno assegnato la fascia tricolore a Luca Di Stefano. Bruni è punto di riferimento per quell’area di centrodestra determinata a costruire un’alternativa strutturata.

Contemporaneamente, un pezzo del centrosinistra fermenta al di fuori dei percorsi d’Aula: osserva l’esperimento civico e parla a quel mondo dell’associazionismo e del sociale che chiede un ritorno netto all’identità.

Scenari futuri: la partita per Sora è aperta

La parola d’ordine resta la cautela. Chi scopre le carte prima del tempo rischia di bruciarsi al primo raggio di sole; chi indugia troppo rischia l’isolamento.

Se gli incontro sotterranei di questi giorni raggiungeranno una massa critica sufficiente ad aggregarsi un una coalizione elettorale, non tarderanno a manifestarsi segnali visibili: le prime uscite pubbliche, i ritorni illustri che riaffiorano con nuove traiettorie e le figure inedite provenienti dal mondo civile che testano il terreno con la circospezione dei debuttanti.

Per ora si rispetta il classico canone della prudenza, muovendosi a fari spenti. Ma all’ombra del palazzo, la partita per il futuro di Sora è ufficialmente cominciata.