Sora, la protesta fantasma: Bruni accende la corsa al dopo Di Stefano

Annunciata una manifestazione spontanea contro la TARI. Ma nessuno ne sa nulla. Intanto Bruni rompe gli indugi: la battaglia sulle bollette diventa il trampolino per organizzare la sfida al sindaco alle prossime comunali. E la campagna è dietro l'angolo.

In municipio nessuno ne sa nulla. Nemmeno ai carabinieri è arrivata una comunicazione. Niente anche alla Polizia Municipale ed al Commissariato. C’è qualcosa di curioso, quasi grottesco, nella cronaca politica di Sora: una manifestazione popolare contro gli aumenti della TARI è stata annunciata per venerdì davanti al municipio ma al momento nessuno sa nulla. Un po’ come organizzare una protesta per corrispondenza. Eppure, l’eco mediatica c’è. E non è affatto un dettaglio.

Quella protesta popolare rischia di trasformarsi in una mossa politica perfettamente calibrata. Perché il “caro bolletta” dei rifiuti è la miccia ideale per innescare lo scontro ed aprire le danze in vista delle prossime comunali. Il vero obiettivo, ormai chiaro, non è la TARI. Ma il terreno sul quale costruire la prossima candidatura da contrapporre al bis di Luca Di Stefano. (Leggi qui: Scintille tra Bruni e Altobelli: la guerra sulla Tari si combatte col pallottoliere).

Bruni in prima linea

Lo sa bene Massimiliano Bruni, ex delegato ai Lavori Pubblici ai tempi della Piattaforma Civica del sindaco Roberto De Donatis ed oggi dirigente provinciale di Fratelli d’Italia. Dopo settimane di attacchi a mezzo stampa, oggi si è intestato il fronte anti Di Stefano: con una dichiarazione durissima, diretta all’assessore al Bilancio Loreta Altobelli.

La accusa non di un errore ma di una narrazione falsata. Alla sua maggioranza civica imputa demagogia, assunzioni interinali, fondi prosciugati, persino il video pubblicitario con l’esplosione della ex Tomassi – evocato con sottile veleno – durante la campagna elettorale. Un arsenale retorico che non lascia dubbi: Bruni è sceso in campo. Per aggregare le forze di opposizione ed organizzare un’alternativa politica di centrodestra.

La TARI è solo la miccia. Il vero punto è che Bruni, con il ritorno in aula di Antonio Lecce, ha deciso di non farsi da parte. Anzi, ha scelto di riprendersi la scena. La contestazione sulla gestione della Sora Ambiente e l’aumento delle tariffe diventa così il primo capitolo di una campagna lunga e sottilmente personale, in cui punta ad individuare il candidato del centrodestra alle prossime elezioni. La sua non è più opposizione tecnica ma posizionamento politico. (Leggi qui: Sora, dalle zanzare alla resa dei conti: la surroga che incendia Fratelli d’Italia. E leggi anche: Lecce rompe il silenzio: “Altro che patto con Bruni, il seggio è dei cittadini”).

Di Stefano indifferente

Il sindaco Luca Di Stefano

Dal canto suo, il sindaco Luca Di Stefano mantiene i toni bassi. Conferma quanto già detto dall’assessore: nessun aumento deciso dal Comune ma una semplice applicazione dei rincari regionali e un differente bilanciamento tra acconto e saldo. Tutto chiaro, tutto documentabile.

Ma è proprio sui conti che Altobelli e Bruni non si trovano: per l’amministrazione gli aumenti sono del 12% mentre per Bruni si arriva a sfiorare il 35%. In politica, non basta avere ragione, serve anche saper gestire la narrazione.

Ed è qui che si apre il vero gioco. Perché Bruni, pur non essendo in Aula, sta orientando il dibattito. E lo fa con la sapienza di chi conosce i meccanismi della macchina comunale ma anche quelli della comunicazione.

Bollette pesanti

L’assessore Loreta Altobelli e Massimiliano Bruni

Sullo sfondo, resta la città. Che di certo non si entusiasma per le schermaglie dialettiche ma che davanti a bollette più pesanti e a uno scontro sempre più acceso potrebbe cominciare a guardare con interesse. E cercare di capire dove sta la verità per decidere poi chi votare.

La manifestazione fantasma di venerdì è solo il trailer di qualcosa di molto più grande: una battaglia per la leadership cittadina, già iniziata sotto il segno della TARI, ma destinata a toccare ogni nervo scoperto dell’amministrazione. A Sora si comincia sempre in anticipo.